venerdì, Giugno 18, 2021

Covid-free, ma fino a quando? E i controlli? | Visto dalla piazza di Geppino Cuomo

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Se lo chiedono in tanti, ma se lo sarà chiesto anche chi dovrebbe chiederselo? E se sì, costui come intende provvedere? Quali provvedimenti metterà in atto per impedire che Ischia Covid-Free resti solo uno slogan del momento? Ce ne fregiamo come se avessimo un fiore all’occhiello della nostra efficienza e del nostro turismo. Sappiamo tutti che proprio così non è.

Fra mille difficoltà abbiamo avuto la fortuna di essere stati privilegiati perché isolani, non certo perché facciamo turismo, ma fingiamo di essere stati favoriti perché facciamo turismo a grandi livelli. Bene, cerchiamo di meritare quello che abbiamo avuto, mettiamoci del nostro per fregiarci di questo fiore all’occhiello. Diamo per scontato (ma non è così) , che sull’isola non ci siano terrapiattisti, che tutti abbiano accettato di farsi vaccinare e che autenticamente siamo immuni dal virus come andiamo predicando pappagallescamente. Come intendiamo difendere la salute dei turisti che hanno creduto alla nostra propaganda sanitaria?

Per sapere come procede ora, basterebbe portarsi sui porti di Napoli e Pozzuoli ed accorgersi che tutto è lasciato alla volontà del Signore. Ad Ischia così come vanno le cose oggi, potrebbero arrivare tutti senza escludere nessuno, vaccinati o meno, portatori di virus o meno. In pratica non si effettua nessun controllo vero. Eppure, essendo isola i controlli potrebbero e dovrebbero essere fatti in maniera capillare, tanto per evitare nuovi contagi e tanto per avvalorare la nostra affermazione che sull’isola non ci sarà Covid nemmeno fra i turisti che arriveranno. Se agli imbarchi si riesce a controllare un flusso inverosimile di passeggeri , per una questione di diversità di costo del biglietto fra residenti o meno, perché non si potrebbe controllare l’accesso al traghetto o all’aliscafo del tesserino free o del risultato di un tampone?

A che serve prendere la temperatura, oltretutto fatta con macchinari non corrispondenti alla realtà? Forse, a noi basta solo lo slogan pubblicitario e niente altro? Vuoi vedere che mentre da un lato critichiamo e siamo indignati per l’incidente alla funivia del Mottarone dove per una questione di economia si è preferito togliere la sicurezza alla cabina determinando la tragedia, al loro pari noi non ce ne freghiamo di difendere la salute pubblica sempre per il dio denaro? Come a dire che vediamo la pagliuzza nell’occhio del nostro simile e non la trave nel nostro occhio? Chi deve provvedere, lo faccia quanto prima, siamo isola, possiamo controllare il flusso di turisti che arriva da noi, facciamolo, sia per difendere loro che per proteggere noi e soprattutto la nostra credibilità.

TUTTI A ROMA, L’ISCHITANO E LA PROTESTA NELLA CAPITALE
Quando ero giovincello, vi fu un’altra marcia di protesta sulla piazza di Roma. Ad idearla e a metterla in atto, furono i cacciatori. Si, i cacciatori. Non ricordo bene le motivazioni che la determinarono, ma allora sull’isola la caccia era molto sentita e il raduno fu corposo. Si recarono a Roma per ottenere, secondo loro, dei diritti che ritenevano spettassero e che erano stati calpestati. L’adesione ci fu, molti bus partirono da Napoli e al ritorno i partecipanti era raggianti. Erano state date loro assicurazioni sul futuro della caccia ad ischia e promisero che nessuno avrebbe calpestato i loro diritti. A distanza di decenni, la situazione della caccia ad Ischia è chiara a tutti. Quasi quasi è del tutto sparita. Per paradosso, potremmo addirittura dire che se si vuole sparare qualche colpo col fucile, bisogna rivolgersi al tirassegno delle feste patronali. Perché tutto questo preambolo? Per dire cosa? In questi giorni sono andati a Roma a protestare in piazza quasi un migliaio di cittadini campani, fra i quali alcuni isolani. Insieme ai dimostranti, si sono portati a Roma, per difendere il diritto alla casa di necessità due sindaci su sei, Giacomo Pascale e Francesco Del Deo, l’avvocato Molinaro e Gennaro Savio. Sono riusciti a parlare con qualcuno fra i politici disposti ad ascoltarli.

Hanno avuto anche qualche promessa, ma di concreto? Di concreto c’è da dire che per la caccia si spostarono migliaia di ischitani e per la casa solo una ridotta rappresentanza. Un problema importantissimo che non suscita risentimento vero, ma si spera che altri lo risolvano senza partecipazione popolare. Le promesse dei politici lasciano il tempo che trovano e noi non ci crediamo più. Ma possibile? Stiamo parlando di abbattimenti di case che avvengono solo in Campania, visto che nel resto d’Italia possono essere sanate e qui no? Dicono che si sbagliò, politicamente, quando era presidente della regione Bassolino, ebbene, da allora chi comanda, chi può, cosa ha fatto a livello legislativo per correggere quelli che sono ritenuti da tutti degli errori?

E’ chiaro che nessuno vuole prendersi la briga di ripristinare la legalità, i politici sanno promettere e sanno dribblare le situazioni, possibile che la gente ischitana al pari di quella campana, crede ancora alle loro promesse? L’unica manifestazione di protesta a cui i politici sono sensibili è la protesta fatta nelle cabine al momento del voto, solo se tutti, ma proprio tutti, si asterranno dalle prossime votazioni, allora si che la situazione verrebbe risolta. Ne siamo convinti.

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3 Commenti

  1. Per quanto riguarda il turismo verso Ischia, credo che nessuno controllera’ niente agli imbarchi,troppi interessi per compagnie di navigazione e per strutture ricettive,comprese case private.Invece per la mancata mobilita’ verso Roma, inutile ribadire le porcate di Bassolino,o le chiacchiere del ministro Cartabia che non elimina il problema abbattimenti ma lo rinvia.A che serve una gradualita’o una sospensione degli abbattimenti.Il problema resta e non si vuol trovare la soluzione.Con i buoni propositi di noi isolani e campani non si otterra’ nulla.

  2. Dovrebbero essere le stutture ricettive a richiedere il pass verde al momento della prenotazione…
    Al pari anche centri termali, estetici, ecc.
    I gitanti del weekend restano il vero problema…e non solo per il covid!

  3. Comunque l’isola non è covid free visto che conta ancora parecchi positivi.
    Nessuno osa divulgarne il numero complessivo, limitando a dar notizia in sordina solo dei nuovi casi giornalieri!

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