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DA RIGNANO A CAMPAGNANO VIA MEZZOCAMMINO. Renzi tra il caso CPL, Giosi e i giudici

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Gaetano Di Meglio | foto Pasquale Gargano | In un insolito Bar Calise, pieno ma non strapieno e senza le grandi folli degli appuntamenti elettorali, con una platea selezionata, Franco Di Mare ha conversato con Matteo Renzi sulle pagine de “Il Mostro”, il libro di Renzi che ripercorre, diversi e tanti, casi di mala giustizia e di giustizia al telecomando che hanno avuto il clamore mediatico di cui tutti siamo protagonisti.
Abbiamo selezionato un’ampia parte della lunga conversazione al fine di vedere e leggere, sotto una nuova luce, una lunga pagina della storia politica della nostra isola. Un racconto, a due voci, che parte in GOLF da Rignano a Campagnano.
Per Matteo Renzi – apre la discussione il direttore Franco Di Mare – questo libro è un libro che, in qualche maniera, è il sasso nello stagno perché ti costringe a riformulare alcuni pensieri e ti costringe a fare i conti con un problema annoso che è quello della giustizia, o meglio della mala giustizia del nostro paese. Un paese che necessita di riforme strutturali, la prima delle quali, a mio modestissimo parere, è proprio quello della giustizia. Prima di entrare nel merito della faccenda c’è una nota che è gustosissima. C’è una Golf che per tre anni di seguito si è caricato una famiglia ed è venuta qui a Ischia ed è quella del Babbo di Renzi che si caricava tutta la famiglia e a bordo di quest’auto veniva in vacanza qui e questi e andavano a mangiare la pizza alla Capannina, è così?…

LE VACANZE ISCHITANE ALLA CAPANNINA

«Sì, mio padre – esordisce il senatore di Rignano – faceva il rappresentante, ha fatto tante cose, lo racconto nel libro, ma faceva il rappresentante di utensili per un’azienda toscana per falegnamerie e quindi aveva come cliente il Signor Eduardo Delizia e veniva spesso a Ischia. 2 o 3 volte l’anno e una volta l’anno venivamo insieme con tutta la famiglia stipati nella Golf e siccome c’erano anche le camere alla Capannina. È questo è il mio legame con Ischia, sindaco e rispondo anche sulle questioni che ha posto» e poi si va subito al succo dell’argomento Ischia: «Grazie agli europarlamentari presenti, a cui ho cercato di rovinare la vita. Chi legge il libro sa a cosa mi riferisco. Grazie naturalmente al presidente di Italia Viva, Ettore Rosato che condivide questa campagna elettorale e si è stabilito in pianta stabile Campania. Io non so se sono il mostro, ma quando l’ho presentato a Firenze il primo commento di una signora è stato “un mostro nun lo so, bellino, non sei”.

TUTTO PARTE DA ISCHIA

So per certo che avevo preso un impegno – sottolinea il capo di Italia Viva – che se avessi scritto un libro sulle vicende giudiziarie il mio compito sarebbe stato quello di presentarlo anche Ischia, perché da qui è nato un pezzo della storia di cui avete parlato a lungo. Ma chi legge il libro si rende conto di quanto assurdità stia dietro alcune indagini. Dopodiché, per quello che riguarda la campagna elettorale e chiudo subito perché non voglio buttarla subito in politica, io spero, caro direttore, che ci sia una riforma della giustizia per la quale chi sbaglia paga».
E poi aggiunge “Se un cittadino viola la legge è giusto, ma è anche altrettanto giusto che se un magistrato si specializza in errori giudiziari e qualcuno anche in queste zone c’è chi ha un certo un curriculum sulla materia, credo che sia giusto che debba pagare anche lui. E, se fai carriera, fai carriera perché sei bravo, non perché sei nella corrente XY. Ci sono tanti bravi magistrati che devono fare carriera perché sono bravi e altri che sono meno gravi che devono essere valutati nel merito.

IL TRIBUNALE DI ISCHIA

Chiudo davvero sulla parte giustizia e poi parliamo di quello che vuoi. C’è un punto, ne parlava prima il presidente dell’ordine degli avvocati e che riguarda la vostra isola, come pure Elba e Lipari rispetto agli uffici giudiziari. Ecco, prendiamo un impegno, questo da qui al 31 dicembre, che ha la decadenza di dare una mano perché non ci siano le chiusure degli uffici giudiziari. Insomma, credo che sarebbe un autogol della logica».

ASSOLTI SENZA SCUSE

ùIn questo libro vengono analizzati una serie di casi giudiziari che si concludono con l’assoluzione degli imputati. Per fortuna, perché comunque noi siamo i garantisti e alcuni di questi casi riguardano ovviamente direttamente Matteo Renzi. Altri riguardano amici di Matteo Renzi, che come lui dice spiritosamente, ma anche drammaticamente se vogliamo, hanno avuto la sfortuna di essere suoi amici. Uno di questi è Giosi Ferrandino che una mattina si trova incriminato di una serie di reati dai quali poi si fa qualche giorno di carcere, poi vai domiciliari e poi viene assolto con tanto di scuse, arrivederci”
«Oh! senza scusa, io le scuse non le ho viste! – chiarisce subito Matteo Renzi – Chi legge il libro si rende conto di come quella vicenda che conoscete, che ha riguardato Giosi Ferrandino, sia una vicenda che non stava in piedi ma la cosa incredibile è che ci azzecca Ischia con Firenze? Assolutamente nulla. C’era un’idea di alcuni investigatori che peraltro sono finiti, non si sta parlando di magistrati ma di investigatori delle forze dell’ordine, a fare gli assessori alla legalità quando l’indagine si è rivelata un buco nell’acqua e per promuoverli li hanno fatti assessori.»
Piccola pausa. «Non ho capito, se hanno fatto un buco nell’acqua, e sei talmente bravo a fare buchi nell’acqua, ti faccio assessore alla legalità? Il punto fondamentale è che in quella vicenda sono due considerazioni e non sto a ripetere anche perché penso che ci sia sofferenza e una ferita che si riapre.

LO SCAMBIO DEI COGNOMI

La prima ci serve per capire come funziona un certo meccanismo. C’è una vicenda sulla quale si decide di intercettare un dirigente che si ritiene sia parte di un accordo corruttivo. Quindi si dice il signor Franco Di Mare, Matteo Renzi, secondo noi è potenzialmente criminale e gli metto il telefono sotto controllo, giusto? Cioè se c’è un reato, se c’è l’ipotesi che abbia commesso il reato, vanno cercate delle prove, metto il telefono sotto controllo e troverò le prove, per dire l’idea di come hanno fatto le indagini. Questo signore si chiama Marco Canale. Sapete cosa hanno fatto gli inquirenti? Hanno cancellato Canale e hanno messo Marco Carrai a mano, perché Marco Carrai è amico mio! Uno che a Ischia non c’è mai venuto, gravissimo, non mi sembra una cosa grave per cui indagarlo. Ma a lui hanno cambiato il nome e hanno messo Marco Carrai perché? Perché volevano intercettare e come mai? Era uno che parlava con me. Capite che se si fanno queste cose poi la gente non ha più fiducia nella magistratura. Ma questo è soltanto uno dei mille episodi strani di questa vicenda. Sapete quante querele ho ricevuto per aver detto il falso? Zero.

SEMBRAVANO DEI PAZZI

Questi inquirenti, per passare alle vicende ischitane, vanno dalla procuratrice della Repubblica di Modena, che era la sede fisica di questa azienda, la CPL Concordia, e dicono “abbiamo una bomba, arriviamo a Renzi, prendiamo Renzi” e questa qui dice “mi sembravano dei pazzi”. In magistratura sono anche i magistrati molto bravi ma questa dice “Mi sembravano dei parti” ma non è che lo dice al bar a prendere un caffè, lo dice al Csm, cioè interrogata dai colleghi del CSM dice “questi sono matti”. Questa è l’inchiesta di cui si sta parlando.

L’ATTACCO A DI MAIO PER IL CASO GIOSI

Dopodiché, secondo punto, non soltanto c’è una sofferenza personale di chi si vede privato della libertà personale, ma c’è una strumentalizzazione politica vergognosa che viene fatta. Non farò nomi, ma solo cognomi: Di Maio. Quando succede quello che succede a Giosi, Luigi Di Maio si fa tutte le telecamere contro il Pd, allora io ero nel Pd, per dire che c’erano dei sistemi corruttivi dentro il Pd e per dire che gli amministratori del PD erano dei corrotti. Dopodiché, quando tutto finisce nell’assoluzione Di Maio sta zitto e va dal Pd a elemosinare una candidatura. Allora io penso che ognuno possa cambiare idea. Del resto, se cambiare idea è segno di intelligenza, a Di Maio va dato il Premio Nobel. Perché Di Maio da che era per i Gilet gialli è diventato per Macron? È diventato ministro e diceva che il Pd ruba i bambini con l’elettroshock a Bibbiano e ora si candida con il PD. Quindi, se cambiare idea è segno di intelligenza, io propongo Luigi Di Maio Premio Nobel per la fisica nucleare. Però, accanto a questo – aggiunge col sorriso -, lasciatemi dire questo è un problema di Giosi che deve votare Di Maio, non mio. Io voglio morire dal ridere a pensare a De Luca che vota Di Maio…»

LA QUESTIONE DEGLI INNOCENTI

Dopo il mini-siparietto su De Luca che vota Di Maio (Renzi imita anche il governatore alla Crozza), il senatore apre una riflessione seria. «Per farla breve, la strumentalizzazione, caro direttore mediatica, si, ma soprattutto politica che è stata fatta, è vergognosa. Bisognerebbe abituarci a ricordare le parole di Cesare Beccaria qualche secolo fa, quando nei “Dei delitti e delle pene” al capitolo 16, spiegava che nessuno può vedersi privata la protezione, diceva lui, cioè i diritti, finché non c’è una sentenza che accerta tutto ciò. Invece noi in Italia spesso giudichiamo le persone appena c’è un articolo di giornale che aprono le indagini. Poi nessuno si ricorda come va a finire. È però, quel poveretto, subisce personalmente le difficoltà e non dorme la notte. Ha i figli che a scuola vengono presi in giro, viene attaccato sul piano personale. Abituiamoci ad essere un po’ più civili e più gentili».
Di Mare lo stuzzica (se mai ce ne fosse bisogno): Non trovo del tutto sbagliato, però cambiare idea. Non so se sia sintomo di intelligenza tirare dritto quando ci sono le curve, mi sembra un sintomo di follia. Capire che ci sono stati degli errori e correggere e anche passare da alcune forme di radicalismo ad una forma, diciamo così, moderata non è del tutto sbagliato…

PER DI MAIO FARE DI PEGGIO ERA IMPOSSIBILE

«Ma io sono felice di questo. Tutti dicono Di Maio è migliorato. Eh, per forza, peggiorare era impossibile per forza. Ti dico direttore che va bene farlo, ma io mi domando sul garantismo: abbiamo cambiato l’idea davvero oppure alla prima indagine che ci sarà domani si torna a fare gli aguzzini e i giustizialisti? Perché io ci ho messo la vita su questa roba. La mia famiglia e ci aggiungo la famiglia di Giosi ha sofferto come altre centinaia di famiglie. Allora l’unica cosa che voglio dire è che non vorrei che fossero garantisti solo per la campagna elettorale, ecco, si prendano pure il seggio, se ce la fanno, ma poi siano seri e garantisti.” Sulla vicenda garantismo Di Mare ricorda la vicenda – vergognosa – di Enzo Tortora e, riprendendo la parola, Renzi aggiusta il tiro: “Qualcuno dice che sulla giustizia hai un po’ tentennato. Noi abbiamo fatto diverse riforme e per alcune di questi abbiamo perso consenso. Le unioni civili di cui oggi sono tutti favorevoli, ma quando firmai, peraltro da cattolico, la legge sulle unioni civili ricordo la manifestazione al Circo Massimo con uno striscione enorme “Renzi, ce ne ricorderemo” che sapeva do proclama biblico e di anatema o di maledizione. Ricordo le riflessioni che abbiamo fatto su alcuni temi, parlavamo di industria 4.0, della Buona Scuola o le leggi di cui non parla nessuno: “Il dopo di noi” per chi ha figli con anche difficoltà maggiori rispetto agli altri, la “legge sul terzo settore”, la “legge sull’autismo”, la “legge sul caporalato”, la “legge sulla cooperazione internazionale”, la “legge sullo spreco alimentare” che Ettore conosce perché era in capogruppo del gruppo di maggioranza relativa, quasi assoluta in quella fase».

NASPI, ISCHIA E RENZI

«Poi abbiamo fatto le riforme che sono state discusse come il Jobs Act. Sindaco così apro la parentesi sulla NASPI. Era un sistema del 2015 e allora valorizzare e incentivare il lavoro e, di conseguenza, gestire in modo diverso la Naspi era giusto. Le polemiche sulla NASPI nascono quando si sommano quattro cose che nessuno considera: il decreto dignità che cambia il lavoro temporaneo, il reddito di cittadinanza a (l’impossibilità di cumulare i sussidi, ndr) a cui non si può accedere, il tema della pandemia e le sentenze della Corte costituzionale. Su questi temi, io sono pronto ad un dibattito con chiunque su Jobs Act e Naspi, anche perché il Jobs Act ha creato 1.270.000 posti di lavoro di cui la metà a tempo indeterminato. Ma se accadono quattro cose così rilevanti e nessuno modifica quella parte in cui tu fai cenno, è evidente che c’è qualcosa che non funziona”.

RESPONSABILITÀ CIVILE E VALUTAZIONE

«Chiudo sulla questione giudiziaria. Perché non avete fatto niente? Non è che non abbiamo fatto niente, abbiamo fatto un meno di quello che serviva. Per esempio, abbiamo fatto la prima riforma sulla responsabilità civile, ma io ho pensato di fare le riforme portandomi dietro il modo della magistratura e questo è stato un atto sbagliato perché partivo dal presupposto del messaggio di mia nonna “male non fare, paura non avere”. Quindi, siccome non ho fatto nulla di male, non ho mai avuto paura a discutere con i magistrati. Però, prima ancora della separazione delle carriere, c’è la valutazione. C’è il dottor Di Mare, magistrato di Napoli, il dottor Renzi, magistrato di Firenze, come hanno lavorato? Se fai delle indagini che finiscono sempre con un buco nell’acqua, qualcosa non funziona. Possibile che quello che ha fatto qua, non abbia ricevuto nessun tipo di ammonizione?»

1 commento

  1. Qualcuno un po’ più attento tra i pochi che lo hanno degnato della loro presenza avrebbe dovuto chiedergli se, invece, ha cambiato idea su condono e demolizioni a Ischia. Ho bene in mente i suoi fortissimi attacchi del recente passato alla nostra Isola.

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