A Monastir l’Ischia firma una vittoria pesante, conquistata con maturità e spirito di sacrificio. Nel post gara, mister Simone Corino analizza il successo per 1-0, esalta il carattere della squadra e richiama tutti alla concentrazione: il campionato è ancora lungo e ogni punto, adesso più che mai, vale doppio.
Mister Corino, lei aveva presentato questa partita dicendo che Monastir e Ischia sono due squadre di carattere. Oggi probabilmente la sua squadra l’ha vinta proprio con il carattere. Che partita è stata?
“Venire qui non è stato semplice per nessuno, fino ad oggi, e lo dimostrano i punti che il Monastir ha conquistato sia in casa sia in trasferta. È un campo particolare, per dimensioni e superficie, ma loro non sfruttano solo questo aspetto: il Monastir è una squadra con qualità e organizzazione.
Devo fare i complimenti ai ragazzi perché hanno disputato una prestazione importante. C’era da soffrire, e quando affronti la terza in classifica, che arrivava da una sconfitta immeritata dopo un filotto strepitoso, devi essere pronto a calarti nel tipo di partita che serve. Noi avevamo un obiettivo ben preciso e dovevamo raggiungerlo in qualsiasi modo. Vincere qui è stato davvero molto, molto importante”.
Si chiude un ciclo di trasferte sarde che archiviate da imbattuti e con due vittorie consecutive. Come avete affrontato queste gare, sia dal punto di vista logistico sia tecnico-tattico?
“Rispetto a due anni fa e anche all’inizio di questa stagione, con l’avvento della nuova società abbiamo avuto la possibilità di alleggerire un po’ il viaggio. In queste ultime due trasferte abbiamo viaggiato in aereo e questo rappresenta un piccolo vantaggio rispetto al passato. Non è mai scontato ottenere vittorie del genere, però la società ci ha messo nelle migliori condizioni per affrontare, in un momento decisivo della stagione, queste due partite. Allo stesso tempo, fare trasferte così e avere sempre la nostra gente al fianco è stato bellissimo. Siamo davvero contenti di aver potuto regalare loro una soddisfazione”.
Proprio sul pubblico che anche oggi vi ha sostenuto qui in Sardegna, vuole aggiungere qualcosa?
“Sì, lo ribadisco: il sacrificio più grande è il loro. Noi, sotto tanti aspetti, siamo avvantaggiati. Loro fanno sacrifici importanti, soprattutto in un giro di sei o sette giorni con due trasferte consecutive. Avevamo il desiderio di regalare loro una soddisfazione, possibilmente con i tre punti. La squadra ha fatto una prestazione di carattere e di coraggio, non ha mollato di un centimetro, su un campo difficile contro una squadra forte. Però adesso abbiamo poco tempo: mercoledì ci aspetta un’altra partita troppo importante. Ci prendiamo qualche ora per recuperare e da domani inizieremo a pensare subito al Flaminia. Il campionato non finisce con tre vittorie consecutive. C’è ancora tanto da correre e dobbiamo restare sul pezzo fino all’ultima giornata”.
In conferenza stampa aveva detto che ogni punto è vita. Oggi ne arrivano tre in trasferta. Cambiano gli obiettivi in classifica?
“Gli obiettivi non cambiano, perché la classifica può ingannare. Più che alla posizione bisogna guardare ai punti, e sui punti siamo tutti attaccati, una squadra dietro l’altra. Veniamo da tre trasferte consecutive, una situazione particolare: Valmontone, poi Latte Dolce e adesso questa.
In questo momento della stagione non bisogna pensare al campo, al pallone o al vento. Bisogna andare dritti verso l’obiettivo e chi ne ha di più deve metterlo in campo. Ho la fortuna di avere tanti ragazzi a disposizione, non solo quelli che stanno trovando spazio ma anche chi non è entrato e chi è rimasto a Ischia. È un gruppo che si allena forte e tutti devono avere lo stesso obiettivo in testa. Mercoledì ci aspetta un’altra gara fondamentale e mi auguro che la nostra gente ci dia una mano anche in casa”.






