Crescono le possibilità per la stabilizzazione dell’ufficio giudiziario di Ischia

Da Roma giungono segnali positivi anche dal ministro Bonafede. La situazione di Ischia è costantemente monitorata dagli alti vertici del Ministero. Sarebbe improponibile e complicato chiudere e trasferire tutto alla sede centrale del tribunale. I vertici dell’avvocatura italiana al fianco dei colleghi isolani e concorderanno un incontro con il guardasigilli

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Paolo Mosè | Aumentano considerevolmente le quotazioni per andare dritti dritti alla stabilizzazione della sezione distaccata del tribunale di Ischia. Segnali più che positivi provengono da Roma, dove si decidono le sorti degli uffici giudiziari, del personale da distribuire nelle varie cancellerie.

Il massimo rappresentante dell’avvocatura napoletana e tutta la giunta rappresenteranno le istanze della classe forense ischitana con il ministro della Giustizia Bonafede, che qualche anno fa firmò la proroga non solo dell’ufficio di Ischia, ma anche quello dell’Elba e di Lipari. ci sono tutte le condizioni per ottenere la stabilizzazione, in quanto i numeri che vengono prodotti nei vari settori della sezione di Ischia sono a volte più consistenti rispetto ad alcuni tribunali presenti al Nord. Con quel carico di lavoro si rischierebbe anche in qualche modo di rallentare il funzionamento della macchina presso il tribunale centrale di Napoli e si renderebbe più difficoltosa la celebrazione dei processi penali e soprattutto civili. Dovendo obbligatoriamente trasferire una massa di imputati, parti offese, attori e convenuti per il civile e soprattutto testimoni che hanno l’obbligo di giurare dinanzi ad un giudice per raccontare quanto è a loro conoscenza. Si realizzerebbe una vera e propria processione di decine e decine di persone costrette ogni giorno a raggiungere il non agevole centro direzionale.

L’impegno del massimo rappresentante dell’avvocatura napoletana e della giunta è di andare in tempi rapidi all’approvazione della legge che istituisca la sezione distaccata di Ischia e non escluse anche quelle di Elba e Lipari. Si sta preparando un incontro con il ministro della Giustizia per chiedergli ufficialmente di accelerare i tempi di approvazione della legge. Dato che già in commissione giustizia l’emendamento per la stabilizzazione è passato a maggioranza e si attende solo il voto dell’aula di Montecitorio. Scelta che rientra nell’ambito di una più strutturata riforma di una giustizia, a volte capziosa, che non risolve le istanze dei cittadini. Ma c’è, come si sa, una convergenza che fino ad ora non si è manifestata nell’ambito delle forze politiche che siedono in Parlamento. A volte con una contrapposizione marcata, che in queste ultime settimane si è accentuata proprio in relazione ai tempi di prescrizione dei reati, la cui riforma voluta dai 5 Stelle dovrebbe entrare in vigore dal 1 gennaio prossimo. E ciò renderebbe ancor più complessa la materia, complicando ancor di più il funzionamento degli uffici giudiziari che si ritroverebbero nella trattazione dei vari fascicoli con un tempo più lungo e mantenendo sulla graticola chi è chiamato a rispondere dinanzi alla giustizia.

Da indiscrezioni si è appreso, comunque, che un approccio più che positivo è stato fatto qualche giorno fa. Proprio durante un incontro di quelli che si susseguono con una certa frequenza durante convegni, dibattiti, eccetera. Un pour parler tra il ministro della Giustizia e i massimi rappresentanti dell’avvocatura (non dimenticando che lo stesso Bonafede è un avvocato) e si discuteva della reale situazione della funzionalità degli uffici, della complessità di dare una riforma credibile e che coinvolga tutte le forze presenti in Parlamento per ridurre al massimo i tempi dei processi. Buone idee che contrastano però con la macchinosità elefantiaca delle strutture giudiziarie presenti sul territorio, che non sono certamente agevoli, anche per carenza di personale. Anche se il Ministero in questo caso intende attingere le altre 400 unità dall’ultimo concorso per assistenti giudiziari. E sarebbe stato proprio lo stesso ministro ad affrontare il nodo Ischia.

Ritenendo che la possibilità di chiusura al 31 dicembre 2021 non sia praticabile al momento. Confrontandosi con i numeri che espelle questo ufficio giudiziario, che lo rendono complesso e di non facile soluzione nel caso in cui venisse soppresso. La sua idea sarebbe quella di mantenere in piedi la struttura, ma bisogna ragionare in che modo, se con un’ulteriore proroga o andare direttamente alla stabilizzazione. Attualmente l’avvocatura tutta propende per quest’ultima soluzione, ritenendola più giusta e più praticabile. Basa con le proroghe, perché diventa più complesso riuscire ad ottenere quei rinforzi in cancelleria che tanto viene auspicato da tutti, ma non praticato.

Proprio in quest’ottica si inquadra la presenza del consiglio dell’Ordine di Napoli, che svolgerà una seduta mercoledì prossimo nella sezione distaccata di Ischia per approvare il deliberato nel quale si chiede al ministro la stabilizzazione. Ha garantito per la stessa giornata la presenza l’attuale presidente facente funzioni del tribunale di Napoli. Sarà una giornata clou e interessante per le sorti del palazzo di giustizia di Ischia.

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