Coronavirus per Marina di Casamicciola. Gli eliportuali non firmano la Cassa Integrazione

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Ida Trofa | Da tempo la Società Marina di Casamicciola Terme è entrata in regime di “cassa integrazione“ con i suoi 15 dipendenti (9 destinati al porto e 6 all’eliporto). Come abbiamo avuto modo di riportare attraverso le nostre pagine, l’avvocato Gelsomino Sirabella, in qualità di liquidatore unico della società, ha approvato un piano di salvaguardia. La situazione è durissima ed in Cassa Integrazione sono finiti 5 dipendenti alla volta. Una previsione partita già dallo scorso 20 aprile. In questo giugno caldissimo, in evidente chiaro scuro per la società partecipate la situazione è più dura che mai. I 6 dipendenti in forza presso l’eliporto infatti si sono rifiutati di firmare le prosteso di Cassa Integrazione avanzate dal liquidatore, l’ avvocato Gelsomio Sirabella. Saltano dunque gli accordi pregressi che avevano fatto partire la pianificata cassa integrazione con l’accordo politico e societario teso a salvaguardare tutti i posti di lavoro e a garantire almeno entrate minime ai lavoratori pur di non licenziarli.

Evidentemente gli accordi e la tutela diffusa non sono bastati a far saltare gli schemi. I dissidenti lavorano all’eliporto ed ora minacciano anche il futuro dei colleghi che invece favorevolmente avevano accettato l’accordo. Lo ricordiamo il comune di Casamicciola Terme è socio unico dell’azienda.
La crisi economia e sociale, causata dalla vicenda COVID , ha messo in ginocchio i massimi sistemi economici. Aziende, imprese industrie. La nautica, di cui la partecipata casamicciolese, principalmente, si occupa, è una o due settori più colpiti per non parlare dei flussi eliportuali ormai ridottisi ai soli voli sanitari che fruttano all’azienda circa 160 mila euro annui di ricavi previo pagamento del servo da parte dell’ASL NA 2 Nord.

La criticità dei ricavi in calo, è evidente e si fonda soprattutto sulla vendita dei posti barca in estate. Una estate ormai saltata, come sono saltate le richieste di voli turistici per l’eliporto. Una situazione che si aggiunge alla liquidazione ed l piano di rientro già in atto per rimettere in bonus la società partecipata.
Ora si attendono settimane ancora più difficile gli eliportuali adirano alle vie legali. Toccherà ancora una volta alla politica intervenire.

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