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Demanio a Lacco Ameno, De Siano: “No al papponismo inaugurato da Giacomo Pascale”

Concessioni demaniali marittime ad uso turistico ricreativo. Domenico De Siano & Co chiedono azione al sindaco Giacomo Pascale dopo le Determinazioni dopo la sentenza n. 18/2021 del Consiglio di Stato in Adunanza Plenaria

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Ida Trofa | A dare aria al fuoco mai sopito dell’affare demanio a Lacco Ameno, ci ha pensato la minoranza consiliare con l’immancabile interrogazione rivolta agli uffici comunali ed al primo cittadino in relazione agli ultimi sviluppi, o non sviluppi se preferiti, generatisi nel merito delle incertezze del governo di Mario Draghi in materia. Una richiesta essenziale e diretta, in quattro punti che rinnova la spinosa questione. È iniziato il 2022 e per gli imprenditori balneari si tratta questo inizio d’anno porta con sé giorni decisivi, in cui a Palazzo Chigi si deciderà il futuro delle loro aziende. Il governo ha convocato il primo appuntamento del tavolo tecnico sul tema per il 4 gennaio. I rappresentanti nazionali dei balneari saranno a colloquio con il ministro Garavaglia per conoscere i contenuti del provvedimento già elaborato dai tecnici del premier Draghi, con cui si intende disciplinare la riassegnazione delle concessioni balneari dopo che il Consiglio di Stato ha annullato la proroga al 2033 e imposto le gare entro due anni. Il ministro del turismo ha anche chiesto alle associazioni di categoria di presentarsi con documenti e proposte concrete.

l governo centrale ha fretta di agire, approvando un primo provvedimento entro la fine di gennaio. Per mettere mano a una materia che attende da molti anni una riforma organica, ma anche per ottenere più soldi dall’Europa attraverso il Pnrr. Infatti, le stesse concessioni sarebbero oggetto di una recente trattativa, impegnandosi ad attuare una serie di riforme tra cui appunto quella delle spiagge.
A rendere ancora più urgente una soluzione ci sarebbe poi l’imminente arrivo di una procedura di infrazione da parte dell’Unione europea, che i palazzi romani hanno dato per certa entro il mese di febbraio. A dicembre 2020 l’Italia ha ricevuto una lettera di messa in mora. Vista l’inerzia, pare che Bruxelles intenda proseguire con la sanzione a meno che l’Italia non adegui la gestione delle concessioni demaniali marittime al diritto europeo, che significa riassegnarle tramite gare pubbliche, come appunto il governo Draghi pare intenzionato a fare.

Dall’altra parte ci sono però i concessionari che sono già sul piede di guerra. E questa è la principale questione che I consiglieri del senatore Azzurro De Siano hanno deciso di non ignorare interrogando il sindaco e i suoi funzionari.

Ecco il testo della richiesta che interroga le autorità lacchesi per conoscere se: “ Dopo la pubblicazione della sentenza dell’Adunanza Plenaria n. 18/2021, il Comune di Lacco Ameno, cui competono le funzioni gestorie sui beni del demanio marittimo turistico-ricreativo, abbia provveduto a comunicare ai titolari delle concessioni demaniali marittime rilasciate nell’ambito del territorio Comunale che le stesse hanno cessato inesorabilmente la loro efficacia e, laddove per alcune di esse sia stata rilasciata proroga al 31.12.2033 (ai sensi della Legge 145/2018), la stessa sia da considerarsi tamquam non esset per contrasto con l’art. 12 della direttiva Bolkestein, nonché con gli artt. 49, 56, 106 TFUE“ scrivono gli uomini di “Sempre per Lacco Ameno“ Ricordando che tale comunicazione è fondamentale sia per dare certezza ai rapporti giuridici sia per evitare la creazione di legittime aspettative in capo ai concessionari fonte di futuri contenziosi.

Inoltre i delatori del governo Pascale vogliono sapere se “per i tratti di arenile oggetto di domande concorrenti da parte di terzi interessati, l’amministrazione comunale abbia provveduto ad avviare le necessarie procedure ad evidenza pubblica in considerazione del fatto che la sentenza resa da Ad. Plen. n. 18/2021 non prende in considerazione le situazioni giuridiche soggettive di quanti abbiano già manifestato interesse per un bene demaniale presentando opposizione e/o domanda concorrente ai sensi del codice della navigazione; abbia effettuato la ricognizione di tutti i beni demaniali oggetto di accertamento per violazione della normativa vigente in materia edilizia, paesaggistica, i cui titolari non solo non possono beneficiare degli effetti della sentenza resa da Ad. Plen. 18/2021 ma, maxime, devono obbligatoriamente essere dichiarati decaduti ai sensi dell’art. 47 c.n. e articolo 01 comma 2-ter della legge 494/93 e s.m.i.“ L’auspico del leder di Forza Italia e dei suoi uomini, oltre che la minaccia di ricorrere alla denuncia, è quello di non non assistere a “penosi e ridicoli sotterfugi per difendere ormai l’indifendibile.Saremo costretti a rivolgerci all’autorità competente per violazione degli artt. 54 e 1116 del Cod. Nav. per occupazione abusiva di aree demaniali pubbliche. Credendo ancora che la politica debba dare gli indirizzi per lo sviluppo e la crescita di una piccola comunità vorremmo tener fuori gli organismi di controllo che la Costituzione ci mette a disposizione, ma non ci tireremo in dietro qualora dovesse prevalere la prevaricazione, il pregiudizio, la logica di chi comanda fa legge e il papponismo di maniera molto di moda negli ultimi tempi“.
L’interrogazione depositata nell’ultimo dell’anno ha richiesto “risposta scritta “.

Non sarà facile trovare una soluzione, dare risposte univoche, soprattutto traviare una mediazione tra le forze coinvolte e gli attori in camp che sul tema hanno posizioni diverse. Proprio per questo la questione balneare è alto il rischio. Una questione che promette di ritornare al centro di trattative e accordi politici non troppo velati in un momento particolarmente delicato per il paese. Poi a Lacco Ameno il demanio resta sempre rovente ed il tema non è mai univoco se si guarda alla questione porto con la gestione degli approdi.

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