Covid_19: riecco le discriminazioni! | #4WD

Daily 4ward di Davide Conte del 30 settembre 2020

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Sergio Vestito, valentissimo e colto dipendente del Banco di Napoli (oggi Intesa San Paolo), stimato da tutti nei suoi anni di servizio a Ischia, ha postato un testo di tale Maurizio Zaccone che, per il 4WARD di oggi, mutuo integralmente senza aggiungere altro, perché lo condivido in toto al punto da chiedere, eccezionalmente, più spazio del solito al Direttore:

Avete imposto un lockdown estremo senza distinzioni in tutta Italia. Avete chiuso tutto nelle regioni del Sud, anche quando le stesse erano arrivate a un incremento contagi giornaliero pari a zero. Avete poi deciso che si poteva ripartire; e potevano ripartire anche dove, come in Lombardia, c’erano oltre 500 nuovi casi al giorno, che in altre regioni non avevano mai visto. E avete lasciato le persone libere di circolare da nord a sud, da e per l’estero, senza nemmeno che vi sfiorasse l’idea che i territori “salvi” dovessero essere tutelati. Senza che vi sfiorasse l’idea che si potevano permettere spostamenti tra regioni Covid free e limiti maggiori dove il virus era più presente. Ci avevate spiegato che una misura così estrema, in zone solo sfiorate dal covid, era da intendersi in maniera preventiva. E alla fine ci ritroviamo il contagio parimenti distribuito in tutta Italia. Nonostante le misure restrittive rispettate; nonostante il collasso economico ancor più duro dove si hanno meno risorse. Avevate mezza Italia salva, che aveva pagato un duro prezzo per quella salvezza. Ma non ve ne è fregato un c___o. E adesso, candidamente, ci dite che Campania e Lazio sono a rischio lockdown.

Eh sì, Campania e Lazio perché hanno un aumento di contagi. Perché adesso i dati si leggono differenziando per regioni. Quando c’era da chiudere però erano tutte uguali. Quando c’è stato da riaprire idem: il 5 maggio, inizio della fase 2, al Sud le regioni andavano da zero a 10 contagi; la Lombardia quel giorno ne registrò 577. Loro scalpitavano per ripartire e a nessuno è venuto in mente che magari potevano riaprire ma senza trafico interregionale; aspettando un po’. Riattivando l’economia interna ma senza spostamenti tra regioni. Tanto le merci non avevano mai smesso di girare. l’Italia riparte insieme, fu detto. E ripartì anche chi non era pronto. E ripartì libero di spostarsi non solo nella sua regione, ma ovunque. Ripartì perché gli fu permesso da chi doveva garantire la sicurezza di tutti. E quando in Sardegna si azzardarono a paventare l’idea di chiedere una certificazione sanitaria per chi voleva andare in vacanza lì si gridò allo scandalo.

E questo che è successo, invece, non è uno scandalo?

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