Daria Alfieri, il nuovo “capo” del Commissariato di Polizia di Ischia

Poche parole, calibrate e precise. Una carriera costruita tra Napoli, Castellammare e le strutture giudiziarie del capoluogo. Sull'isola arriva con la consapevolezza quieta di chi conosce il proprio ruolo e ha fretta solo di lavorare

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C’è qualcosa che si percepisce immediatamente, parlando con la dottoressa Daria Alfieri: una figura esile, nel fisico e nel tono, ma che non ha bisogno di occupare spazio per far capire chi è. Le parole sono poche, calibrate, e arrivano sempre al punto.

Nessuna emozione di scena, nessun entusiasmo di maniera. Solo la consapevolezza quieta di chi sa esattamente quale sia il proprio ruolo, e sa anche che l’unica cosa che conta è farlo bene. Non si tratta di freddezza — le emozioni ci sono, come per chiunque affronti un cambiamento — ma appartengono alla sfera personale, a quel bagaglio intimo che ciascuno porta con sé e che non ha bisogno di essere esibito. Il nuovo vicequestore del Commissariato di Ischia non è arrivata a dimostrare nulla. È arrivata a lavorare.

Ed è arrivata con un curriculum che parla da solo. La carriera della dottoressa Alfieri ha preso avvio nel 2006, con la frequenza della scuola di polizia, seguita dalla prima assegnazione nel 2008 in Sardegna, a Nuoro, una tappa lontana da casa che ha costituito la prima, importante esperienza fuori dai confini familiari. Poi il ritorno a Napoli nel 2012, dove ha iniziato un percorso che l’ha portata a conoscere davvero la città e il mestiere: prima alle Volanti come funzionario di turno, quella figura che è responsabile dell’intero turno operativo e presidia il territorio a bordo delle auto di servizio, un’esperienza tra le più formative della sua vita, non soltanto sul piano professionale.

Da Napoli a Castellammare di Stabia, dove ha ricoperto il ruolo di vice dirigente per un paio d’anni, affinando le competenze sul versante investigativo. Poi di nuovo nel capoluogo campano, al Commissariato Decumani, il sezionale che copre il cuore storico della città, dove la pressione dell’ordine pubblico è una costante quotidiana. Un altro passaggio alle Volanti come vice dirigente, e infine quasi quattro anni alla guida del Commissariato Palazzo di Giustizia, una realtà del tutto peculiare, che abbraccia le strutture giudiziarie della città – Tribunale, Procura e Giudice di Pace – e che richiede un approccio e una sensibilità diversi rispetto a qualunque altro commissariato.

La dottoressa Alfieri è laureata in giurisprudenza: una scelta maturata anche per ragioni familiari, preferendo completare gli studi prima di intraprendere il concorso. Ha tentato parallelamente anche la strada della magistratura, ma è stato il concorso in polizia a portarle i frutti più immediati, e da quel momento la passione per il lavoro ha preso il sopravvento.

Ischia la conosceva, come molti napoletani, sotto la luce delle vacanze estive. Ma il territorio da commissario è tutt’altra cosa. Le sei realtà comunali dell’isola, ognuna con la propria identità e le proprie dinamiche, rappresentano una complessità che non si esaurisce in una mappa.

Nei suoi primissimi giorni di servizio – tecnicamente pochi, considerando che parte dell’insediamento si è sovrapposta ad attività operative a Napoli – ha già avviato i contatti con i comandanti delle altre forze dell’ordine presenti sul territorio, dando un segnale chiaro su quale sarà il metodo di lavoro: la sinergia tra le forze dell’ordine, ognuna con le proprie specificità tecniche e i propri organici, come pilastro fondamentale dell’attività di sicurezza, soprattutto nei momenti di alta pressione turistica.

Perché Ischia, come è noto, è un’isola che vive a due velocità. La stagione estiva porta con sé un carico di presenze, eventi e problematiche del tutto differente rispetto ai mesi più quieti, e anche le priorità operative cambiano di conseguenza. La nuova vicequestore ha scelto di non bruciare le tappe: prima capire, poi agire. Nessuna priorità dichiarata a priori sulle singole materie — dalla lotta agli stupefacenti alla violenza domestica, dall’ordine pubblico alla sicurezza stradale — perché prima di orientare l’attività bisogna conoscere il contesto, leggere i dati, toccare con mano la realtà del territorio e del personale con cui si lavora.

La sua prima uscita istituzionale ufficiale sarà il pontificale per la festa di San Giovan Giuseppe della Croce, il 5 marzo, con la partecipazione di tutti i sindaci dell’isola: un battesimo simbolico quanto mai appropriato per chi inizia a costruire i rapporti con le istituzioni locali. E proprio su questo fronte, la dottoressa Alfieri non esclude la possibilità di incontri formali con sindaci, enti e associazioni, nella convinzione che conoscersi come interlocutori reciproci sia un valore, non una formalità.

Il Commissariato di Ischia ha una nuova guida. Arriva con la curiosità di chi non si accontenta delle rappresentazioni altrui e la solidità di chi ha già attraversato esperienze molto diverse. Il resto lo dirà il lavoro.

Tra le ombre e le luci, non solo di un territorio complesso come Ischia, il compito più grande che attende la dottoressa Alfieri è forse il più semplice da enunciare e il più difficile da realizzare: ridare slancio, autorevolezza e visibilità all’azione della Polizia di Stato sull’isola.

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