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Coppa Italia. Ischia, a Volla proprio come 18 anni fa…

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A volte il calcio è come uno specchio della vita, pieno zeppo di corsi e ricorsi storici. Squadre che per tanto tempo non si incrociano e poi si ritrovano a distanza di anni a battersi per lo stesso obiettivo; risultati e date che si accavallano; spesso ci sono analogie che sembrano ricreate da una mano superiore che all’epoca dello “Sport Isolano” (il nonno di questo giornale) profanamente venivano originate dalla dea “Eupalla”.

Tra cinque giorni al “Borsellino” di Volla si giocherà la partita d’andata della semifinale di Coppa Italia. Di fronte ci sarà la stessa società affrontata diciotto anni fa (Ischia campione!) nel penultimo appuntamento della manifestazione con la coccarda, con gara d’andata sempre in campo esterno (solo il rinvio stabilito dal comitato regionale ha evitato una concomitanza di date). Si dirà: ma la squadra avversaria si chiama Virtus Campania, difende i colori del quartiere di Ponticelli.

Tutto giusto, ma non bisogna dimenticare che federalmente il club a tutt’oggi si chiama “Virtus Volla” (e il cambio di denominazione non è stato fatto nell’estate scorsa pur essendocene tempi e requisiti), gioca le sue gare interne a Volla e che la dirigenza è praticamente la stessa da anni, collaboratori compresi. Chi guidava allora il Volla era Mimmo Citarelli, attuale responsabile del settore giovanile dell’Ischia. Il portiere di quella squadra, Davino, oggi è il direttore sportivo. A questo punto si spera soltanto che il risultato, anzi i risultati siano gli stessi, con pareggio (1-1) e vittoria dell’Ischia al ritorno (4-1) in un festoso “Mazzella”. Il che significherebbe l’accesso ad una finale che potrebbe parzialmente riscattare quel che il campo non riuscì a regalare ai colori gialloblù lo scorso giugno. A proposito di colori: andando un po’ più in là della semifinale del 2004, le analogie continuano. Le finaliste Gragnano e Ischia hanno gli stessi colori, con i pastai che erano allenati da “Billone” Monti, originario di Lacco Ameno così come la buonanima di “Carosello” Migliaccio e l’attuale tecnico Iervolino. Insomma, il “piccolo Uruguay”, come lo definiva Pietro Ferrandino, a livello calcistico lascia sempre il segno… Le analogie si “completano” con la presenza in campo dell’arbitro Dario Zeoli della sezione di Napoli.

Chi è appassionato di calcio ricorderà che il fischietto partenopeo arrivò fino alla Serie C. Il signor Zeoli è figlio del professor Angelo, ex direttore di gara e commissario di campo, scomparso nell’agosto del 2020 e a cui il comitato campano ha intitolato questa edizione della Coppa Italia. Le analogie vanno oltre la semifinale anche a livello tecnico, con la presenza nelle fila della semifinalista San Marzano di Giuseppe Meloni, che di quella Ischia era un under coi fiocchi. L’unico calciatore di quella splendida cavalcata ancora in attività insieme a Luca Di Spigna.

A livello dirigenziale, nell’altra semifinalista Scafatese, a muovere le fila c’è Antonio Buoninconti, ex team manager dell’Ischia. Come finirà l’avventura dell’Ischia in Coppa Italia non si sa ma una cosa è certa: un motivo di interesse non manca mai…

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