martedì, Maggio 18, 2021

“Costituire un’alleanza, un fronte unito per aprire la via alla conquista del potere politico da parte del proletariato”

Dopo 76 anni dalla Liberazione il PMLI propone una coraggiosa e difficile indicazione

In primo piano

Gianni Vuoso | Il 25 Aprile di 76 anni fa il popolo italiano in armi, insorse in tutte le città del Nord, da Genova a Trieste (e dopo circa 80 anni non sarebbe il caso di ripetere quella salutare e indispensabile esperienza?).

Un po’ di memoria storica non fa male oggi che si tende a dimenticare tante cose importanti.  Infatti, 22 anni fa, da consigliere comunale con delega alla cultura nella giunta Telese, riuscimmo a dare vitalità alla Festa di Liberazione e al ! Maggio, con concerti in piazza. Ma oggi, nonostante l’appartenenza di c erti amministratori a partiti della cosiddetta sinistra,ce le sogniamo iniziative del genere e non solo a causa del Covid.

Il popolo italiano sbaragliò gli invasori nazisti e i fascisti repubblichini, concludendo vittoriosamente la guerra di Resistenza durata quasi due anni. Una lunga lotta di Liberazione che era stata iniziata dal proletariato italiano con i grandi scioperi del marzo 1943 nelle fabbriche del Nord, che diedero una spallata decisiva al regime mussoliniano e ne affrettarono la caduta di lì a pochi mesi. Grandissimo fu il tributo di sangue pagato con 46 mila partigiane e partigiani caduti e 21 mila feriti e mutilati su circa 220 mila combattenti, a cui vanno aggiunti altri 30 mila caduti combattendo a fianco dei movimenti di liberazione di altri Paesi. E non vanno dimenticati gli oltre 14 mila civili caduti e quasi 5 mila feriti e mutilati che hanno contribuito in vario modo alla lotta di Resistenza. È necessario perciò difendere con le unghie e con i denti la memoria della Resistenza. E quindi dobbiamo esigere oggi con ancor più forza, la messa al bando di tutti i partiti e i gruppi neofascisti, neonazisti, xenofobi e razzisti, applicando finalmente la XII disposizione transitoria e finale della Costituzione che vieta la ricostituzione sotto qualsiasi forma del partito fascista e le leggi Scelba e Mancino. Così come dobbiamo chiedere l’abolizione della legge di ispirazione neofascista istitutiva del “Giorno del ricordo” dei cosiddetti “martiri delle foibe”, che ribalta la storia nascondendo completamente il milione di morti, i centomila deportati nei campi di concentramento, le migliaia di villaggi bruciati, di stupri e di saccheggi provocati 80 anni fa dagli eserciti invasori di Hitler e Mussolini in Jugoslavia.

Purtroppo questo è il secondo anno che l’Anniversario della Liberazione non viene celebrato con manifestazioni pubbliche nelle piazze, con il pretesto delle misure anticovid. Siamo passati infatti dalla dittatura antivirus del liberale e trasformista Conte a quella del banchiere massone Draghi che è ancor peggiore, visto che il suo governo – una disgustosa ammucchiata dei partiti della destra e della “sinistra” borghesi imposta al Paese con un golpe bianco da Mattarella – è direttamente in mano alla grande finanza e alla Ue imperialista. Un fatto senza precedenti che ha trasformato di fatto la forma di governo da parlamentare a presidenziale. E per di più ha riportato al governo il piduista Berlusconi e il leader dei fascisti del XXI secolo, Salvini. Questo governo non porterà nulla di buono per ciò che interessa la classe operaia e le masse lavoratrici, popolari, femminili e giovanili: il lavoro, il Mezzogiorno, la sanità pubblica, la scuola, i servizi sociali, i contratti e i diritti sociali e sindacali, l’emancipazione della donna. Il Piano nazionale di ripresa e resilienza di Draghi punterà solo a rafforzare il sistema economico capitalistico, al quale andrà il grosso dei 200 miliardi europei, con l’alta velocità ferroviaria e le altre grandi opere infrastrutturali, la digitalizzazione e la riconversione “ecologica”, lasciando solo le briciole alle masse popolari, ai servizi pubblici e al Meridione. Perciò ispirarsi allo spirito della Resistenza oggi significa costruire un largo fronte unito di tutte le forze politiche, sindacali, sociali, culturali, religiose antidraghiane; come propone il PMLI nel documento del Comitato centrale del 17 febbraio 2021.

Ispirarsi oggi allo spirito della Resistenza significa anche porsi il problema del socialismo e del potere politico del proletariato. Oggi è l’ora di far rivivere quello spirito ponendosi di nuovo il problema del socialismo e del potere politico del proletariato. Come ha indicato il Segretario generale del PMLI Giovanni Scuderi, nel suo Editoriale per il 44° Anniversario della fondazione del PMLI, su questo tema occorre “aprire una grande discussione all’interno del proletariato e delle sue organizzazioni politiche, sindacali e culturali e fra di esse. Si aprano le menti, si scruti attentamente la situazione presente, si guardi con lungimiranza il futuro, si abbandonino settarismi, pregiudizi e preclusioni, si dica tutto quello che abbiamo in testa a cuore aperto, per trovare una intesa e costituire un’alleanza, un fronte unito, per aprire la via alla conquista del potere politico da parte del proletariato”.

- Advertisement -

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Articoli

Ultim’ora sul fronte abusivismo e demolizioni. Sospeso abbattimento a Napoli su ricorso dell’avvocato Bruno Molinaro

Quando l’ultimo filo di speranza era venuto meno e la disperazione aveva ormai preso il sopravvento, la Procura della...
- Advertisement -