sabato, Maggio 15, 2021

De Luca contro tutti. Scoppia la guerra del vaccino e delle priorità. E’ scontro sulle isole covid free e fasce economiche

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Ida Trofa | E’ scontro tra De Luca e Figliuolo su vaccini e protocolli. Volano stracci istituzionali e il governatore prova ancora a fare il ribelle, guidando il fronte della rivolta sul piano varato da Roma. Pomo della discordia il chiacchierato è controverso piano “isole covid free” fortemente voluto da Palazzo Santa Lucia per il comparto turistico e le sue “perle”. Intervenuto a margine di un evento a Benevento, il presidente della Campania ha annunciato la sua intenzione di non vaccinare per fasce d’età, ma di procedere con gli operatori economici dopo aver concluso gli over 80 e i fragili.

“Altrimenti quando avremo finito l’economia italiana sarà morta” ha tuonato parlando ai microfoni di una improvvisata sala stampa. Ovviamente, manca l’elemento sostanziale, le dosi di vaccino necessarie, per fare delle dichiarazioni di intenti e delle parole, fatti concreti.
De Luca, in ogni caso, ha chiuso all’ipotesi di continuare la vaccinazione per fasce d’età. “Noi lavoreremo su due piani – ha detto il governatore – perché se decidiamo di andare avanti solo per età, quando avremo finito l’economia italiana sarà morta. Per questo abbiamo deciso di privilegiare un comporto importante come quello del turismo. Abbiamo bisogno di tutelare la salute ma anche da il pane alla gente. La nostra linea è diversa da quella del Governo: tutela delle persone fragili, ma anche il rilancio delle attività economiche”.

Da parte di De Luca non sono mancate critiche al Governo: “Se per aprile non avremo i 200mila vaccini che ci hanno sottratto nel primo trimestre, prenderemo misure clamorose e non parteciperemo più alla Conferenza Stato-Regioni. Ho avuto un lungo colloquio telefonico con Figliuolo e mi ha rassicurato su questo obiettivo”. Il neo commissario ha, però, immediatamente replicato alla fuga solitaria dello Sceriffo salernitano, rispedendo al mittente ogni iniziativa autonoma.

Figliuolo: “In Italia la vaccinazione deve essere uniforme”
Le parole di De Luca hanno provocato la dura reazione del commissario Francesco Maria Figliuolo. “La campagna di vaccinazione deve proseguire in modo uniforme a livello nazionale, senza deroghe ai princìpi che lo regolano, facendo riferimento all’ordinanza che indica le categorie prioritarie – ha detto il generale -. L’obiettivo è quello di mettere al sicuro le persone fragili e le classi di età più anziane, che sono le più vulnerabili all’infezione. Più celermente si concluderà questa fase, prima si potrà procedere a vaccinare le categorie produttive”. Insomma, nessun cambio di strategia da parte del Governo.

Vincenzo De Luca, però, non ci sta e sul fronte delle autonomie di gestione, reali o presente che siano, imperversa, sottolineano virtuosismi e impegno nel contrasto al Coronavirus: “La Campania è stata una regione tra le più rigorose d’Italia, ma una cosa è il rigore altro è la stupidità”. Sui vaccini è, dunque, scontro totale tra Roma e Santa Lucia. Il presidente De Luca è chiaro nella volontà di andare oltre, una volta avuti i mezzi e il siero, pur non dimenticando nessuno. “Non lasceremo indietro fragili ed anziani” ha detto lasciano la città delle streghe. “Dedicheremo la struttura pubblica a curare i fragili e le persone anziane ma lavoreremo anche sui settori economici perché se decidiamo di andare avanti solo per fasce di età, quando avremo finito le fasce di età l’economia italiana sarà morta”.
Una presa di posizione, quella sulle priorità nella vaccinazione, che non manca di ricevere critiche e contestazioni nel mondo politico sulla scelta di De Luca di opporsi agli ordini del Commissario e procedere con un programma tutto suo. Bollata come la classica uscita da “furbetto del vaccino” che salta file e priorità. Una scelta che difficilmente sarà dimenticata.

Il braccio di ferro si inserisce, come dicevamo, nel quadro più ambio che riguarda le tensioni fra governo e regioni sulle isole “covid free” in vista dell’estate. L’idea è quella di imitare la settantina di isole greche che entro fine aprile saranno dichiarate a prova di virus grazie a vaccinazioni e passaporto vaccinale. La Regione Campania ha già predisposto un piano di vaccinazioni per tutti i residenti di Ischia, Capri e Procida ma il piano riguarderebbe anche le isole minori della Sicilia e della Toscana.
Se da una parte l’esecutivo si era detto disponibile a lavorare in tale direzione, anche grazie all’apertura di un “tavolo per arrivare ad avere dei protocolli“ non tutte le regioni sono d’accordo spingendo.
Piuttosto affinché il governo si dia da fare perché arrivino più dosi possibili “per vaccinare nel più breve tempo possibile e lavori per il passaporto vaccinale, con regole uguali per tutti a livello europeo”..La settimana scorsa lo stesso ministro del Turismo, Massimo Garavaglia sule isole covid free si era detto possibilista.
“Noi potremmo farlo. Il punto è creare meccanismi per cui sia semplice circolare“. Per creare dei corridoi di isole Covid free “abbiamo parlato con i ministri Giovannini e Speranza – aveva sottolineato il titolare del Tursimo – e c’è un tavolo aperto per arrivare ad avere dei protocolli e delle modalità di circolazione semplice e sicura nel nostro paese, la direzione mi sembra abbastanza chiara“. E in tal senso, seppure in ordine sparso, alcune regioni si erano messe al lavoro in tale direzione.

Una direzione lanciata a passo spedito proprio dalla Campania con l’idea partita dopo gli incontri istituzionali del presidente, Vincenzo De Luca, insieme con l’assessore all’Istruzione, Lucia Fortini, e quello alla Semplificazione amministrativa e al Turismo, Felice Casucci, i sindaci di Ischia e le direzioni ASL che avevano lavorato per porre le basi di una ripartenza turistica sicura nelle isole del golfo di Napoli.
Per le isole covid free, a partire dalla metà di questa settimana e per le prossime quattro settimane, era stata prevista la vaccinazione degli operatori del comparto turistico-alberghiero, avendo come obiettivo un punto di equilibrio tra esigenze sanitarie e rilancio dell’economia della nostra regione. Questo una volta conclusa a Procida la campagna vaccinale per gli over 80, e ad Ischia, una parte di non deambulanti da gestire ancora in itinere. L’obiettivo doveva essere quello di poter rilanciare sul mercato mondiale le nostre mete turistiche libere dal Covid. Alla fine si è rivelato il caos e il fulcro di ogni polemica a livello nazionale. L’incertezza resta.

Terzo tempo: De Luca, sulle isole a modo nostro
Dopo la lunga giornata di botta e risposta, in serata, il governatore De Luca ha ribadito la posizione della Regione Campania e chiarito anche quello che accadrà sulle isole.
“Con riferimento al comunicato n.17 del Commissario Figliuolo – scrive De Luca -, si precisa che per quello che riguarda la Campania, tale comunicazione è scontata. La campagna di vaccinazione segue le priorità indicate per gli ultraottantenni e le categorie fragili.
La categoria degli ultraottantenni in piattaforma sarà completata al 100% entro questa settimana, e per i non deambulanti entro le due settimane successive. Le Asl impegneranno task force specifiche per le categorie fragili.

Si rileva che: Il dato reale che va segnalato è la drammatica carenza di vaccini Pfizer e Moderna, che rappresenta un ostacolo al raggiungimento dell’obiettivo. Altro dato della realtà concreta, al di là degli schemi nazionali, è l’accumulo di Astrazeneca non utilizzato per varie indisponibilità. E’ per questo vaccino che si procederà a una utilizzazione anche per categorie economiche. Il dato di fondo che complica enormemente l’esecuzione del piano vaccinale è la carenza generale di vaccini. Che cosa impedisce di accelerare le procedure relative a Sputnik, che potrebbe essere il vaccino aggiuntivo da destinare alle categorie economiche? E ancora: quando sarà sanata la carenza di consegne relative alla Campania per oltre 200mila vaccini? Si dica con chiarezza in che percentuale rispetto alla popolazione sono stati distribuiti alle regioni. Si chiarisca la diversa ripartizione dei singoli tipi di vaccino. Si dica entro quanto tempo sarà finalmente ripristinato il criterio “un cittadino, un vaccino”. Anche sulle isole ogni centro vaccinale procede per fasce di età, ma una volta completati gli ultra 80, gli ultra 70 e 60, il centro vaccinale territoriale può procedere verso tutte le categorie contribuendo alla diffusione capillare delle vaccinazioni.

Ci sono categorie non coperte dai criteri delle fasce di età: trasporti pubblici (dopo aver dato priorità all’apertura delle scuole!); personale delle Poste e degli enti locali che lavorano agli sportelli di uffici pubblici; personale e commesse di aziende commerciali aperte al pubblico; dipendenti del comparto turistico per cui i tempi sono decisivi: a tutte queste realtà quando si pensa di dare risposta?

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2 Commenti

  1. Il piano di vaccinazione deve essere nazionale ed unitario ma le scelte sulle chiusure locali e soprattutto la DAD sono state lasciate ad arbitrio dei governanti sciacalli….

    IPOCRITI!

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