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Decreto Ischia, Caramiello: «Un aiuto concreto a Comuni e imprese»

Il deputato dei 5 Stelle illustra gli emendamenti presentati dal Movimento. «Una scelta logica quella di estendere i benefici a tutti i Comuni dell’isola». I ristori per i tributi non versati. «Unire le due ricostruzioni? Una soluzione di buonsenso»

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Sono giorni decisivi per la conversione in legge del Decreto Ischia. Ne abbiamo discusso con l’on. Alessandro Caramiello dei Cinque Stelle, che ha illustrato alcuni degli emendamenti presentati dal Movimento.

– Due emendamenti per Ischia in quello che è il decreto al quale abbiamo legato la nostra sopravvivenza…
«In questo Decreto Legge ho presentato, come forza politica Movimento Cinque Stelle diversi emendamenti per cercare di aiutare sia i Comuni, sia le aziende e le piccole e medie imprese di Ischia. C’è ad esempio un emendamento a prima firma mia, in qualità di capogruppo alla Commissione agricoltura, che ha l’obiettivo di ristorare le aziende agricole che hanno avuto problemi a causa della frana del 26 novembre. Ma l’attenzione del Movimento non si limita a questo, ovviamente. Come co-firmatario, abbiamo presentato al Decreto Legge in conversione un primo emendamento che mira ad assicurare ai Comuni dell’Isola d’Ischia il gettito dei tributi locali non versati per effetto delle sospensioni: oltre 2 milioni di euro solo per Casamicciola e, inoltre, sempre per i Comuni dell’isola, prevedere un ristoro relativo al minore gettito a causa, appunto, del tragico evento».

– Ieri è stata la giornata della verifica dell’ammissibilità degli emendamenti stessi, conosce già gli esiti?
«La commissione sta verificando, appunto, quali sono ammissibili e quali meno, però se la maggioranza dovesse praticamente far risultare inammissibili alcuni emendamenti, se ne assumerà in pieno la responsabilità politica. Non dobbiamo dimenticare che questo decreto ha l’obiettivo di supportare e ristorare sia i Comuni che le piccole e medie imprese di Ischia che hanno ricevuto da questa frana un danno per la sopravvivenza proprio dell’isola».

– Con il Commissario Legnini e non solo, si era provato ad illustrare e a far comprendere la necessità di unire le due ricostruzioni, quella post sisma e quella attuale post frana.
«Sono d’accordo che l’obiettivo di unire quello che è successo qualche anno fa con il terremoto e quanto si è verificato ora con la frana sia una scelta di buon senso ed è auspicabile che la maggioranza comprenda quanto sia impensabile avere sistemi diversi per gestire processi che si sovrappongono. Se arriveremo a questa unione, credo che sarà una cosa positiva per Ischia. Anche perché, ancora oggi, dopo diversi anni, non mi sembra ci sia stata tutta questa ricostruzione post-sisma, anzi alcune zone dell’isola sono ancora nelle stesse condizioni in cui si erano ritrovate dopo il terremoto. Avere un intervento unico, a questo punto, per le due calamità, significa avere, lo ripeto, buon senso e perciò la reputo una cosa giusta».

L’INTERGRUPPO PER LE ISOLE MINORI

– Un’altra richiesta che è arrivata dal territorio e che mi sembra abbiate recepito è quella di estendere i benefici del Decreto Ischia a tutti i Comuni dell’isola e non solo al Comune di Casamicciola Terme che ha subito i danni e a quello di Lacco Ameno, che, invece, non è stato colpito.
«Questa è una questione che abbiamo affrontato in maniera rapida ed efficace. C’è un emendamento specifico che vede come primo firmatario la collega Fontana mentre io sono cofirmatario che prevede, appunto, di sopprimere le parole di “Casamicciola Terme, di Lacco Ameno” e aggiunge invece “tutti i comuni dell’isola d’Ischia”. Una scelta di logica e che abbiamo recepito anche ascoltando i sindaci del territorio».

– Lei è presidente del nascente intergruppo che si occupa di noi “piccoli” d’Italia…
«Sì, sono presidente di un intergruppo che è nato in questa legislatura e che verrà presentato a breve. L’obiettivo è la valorizzazione delle isole minori, delle aree interne e la tutele delle aree fragili. Presto faremo una conferenza stampa per presentare lo statuto e l’intergruppo stesso che, come spiega il nome, è trasversale e accoglie diversi parlamentari non solo della mia forza politica, ma anche di altre forze. Quando si parla di valorizzazione delle isole minori e di tutela delle aree fragili non ci può essere colore politico che tenga, anzi dovremmo andare tutti nella stessa direzione».

– Un po’ di politica nazionale, per concludere. La Meloni ha lanciato questa “molotov” contro il reddito di cittadinanza. Lei cosa ne pensa?
«Guardi, io sono stato consigliere comunale fino a due mesi fa e le posso dire che durante la pandemia il sottoscritto portava pacchi alimentari a casa delle famiglie indigenti e che se non ci fosse stato il reddito di cittadinanza molte mamme non avrebbero potuto acquistare nemmeno il latte in polvere per i propri figli. Quindi ho potuto verificare effettivamente con i miei occhi la difficoltà che molte famiglie avevano e che se non ci fosse stato il reddito di cittadinanza, avremmo avuto quei milioni di poveri in più accertati dall’Istat. Questa della Meloni è una situazione incresciosa, non so perché stanno attaccando i poveri. E’ facile dire creiamo il lavoro. L’unico timore è che le politiche attive del lavoro sono in capo alle Regioni e non vorrei che il governo scaricasse poi questa responsabilità appunto sulle Regioni. In Italia abbiamo 14 governatori di Regione che sono del centrodestra. Ancora oggi, però, non hanno risolto il problema lavoro e ci sono tantissimi disoccupati che cresceranno ancora se non si interviene».

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