Ritrovato il feeling tra Enzo Ferrandino e Gianluca Trani, qualcuno ha finalmente compreso che continuare a evocare appuntamenti dal notaio era esercizio sterile. Meglio cambiare registro, archiviare i bluff e iniziare a convocare i “maggiorenti” in luoghi più consoni alla liturgia del potere. Così, al Re Ferdinando, sono cominciati gli incontri che “contano”. Regista operativo Isidoro Di Meglio. Sceneggiatore e architetto della manovra, manco a dirlo, Giosi Ferrandino.
Dall’altra parte della scacchiera, Gianluca Trani ed Enzo Ferrandino continuano a gestire il potere secondo schemi antichi, di chiara ispirazione democristiana. Nessuna accelerazione, nessuna mossa scomposta. Calma, attesa, reazione lunga. Una strategia che ha consentito di superare indenne i tentativi, più o meno maldestri, di scardinare Enzo Ferrandino dalla poltrona più alta di via Iasolino. Fallita quella fase, ora si lavora alla costruzione di un’alternativa. Sempre che, come spesso accade sull’isola, i perni di questa alternativa non finiscano per tornare “a casa”, magari a chiedere perdono come in Gomorra, alla Dolce Sosta.
Il passaggio chiave arriva il 27 dicembre. Al Re Ferdinando, ufficialmente per gli auguri di fine anno. In realtà perché l’alternativa, da sola, non cammina e ha bisogno di qualcuno che tenga i fili. L’incontro mette sul tavolo una serie di scelte che, a breve, dovrebbero emergere in modo più chiaro.
La manovra in atto
Ida De Maio, pur essendo formalmente fuori dal Consiglio perché vicesindaco, Pasquale Balestrieri e Antonio Mazzella, ora che è definitivamente sfumato il suo ingresso in giunta, sarebbero pronti a dar vita a un gruppo riconducibile a Fratelli d’Italia. Un gruppo che, almeno per ora, non esce dalla maggioranza ma rivendica una diversa calibratura dei pesi e dei contrappesi, prima di rompere davvero le righe della cosiddetta maggioranza unica.
In parallelo, e forse sotto il vessillo di Forza Italia, potrebbe prendere forma un altro fronte composto da Ottorino Mattera e Luca Spignese, con il carico politico non irrilevante rappresentato da Paolo Ferrandino. Resta ancora in bilico, ma ormai chiaramente su posizioni critiche rispetto all’attuale amministrazione, la collocazione di Carmen Criscuolo. Una posizione rafforzata ulteriormente dall’arrivo di Gigi Mattera negli uffici tributi di Casamicciola Terme, dodici ore settimanali, con la benedizione di Dionigi Gaudioso. Dettaglio tecnico solo in apparenza, perché in questa fase anche gli spostamenti amministrativi parlano il linguaggio della politica.
La manovra che si muove a destra della politica ischitana è figlia diretta del predominio, ormai totale, di Gianluca Trani in ambito PD. Un predominio costruito occupando tutte le caselle della rappresentanza e dell’interlocuzione con il Partito Democratico napoletano. Un’operazione che, condizionale d’obbligo, avrebbe incrinato l’idillio con Casamicciola. La crescita di Trani all’interno dell’area di Massimiliano Manfredi, nonostante qualche mossa poco ortodossa ai danni della Fiola, gli ha consentito comunque di scalare posizioni, anche grazie al sostegno garantito ad altre “quote rosa” durante le ultime elezioni del Comune di Ischia.
Se tanto ci dà tanto, la notizia più densa di significato politico resta quella che riguarda Antonio Buono, sedutosi a tavola con Giosi Ferrandino. Non è chiaro se con trolley al seguito o con una semplice cartellina, ma il punto è un altro. In gioco, in maniera sempre più evidente, c’è anche la gestione di Ischia Servizi e del sistema delle partecipate. Un terreno dove le alleanze contano più delle dichiarazioni pubbliche.
Manovre collaterali sull’asse Ischia-Casamicciola
Il quadro si allarga ulteriormente se si incrocia questa manovra con la nomina di Ciro Cenatiempo all’AMCa. Qui entra in gioco una delle leggi non scritte della politica isolana: a volte vale più il principio per cui il nemico del mio nemico diventa, almeno temporaneamente, un alleato. Se è vero che Giosi Ferrandino e Gianluca Trani non viaggiano più sugli stessi binari, è altrettanto vero che Cenatiempo ha consumato, con qualche anno di ritardo, una vendetta politica nei confronti di Salvatore Sirabella. Una vendetta fredda, chirurgica, di cui si vedranno gli effetti nel tempo.
Quello che si apre, dunque, è un anno complesso. Anche perché, stando ai ragionamenti che circolano nei salotti giusti, potrebbe essere vicina un’altra pagina delicata della politica ischitana: le annunciate “dimissioni” dalle deleghe da parte di Antonio Buono, Ida De Maio e Luigi Di Vaia.
Un gesto politico che mira a costringere il sindaco di Ischia a prendere atto di una sfiducia interna, ma che, paradossalmente, lascia ancora il pallino del gioco nelle sue mani. La rinuncia alla delega, infatti, resta una dichiarazione politica se non è accompagnata da un atto formale o dalle dimissioni da assessore. E il sindaco, va ricordato, conserva sempre la possibilità di nominare nuovi assessori e rimescolare il quadro.
A completare il mosaico, in questo fermento, vanno lette anche le posizioni pubbliche assunte da Luigi Boccanfuso sulla questione delle ZTL. Con una precisazione che fa la differenza: Boccanfuso è l’unico, tra coloro che non siedono in maggioranza, a non aver bisogno di suggeritori casamicciolesi per decidere quando e come esporsi. E, in questa fase, non è un dettaglio da poco.
In definitiva, quella consumata tra la Sciarappa e i Bambinelli non è stata una semplice manovra di assestamento di fine anno, ma l’anticamera di una fase politica nuova, più aspra e meno ipocrita. I sorrisi natalizi hanno già lasciato spazio ai conti, alle verifiche di forza e alle prove di tenuta di una maggioranza che appare ancora formalmente compatta ma politicamente attraversata da faglie profonde.
Il sindaco resta, per ora, il perno istituzionale attorno a cui tutto ruota, ma il sistema di equilibri che lo ha sostenuto fin qui non è più dato per scontato. Il 2026 si apre così, senza fuochi d’artificio ma con micce accese sotto il tavolo: chi saprà governarle farà politica, gli altri continueranno a guardarla. Noi a raccontarla.
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