CoronaVirus, tornano in Italia 2 procidani

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Il ministro della Sanità giapponese Katsunobu Kato ha confermato 70 nuovi casi di contagio a bordo della nave Diamond Princess, per un totale di 355 persone contagiate. La Diamond Princess dal 5 febbraio é in quarantena nel porto di Yokohama, in Giappone, e a bordo ci sono 35 italiani, tra cui il capitano e due procidani: nessuno di loro, rassicura il ministro degli Esteri Di Maio, manifesta sintomi.

La Farnesina é già al lavoro per organizzare per loro un aereo per il rimpatrio: partirà un volo anche per loro – ha annunciato il ministro degli Esteri Luigi Di Maio sul suo profilo Facebook – lo abbiamo deciso ieri insieme al commissario straordinario, Angelo Borrelli, e al Ministro della Salute, Roberto Speranza.
Al loro rientro in Italia, dovranno passare 14 giorni in isolamento, esattamente come gli altri italiani rimpatriati da Wuhan. La task force ministeriale sta valutando la struttura piú adatta: tra le ipotesi al vaglio c’é anche la cittadella militare della Cecchignola.

Intanto sulla Diamond Princess da ieri é scattata una ulteriore stretta alle già rigide regole di convivenza. I passeggeri che escono dalle loro cabine devo rispettare una distanza di due metri, e non piú di un metro, l’uno dall’altro. Ed é stato ridotto di mezzora, da 90 a 60 minuti, il tempo concesso per stare all’aperto. Le mascherine vengono cambiate due volte al giorno e ogni 4 ore viene misurata la temperatura corporea: chi ha piú di 37.5 viene automaticamente sottoposto al test per il coronavirus. Alcuni di loro hanno raccontato sui social la vita al rallentatore: le lunghe giornate passate in cabina a guardare film o ascoltare musica, e le lezioni di tai chi improvvisate sul ponte per sfruttare al massimo l’ora d’aria.

L’equipaggio, però, dorme e lavora in ambienti comuni in cui impedire il contagio é praticamente impossibile. E dovendo occuparsi anche dei passeggeri il rischio che il contagio si allarghi ulteriormente ė elevato. La quarantena durerà almeno fino al dopodomani.
Ma sempre piú esperti ritengono che la situazione claustrofobica della Diamond Princess non sia sostenibile dal punto di vista etico e scientifico. Tra loro c’é Angela Rasmussen, virologa alla Columbia University di New York. Rasmussen si é occupata a lungo di virus a elevata mortalità come Mers (un altro coronavirus) e Ebola.

Perché trattenere i passeggeri sulla Diamond Princess non é una buona idea?
Le navi da crociera sono ambienti ideali per la trasmissione del virus. Centinaia o migliaia di persone insieme in grande prossimità, con pasti collettivi e attività di gruppo a bordo. Per questo c’éuna grande quantità di focolai di norovirus (la gastroenterite alimentare) a bordo di queste navi. In queste situazioni, le navi vengono evacuate immediatamente per prevenire l’ulteriore diffusione tra i passeggeri non infetti. Nel caso della Diamond Princess, anche se i passeggeri sono reclusi nelle loro cabine, rimangono a contatto con l’equipaggio. Se capisco bene, almeno 10 membri dell’equipaggio sono stati contagiati e non possono essere isolati perché vivono in alloggi comuni a bordo. É probabile che la diffusione si allarghi se l’equipaggio continuerà a assistere i passeggeri con i pasti e altre necessità.

Quali azioni alternative si potrebbero intraprendere?
Isolati i casi confermati, i passeggeri entrati in contatto con loro potrebbero essere messi in quarantena. Gli altri passeggeri potrebbero essere evacuati e rimpatriati e poi messi in isolamento nelle loro case. In molti casi, in assenza di esposizione a un caso confermato, l’auto-quarantena a casa probabilmente é sufficiente. Significa rimanere a casa per due settimane con un monitoraggio dei sintomi e un test prima di lasciare la quarantena per confermare che un paziente non sia infetto.

Sono state violate norme bioetiche?
Non sono una specialista di bioetica, ma credo che sia allo stesso tempo antietico e dannoso privare le persone dei loro diritti senza sufficienti evidenze scientifiche, in particolare se le si espone a un rischio accresciuto di esposizione al virus. E entrambe queste condizioni sono verificate. Inoltre, ci sono già altri casi in Giappone, cosí come in molti altri paesi di provenienza dei passeggeri. Impedire l’ingresso a altre persone potenzialmente esposte all段nfezione avrà uno scarso impatto sul contenimento dell’eidemia, dato che il virus é già diffuso a livello globale.

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