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Coppa di Nestore, svelato il mistero della tomba.

Uno studio rivela chi era sepolto nella tomba dell’VIII sec. a.C. in cui fu rinvenuta la leggendaria Coppa di Nestore, ad Ischia. Un nuova ricerca riscrive la storia della sepoltura della necropoli di San Montano: analizzate 130 ossa di esseri umani, 45 di animali come capre e cani.

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LO STUDIO: Who was buried with Nestor’s Cup? Macroscopic and microscopic analyses of the cremated remains from Tomb 168 (second half of the 8th century BCE, Pithekoussai, Ischia Island, Italy) (plos.org)

La Coppa di Nestore, rinvenuta in una tomba situata nella necropoli di San Montano, ad Ischia, proviene da una sepoltura che solo ora ha svelato parte dei suoi misteri. Ad esservi stata tumulata, infatti, non è una sola persona, ma più individui e diversi animali. A rivelare questa straordinaria scoperta è stato uno studio, pubblicato sulla rivista Plos One, condotto da alcuni ricercatori guidati da Melania Gigante dell’università di Padova.

La sepoltura contenente la Coppa è considerata una delle più interessanti scoperte dell’Archeologia e risale all’VIII secolo a.C.; al suo interno sono state rinvenute ossa cremate, un ricco corredo funerario e la coppa sulla quale è presente una delle prime iscrizioni greche conosciute. Secondo i primi studi effettuati sui reperti resti dovevano appartenere a un solo individuo, giovane, ma per anni dare un’identità alla persona che vi era stata sepolta sembrava impossibile.

Ora, grazie allo studio condotto da Gigante e colleghi, sono state eseguite analisi dettagliate sulla forma e sul tessuto delle ossa cremate. In base a quanto ne emerso, 130 di queste appartengono a esseri umani e circa 45 ad animali tra cui capre e, molte probabilmente, cani. Tra i resti umani sono stati identificati tessuti ossei riconducibili ad almeno tre fasi della vita, ne consegue dunque che tra gli individui cremati e sepolti vi fossero almeno tre differenti persone.

E’ dunque la prima volta che si riesce a provare come nella tomba siano state sepolte più persone. Il mistero, però, non è ancora completamente risolto e gli enigmi restano ancora diversi. Lo studio, ad esempio, non è stato in grado di determinare alcuni dettagli dei resti umani, tra cui l’età della morte o il motivo per cui sono stati sepolti con la Coppa di Nestore.

Per quanto riguarda i resti animali, invece, i ricercatori pensano che la loro presenza sia legata all’offerta di cibo o, nel caso dei presunti cani, per compagnia. “A più di 50 anni dalla scoperta, la Tomba della Coppa di Nestore torna a fare notizia. La nostra ricerca – commentano gli autori dello studio – riscrive la storia e la precedente interpretazione di quanto rinvenuto, facendo nuova luce sulle pratiche funerarie, sulla cultura e sulla società degli immigrati greci nel Mediterraneo occidentale. Abbiamo raggiunto due obiettivi: ricostruire l’osteobiografia degli individui presenti nella tomba per rispondere alla domanda su chi fosse effettivamente sepolto assieme alla coppa e dare una nuova metodologia quando si lavora alla ricostruzione della vita e della storia delle persone di epoche antiche, anche in caso di scarsa conservazione o davanti a una complessità nell’assemblare i resti ossei”, concludono i ricercatori.

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