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COVID tra prigionieri a fine isolamento, quarantena e supercaos

disagi | Tamponi e certificati in ritardo. 80enne di Ischia costretta in casa in attesa delle analisi covid-19 di rientro, si rivolge ad un avocato: “Aiutatemi”

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Ida Trofa | Non è ancora giunta l’attesa svolta della Regione Campania per mettere a punto un sistema automatizzato che attesti la positività e la guarigione evitando l’ulteriore strazio e l’odissea da isolamento covid di decine e decine di persone costrette in quarantena fiduciaria da virus con l’immancabile dose di burocrazia e malamministrazione. Un disagio che, è bene dirlo, tocca l’intera nazione.

Nonostante l’ultimo decreto ministeriale e la caterva di ordinanze regionali nel merito, nulla oltre la teoria, è stato in grado di alleggerire i tempi della quarantena per i vaccinati. La complessità dell’impianto normativo sta causando un grande disorientamento nei cittadini.
E’ troppo laborioso per il numero impressionante di casi positivi il meccanismo burocratico che si mette in moto per produrre le certificazioni necessarie per l’accertamento di positività e, dopo, per uscire dall’isolamento per positività.

Lo stiamo ripetendo da settimane, anche se ci fosse un esercito di addetti a lavorare nelle centrali di tracciamento delle Asl, che sono deputate a questa attività, non si riuscirebbe a venirne a capo. Il carico, insomma, resta umanamente insostenibile per tutte le parti in causa.

Ottantenne in attesa di tampone di rientro si rivolge all’avvocato: “Aiutatemi!”
Lunghe attese per tamponi molecolari di rientro anche e soprattutto sull’isola d’Ischia. Una 80 enne di Ischia, sola e impossibilitata a risolvere la questione, si è rivolta al suo avvocato chiedendo aiuto! La donna costretta in casa causa Covid -19 al termine della normale quarantena e delle cure domiciliari a cui si è sottoposta per settimane, ha richiesto attraverso il suo medico di famiglia l’attivazione delle procedure per dichiarare la propria guarigione. Un inferno. L’anziana è in attesa di una chiamata da 6 giorni (che sommate alle settimane di isolamento fanno una eternità!). Vane le chiamate ai numeri ASL. Ora, la donna ha chiesto al suo legale di assisterla e aiutarla ad essere sottoposta alla profilassi prevista. Un incubo che non sembra finire mai. L’anziana persa dalla disperazione ha chiesto all’avvocato Carmine Monti di inoltrare una formale diffida oltre a tentare di contattare i responsabili dell’azienda sanitaria per liberare la sfortunata nonnina. A quanto pare non solo nei territori della ASL 2 Nord, ma in tutta la regione, il sistema di tracciamento è finito in tilt con l’avanzare dello scenario 4 della pandemia e l’aumento dei contagi.
Stando alle fonti sanitarie sarebbe stato il rientro a scuola e al lavoro a mandare in tilt i punti tampone. Intanto come l’anziana ottantenne di Ischia ci sono famiglie chiuse in casa in attesa di essere chiamate dall’Asl. I tamponi vanno a rilento così come le certificazioni. Realtà difficili che stanno paralizzando il paese, con l’impianto messo su da Ministero e Regione per fronteggiare il covid ormai imploso. In mezzo la gente e i pazienti. L’attendibilità e la bontà delle procedure continuano a vacillare anche se siamo difronte ad un impianto che sin dall’inizio, due anni fa, aveva mostrato tutti i suoi limiti e che ora (dopo le tonnellate di danaro pubblico speso e stracciato) si palesa più inefficace che mai. La gente è costretta in casa come se non ci fosse un domani, dove i laboratori di analisi sono in saturazione e davanti agli hub vaccinali ci sono lunghe code con diverse ore di attesa che hanno imposto le recenti modifiche e l’obbligo della chiamata su prenotazione. Le attese più lunghe riguardano, comunque, i test molecolari per accertare l’eventuale negativizzazione, il cosiddetto “tampone di rientro”. In tutto questo caos il tracciamento dei nuovi positivi è divenuto un incubo. Una chimera per chi si ostina a professare il mantra della diffusione del virus e del contagio da evitare. Si rincorre il SAR- COV2, le varianti, si rincorrono gli errori umani e quelli di un sistema così fallace come quello regionale e delle ASL che è sempre di più senza appello!
In tutto questo caos, ovviamente, gli aspetti del tracciamento sono a rischio proprio perché le forze in campo (sanitari, parasanitari, volontari e quant’altri) non riescono più a stare dietro alle scadenze e ai tempi.
L’Isola d’Ischia, specchio di una brutta Regione Campania e della nostra povera Italia, è travolta dal vento di bufera. La pandemia è ben lungi dall’essere un ricordo, i suoi devastanti effetti sono ancora tangibili e pesanti. Il sistema paese è ormai al collasso. I numeri dei positivi diffusi aumentano e secondo le stime delle varie task force in campo (giustificano lo Stato di Emergenza dichiarato e i fiumi di finanziamenti autorizzati) altrimenti non ci sarebbe motivo di fare tanto rumore dal comodo delle poltrone dei palazzi di governo. Specie nei pressi di Palazzo Santa Lucia. Il fallimento è sotto gli occhi di tutti. Eppure, non c’è modo di uscirne.

Covid, priorità ai sintomatici: 3-4 giorni di attesa per eseguire i tamponi molecolari
Con l’impennata di contagi, si allungano i tempi per effettuare i tamponi molecolari richiesti a domicilio. La priorità, fanno sapere dalla TASK force covid è data ai pazienti con i sintomi del Covid. Ma, di conseguenza, per tutti, si dilatano i tempi della quarantena. Senza il primo test, che corrisponde al fantomatico T0, non è possibile iniziare a calcolare i giorni di isolamento e quindi certificare, poi, l’avvenuta guarigione con i controlli successivi.
Sono circa 3-4 i giorni di attesa per effettuare gli esami in favore dei pazienti che non sono in condizione di raggiungere direttamente le strutture pubbliche come quella allestita dalla Asl. L’alternativa è la corsa ai laboratori privati, pure in atto: in questo caso i costi sono, però, a carico dei pazienti.
Anche per questo si è tentato al livello dirigenziale e governativo di rivedere l’inter per i vaccinati e i pazienti che hanno già le dosi buster.

Sms “pazzi” per i tamponi all’Asl. Convocazioni inviate alle persone sbagliate. Errore umano
Giorni fa vi abbiamo raccontato la vicenda di due coniugi di Ischia alle prese con i messaggi errati dell’Asl Napoli 2 Nord. La stessa azienda, nel merito delle convocazioni inviate alle persone sbagliate parla di disagi limitati, gli errori legati al grande aumento della richiesta di tamponi.
Le comunicazioni per le convocazioni al drive-in per effettuare i test anti-Covid19 inviate ai cellulari delle persone sbagliate sarebbero il frutto dell’eccessivo carico di lavoro e delle procedure manuali ancora in corso. Non ci sono ancora sistemi automatizzati in Campania e la forza lavoro, le unità in servizio per tenere testa ad un numero sempre crescente di richieste di tamponi e di vaccinazioni è rappresentata da un personale troppo esiguo e stanco. Dopo tanti mesi di battaglia contro il Covid19, dopo tanti mesi di inefficace strategia. Di fatto poco o nulla è cambiato.
Nel metodo degli errori di comunicazione e messaggistica, nel messaggio i destinatari sono invitati a recarsi presso il drive-in per i tamponi del Pronto Soccorso dell’Ospedale ad una precisa ora, muniti tessera sanitaria e carta identità. Di rimando chi è in attesa di convocazione non ha notizie sulle sue sorti. Nessun contatto, nessuna telefonata. Un disguido, come ovvio, che ha causato e sta generando grande apprensione e tantissimi problemi e che si era verificato purtroppo già in passato.
I sistemi di invio degli Sms non sono automatizzati perché le piattaforme non sono integrate. Questa è la nostra sanità, questa è la nostra metodologia…sic!
La richiesta tamponi è aumentata in modo esponenziale, raddoppiata nel giro di una settimana dopo il rientro dalle feste. Siamo quasi a 55 mila tamponi nella settimana fino al 9 gennaio.
L’Asl Napoli 2 ha comunque raccolto le segnalazioni dei disservizi sulla messaggistica. Saranno controllati gli sms inviati con i tamponi effettuati. Le persone che non hanno ricevuto l’Sms potranno, anzi, dovranno essere richiamate.

Da questa settimana procedure per il tampone di rientro light
Da questa settimana, inoltre, il tampone antigenico fatto in farmacia o presso un centro accreditato è valido sia per determinare la diagnosi che per la guarigione dal Covid19. Quindi, per bruciare i tempi si può ricorrere anche a quest’altro sistema. Finora, invece, dopo il test antigenico positivo bisognava fare il tampone molecolare con il contestuale aumento del carico di lavoro ed il dilatarsi dei tempi di attesa. Insomma, procedure più light.

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