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Crateri, Condono, Emergenza e Schede del fabbisogno: LEGNINI RISPONDE AL DISPARI

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Ida Trofa | foto franco trani | Faremo tesoro del solco tracciato sin qui, ma per andare oltre. Semplicità, legalità, ma soprattutto sicurezza saranno i principi su cui vorrò improntare una ricostruzione che parli di futuro” Giovanni Legnini nella sua prima uscita ufficiale da Commissario per la Ricostruzione Sisma Ischia 2017 prova a dettare i suoi tempi, distaccandosi dalle tracce impresse fin qui al Cratere più piccolo d’Italia. Ma i conti con il passato sono ancora tanti. Dall’assistenza alla popolazione, alla mancanza di previsioni economiche in favore dei terremotati e delle aziende (quelle pochissime della zona rossa) senza una casa né reddito dal 21 agosto 2017, il peso di un terremoto che grava completamente sulle spalle dei cittadini è decisamente alto, persino per l’uomo del Grande Cratere dell’Italia Centrale.

Un prezzo, fatto di crepe e mancate previsioni in favore di comunità o porzioni di esse che le istituzioni non hanno saputo tutelare. Spesso per colpa loro.
Il terremoto ad Ischia non è stato uguale per tutti e non tutti ne hanno patito le pene. Nominato vertice dello Stato di ricostruzione lo scorso 28 gennaio, succede a Carlo Schilardi, ma in questa due giorni ischitana è stato in gran parte investito di fatti che non riguardano del tutto la ricostruzione edilizia in senso stretto, quanto piuttosto la parte economica e dell’assistenzialismo proprio di un altro Stato sismico.
Un terremoto a metà tra un’emergenza negata e mai cessata ed una ricostruzione mai ben compresa. Il Cas per i consanguinei, i mutui, le rate dei condoni e le aziende della zona rossa che non hanno mai riaperto sono i temi discussi al tavolo ischitano e sono anche questi i temi che abbiamo cercato di approfondire con il neo commissario.

Un caso, più che un paradosso quello del sisma di Ischia specchio dei tempi e della burocrazia italiana.
“Sono consapevole delle difficoltà che abbiamo di fronte e delle energie che occorrerà impiegare per superarle – ha ammesso nel corso dell’incontro con i giornalisti -. Ho accettato questo incarico soprattutto perché la disponibilità è stata richiesta dalla Regione Campania e dalla presidenza del Consiglio e si era determinato il convincimento che, in una fase storica in cui si va verso il Codice della ricostruzione, il percorso di unificazione delle procedure potesse aiutare anche Ischia”.

Condono, Stato di emergenza e schede del fabbisogno. Legnini risponde al Dispari. Si può fare un paragone tra i due Crateri? Cento Italia vs Ischia. Siamo davvero messi così male?
“Sono situazioni molto diverse tra di loro. Non non è un fatto di Crateri o di risultati del Centro Italia. Dico solo che quella è una realtà nella quale sono stati censiti 61.000 edifici da recuperare, 61.000 a fronte dei 1600. Ad oggi sono stati aperti e finanziato più 12.000 cantieri dopo la semplificazione. Abbiamo nel corso del 2021, dato che pubblicherò nei prossimi giorni, autorizzato l’apertura finanziato apertura di cantieri, in un anno di 5200, quindi vuol dire che la procedura non funzionava prima. I numeri dimostrano che il nuovo quadro normativo sta dando i suoi frutti. Adesso lì, però, abbiamo un altro problema. La ricostruzione è gravata da un nuovo grave rischio di rallentamento per la congiuntura che sta vivendo il mercato dell’edilizia in Italia e l’aumento dei prezzi? Il 110% su tutto il territorio nazionale ha attratto inesorabilmente i professionisti e le imprese e si fa fatica a trovare professionisti e imprese. Mi auguro che questo problema, che non dipende da noi ma dal mercato, sia attenuato. Se qui ad Ischia siamo messi male, francamente io non darò nessun giudizio. Non faccio paragoni, perché è impossibile farlo. Non sto qui per dare giudizi. Sto qui per dare un contributo a risolvere i problemi. Quindi non so, i comuni del Cratere insieme agli altri comuni sono comuni bellissimi e hanno il diritto di vedere il proprio patrimonio edilizio danneggiato dal terremoto riparato. Questo bisogna farlo per bene, prima possibile. Speriamo di produrre risultati concreti”.

Nella sua prima vista è stato oggetto di diverse richieste di intervento da parte dei sindaci. Dal Cas, ai mutui ed altre forme di assistenza alle imprese riguardano misure previste dallo Stato di Emergenza di cui siamo stati privati tre anni fa. Richiederà nuovamente la sua dichiarazione?
“E una di quelle domande alle quali non posso dare una risposta. Il tempo trascorso, possibile sulla dichiarazione dello Stato di Emergenza credo non giochi a favore. Dopo 5 anni, con l’interruzione che c’è stata, io la vedo complicata. Dico verità, non spetta al Commissario decidere. Come noto, solo la legge primaria può riconoscere lo Stato di Emergenza. E il Parlamento che deve provvedere. Io distinguerei questa necessità. O meglio, guarderei alla possibilità di recuperare taluni effetti della dichiarazione. Oggi mi hanno proposto il tema della sospensione dei mutui, per dirne una, che non è direttamente connessa alla legislazione dello Stato. Avremo modo di ottenere la sospensione per le imprese e per i cittadini e per i comuni. Ragioneremo sul sostegno e cercheremo di salvaguardare almeno quello”.

Per il rilievo del danno cagionato dal sisma 5 anni fa furono varate le schede del fabbisogno. Quelle schede furono solo sospese e mai annullate nel 2017, ma solo sospese. Ch fine faranno oggi con il nuovo corso?
“Sulla riapertura ne abbiamo parlato. Valuteremo tutto su base giuridica per trovare una soluzione. Non so se sia giuridicamente sostenibile riaprire i termini di riconoscimento dello status di casa inagibile con un nesso di causalità tra il danno ed il sisma. Ma se sarà possibile, faremo un approfondimento anche perché altrove questo tema non si pone per ragioni di opportunità che ben conoscete. Io sono assolutamente favorevole, se questo sarà possibile lo verificheremo”.

Il condono è il tema di questa ricostruzione oltre una inconcludente pianificazione affidata, in ritardo e al palo, del lavoro di una inconcludente Regione Campania?
“E’ chiaro a tutti che la sanatoria delle difformità sia un tema primario per questa ricostruzione auspicando che l’esame delle istanze di condono vada di pari passo, per il cittadino, con i progetti di ricostruzione, abbattendo i tempi. Ovviamente serve nel rispetto delle leggi la sanatoria delle difformità e non il condono degli abusi. Ma insomma, che costituisca il tema primario di questa ricostruzione è noto. In questo momento non vorrei dire delle banalità. Conto di tronare presto a Napoli e a Ischia, tra 10 giorni credo. Dobbiamo lavorare per l’individuazione di una soluzione che va individuata alla luce del nuovo quadro normativo. E questo doppio procedimento è una pregiudiziale. Mi riferisco alla norma che dice prima ti diamo il condono, dopo iniziamo la pratica. La ricostruzione fatta così non è il massimo dell’efficacia e dell’efficienza procedimentale. Penso che questi procedimenti vadano concentrati. Questo già porterebbe un abbattimento di tempi notevolissimo. Ovviamente rimane il principio che se non sei nelle condizioni di ottenere il condono non puoi procedere con la ricostruzione, ma non c’è ragione per chiedere al cittadino prima percorri la Via Crucis del condono e dopo devi percorrere un’altra Via Crucis, quella del contributo. A cui, poi, si assomma il cantiere, i lavor, eccetera. Bisogna semplificare anche qui”.

Per gli oboli e gli oneri del condono come giornale avevamo proposto lo split payment. Di fatto però non si è trovata una soluzione al contributo.
“Al netto delle semplificazioni legislative, se non si versa per intero l’oblazione per il condono non si può andare avanti. E’ chiaro che questo è uno dei problemi del condono, per di più in via preventiva ho ipotizzato una soluzione. Io non ho detto che ci sarà, che abbiamo già la soluzione della concentrazione dei procedimenti. Non sto anticipando una soluzione, sto esprimendo un’opinione, perché bisogna verificarlo bene. Io sono abituato a dire le cose che si possono sostenere. Io penso che ci sono i margini per lavorare ed affrontare anche su questo tema. Concordo che se un cittadino paga il condono al buio, poi non può vedersi rispondere con nuove incertezze: vediamo, ti darò i soldi dopo… Dopodiché io non so se mai sarà possibile che una norma di legge riconosca la possibilità di condonare e dare pure i soldi per pagare per farlo. Sono molto realista, ora tutto è legato alle due cose. Spero che l’incentivo dei super bonus possa essere applicato anche agli edifici inagibili, favorendone da un punto di vista economico la ricostruzione”.

E dunque, oggi più che mai, è evidente che non ci sono salvatori o maghi delle macerie. Del resto è evidente ai più che occorra soprattutto aspettare ancora, sperare in un inatteso miracolo, ma soprattutto continuare a rimboccarsi le maniche. Recuperare il passato inseguendo il futuro è tempo perso. Ogni cosa ha i suoi step e le sue regole è questo pesa in un paese che fatica ad accettarle.

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