“Covid”, incinta risulta positiva al virus. Trasferita con il traghetto di linea a Napoli

Viaggi salvavita sempre più complicati. Gestante affetta dal Virus trasferita con M/N Naiade di Caremar Delicato passaggio al Policlinico di una donna incinta risultata affetta dal virus . A Napoli l’unico reparto di ginecologia attrezzato per i casi di contagio.

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Ida Trofa | Continua a salire il numero di nuovi positivi in Campania, e sale anche ad Ischia. Il virus non si arresta. Un nemico che appare invincibile e che non risparmia nessuno. Per una vita che tragicamente lotta per resistere e combattere contro questo male subdolo e crudele ce n’è un’altra che chiede di cominciare.   

Lacco Ameno, donna incinta positiva al Coronavirus trasferita dal Rizzoli alla ginecologia Covid del II Policlinico. Complicato il viaggio via mare .

All’Ospedale Anna Rizzoli di Lacco Ameno è stato accertato un caso di positività al SARS-CoV-2, si tratta di una donna in stato di gravidanza, attualmente asintomatica, recatasi presso il pronto soccorso ginecologico dell’ospedale. La donna originaria di Forio è risultata a positiva al Covid agli inizi di questo settembre. Con lei positivo anche un figlio della donna poi negativizzatosi. 

I controlli sono stati effettuati durante le operazioni di triage e mentre la donna aspettava l’esito del tampone naso-faringeo è stata isolata presso la cosiddetta contumacia.  Una sorta di  zona grigia del Presidio la cui ginecologia, tra l’altro , non è attrezzata per i casi COVID. Unico punto nascita attrezzato in provincia è sito presso il II Policlinico di Napoli dove la donna è stata trasferita ieri. 

Questo  non senza difficoltà nel transfert causato dall’assenza di presidi idonei al viaggio a bordo delle ambulanze e poi dei traghetti di linea Caremar, unici autorizzati in tal senso a causa della rottura delle Idroambulanza e della impossibilità di far volare gli elicotteri le 118 per i covid positivi.

Attualmente i reparti di ginecologia ed ostetricia dedicati si contano sulle dita di una mano, il rizzoli no riesce a trattare i casi cosi detti, normali, figuriamoci le partorienti, per cui ulteriori arrivi verranno smistati presso altre strutture ASL o convenzionate limitrofe.

Medici, tecnici ed infermieri che sono entrati in contatto con la paziente hanno seguito meticolosamente i protocolli di sicurezza e nessuno di loro è stato sottoposto ad isolamento.

Gli apparati di controllo del Rizzoli hanno inoltre provveduto al tracciamento dei luoghi e delle persone con cui la paziente ha avuto contatti così da procedere ad eventuali controlli o tamponi.

La donna è stata trasferita con ambulanza a bordo della nave Naiade di Caremar delle 8,40 diretta a Napoli e che per consentire l’imbarco ha salpato le ancore alle 9,04 di questa mattina . Inizialmente sarebbe dovuta partire ieri alle ore 17,30 con il traghetto Driade della stessa società ed ancora le 19,40 sempre con Naiade di Caremar. Un problema con la barella a biocontenimento ed i ritardi nei preparativi ha fatto slittare la partenza della donna il cui viaggio sanitario è stato in ogni caso programmato per il parto. Un parto fissato per il prossimo 29 settembre. 

Appare comunque pleonastico ricordare quanto grave ed intollerabile sia il trattamento riservato ai cittadini dell’Isola d’Ischia, la gravità e la leggerezza con cui il territorio viene lasciato senza strutture idonee ad affrontare l’emergenza sanitaria e soprattutto senza mezzi ad hoc ed idonei ad affrontare i viaggi sanitari. Una vergogna che si perpetrata quotidianamente nel silenzio assordante di tutti.  Di quanti dovrebbero intervenire a tutela della salute pubblica e che invece non lo fanno. E sarà così anche nei prossimi mesi, in un futuro che non è affatto roseo. Non sarà importante testare soltanto chi sta male, ma anche chi ha pochi o nessun sintomo, visto che per quanto ne sappiamo sono casi comunque contagiosi. Ma serve anche curare questa gente non solo tamponarli per quanto possa servire.

Un piano per aumentare la capacità del sistema sanitario ischitano di trattare i suoi pazienti ed i suoi pazienti covid. Questo ancor di più dinanzi alla totale assenza di garanzie nei trasferimenti salvavita da e per la terraferma, in assenza di garanzie sula continuità territoriale con i mezzi di linea, ancor di più con la stagione invernale che avanza. 

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