De Girolamo: «Punta chiarito cade a pezzi, la Soprintenza non ha collaudato le coperture”

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Parla il responsabile dei Lavori Pubblici del Comune di Forio, Luca De Girolamo: Non è vero che non ci interessiamo all’insediamento di Punta Chiarito. Abbiamo avuto diversi incontri con la Soprintenedenza nei giorni scorsi. C’è un procedimento che loro non completano e che blocca ulteriori interventi. Bisogna fare presto”

 

Maria Funiciello | Sotto tutte quelle erbacce, le transenne e la vegetazione spontanea che cresce incontrollata, si nasconde, a Punta Chiarito, un tesoro archeologico di indiscusso valore. Abbiamo imparato a conoscerlo, o meglio, lo abbiamo riscoperto grazie alle recenti dichiarazioni riportate dalla stampa riguardo lo stato in cui versa il sito stesso e i problemi legati ai rapporti tra enti. Dichiarazioni che hanno visto accendere i riflettori sul sito archeologico foriano e etichettare determinati enti territoriali come “sordi” alle richieste di intervento.
Ma quel dito puntato dalla Soprintendenza di Napoli, con le dichiarazioni della dott.ssa Costanza Gialanella, non vanno proprio giù all’amministrazione comunale guidata da Francesco Del Deo che, come leggerete di seguito, è tutt’altro che ferma e “sorda”.
A spiegarci lo stato delle cose è Luca De Girolamo, Capo Servizi del settore dei Lavori Pubblici del comune di Forio. “Il sito di Punta Chiarito non è stato abbandonato dall’amministrazione Del Deo, anzi stiamo lavorando per riportarle il sito ad uno standard adatto alla fruizione del pubblico e non solo.”
De Girolamo non usa mezzi termini e ci descrive la situazione attuale e cosa è in atto a livello burocratico-amministrativo.
“Abbiamo ereditato una situazione non facile riguardo Punta Chiarito – continua De Girolamo – con alcune problematiche che stiamo cercando di risolvere quanto prima. Non molti giorni fa, ad esempio, una delegazione del comune si è recata presso gli uffici della Soprintendenza di Napoli proprio per cercare di reperire maggiori informazioni riguardo un progetto (di circa 50 mila euro, ndr) che porterà alla creazione di percorsi per facilitare la fruizione al sito, ma è lì, proprio tra le capanne, che il discorso si complica.”
L’antico villaggio di Punta Chiarito, importantissimo insediamento composto da capanne e piccole costruzioni, sta crollando. Nel vero senso della parola. Cedimenti e crepe si vedono un po’ ovunque e gli episodi non sono nuovi. Anche negli scorsi anni si sono registrati vari cedimenti, cui la Soprintendenza ha cercato di porre rimedio installando delle coperture.
“Alcuni anni fa – ci spiega De Girolamo – a seguito di un progetto di intervento conservativo la Soprintendenza ha installato alcune copertura alle capanne che sono state ritrovate a seguito degli scavi fatti nella zona. Parliamo di circa 5 o al massimo 6 anni fa. Un intervento visibile tutt’ora e che ha attirato la nostra attenzione durante un sopralluogo fatto pochi giorni fa. In seguito ad alcuni danneggiamenti delle strutture antiche presenti, abbiamo effettuato un sopralluogo in zona e, dopo aver fatto i dovuti rilievi, abbiamo controllato la documentazione inerente l’area e abbiamo ricostruito, attraverso i vari incartamenti, che l’iter burocratico relativo all’installazione di quelle coperture sulle capanne effettuato dalla Soprintendenza, non era stato portato a termine. Manca, in pratica, il collaudo delle coperture, cosa che mantiene il procedimento ancora aperto.”
Una mancanza di non poco conto, che rende, quindi, le coperture non a norma e pericolose per le persone e per i reperti che dovrebbero, in teoria, proteggere.
“Abbiamo messo in atto le dovute procedure per cercare di chiudere nel migliore dei modi il procedimento rimasto in sospeso – ci spiega – e che blocca, poi, la possibilità di attivarne altri nella stessa area.”
Un paradosso, potremmo dire, che si consuma nel villaggio di Punta Chiarito.
“All’epoca dell’intervento di apposizione delle coperture il responsabile comunale e del RUP era l’arch. Matarese – continua – che ha curato tutto il progetto, noi ora abbiamo ereditato questa situazione cui stiamo cercando di porre rimedio.”
Se Punta Chiarito è “off limits” e “crolla a pezzi” collassando su sé stessa, non è colpa dell’amministrazione comunale, ma è, forse, frutto di un intricato labirinto burocratico cui, però, sembra avvicinarsi la fine.
“Il comune di Forio – sottolinea De Girolamo – almeno negli ultimi anni in cui sono responsabile nell’area dei Lavori Pubblici – non ha ricevuto richieste specifiche dalla Soprintendenza, come invece è stato dichiarato. Anzi, il dialogo tra le parti è attivo e stiamo lavorando per risolvere i problemi e cercare, anche, di recuperare i finanziamenti precedentemente assegnati all’area e, poi, non utilizzati.”
C’è interesse, quindi, affinchè l’importante sito archeologico di Punta Chiarito non si perda nelle pieghe del tempo e venga riportato agli antichi fasti, trasformandolo in parco archeologico che, lo abbiamo sempre sostenuto, costituirebbe un importantissimo centro di interesse per l’intera isola.
La difesa del comune di Forio fa da contraltare all’attacco della Soprintendenza, un botta e risposta cui, speriamo, seguiranno operazioni concrete e “visibili”.

2 Commenti

  1. Le capanne e il resto dei manufatti scavati si sono conservati per circa 2500 anni, poi sono arrivati gli archeologi che li hanno potati alla luce e da cinque anni abbandonati ora si stanno distruggendo. Non era meglio lasciarli li sotterrati?

  2. ma i nostri amministratori hanno fatto il sopralluogo sul sito? la copertura ormai non c’è più da anni, forse quasi una decina, divelta dal vento poco dopo la sua installazione e a proteggere il sito sono rimasti solo i teli in plastica ormai strappati in più punti dalla vegetazione che è ricresciuta.
    Vediamo di darci una mossa e non perdiamoci in chiacchiere inutili altrimenti quando qualcuno andrà a ripulire non troveremo altro che un mucchio di pietre accatastate.

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