È arrivata la prima sconfitta stagionale del Real Forio. Dopo quasi cinque mesi di imbattibilità, si interrompe il lungo percorso senza macchie della squadra guidata da Carlo Sanchez, che cade nel momento più delicato: la semifinale di ritorno di Coppa Italia di categoria, disputata allo stadio Gobbato contro il Pomigliano. Una rimonta subita, il primo ko ufficiale della stagione e un verdetto amaro da digerire: i turchi salutano la competizione ad un passo dalla finalissima, vedendo sfumare un trofeo che, per quanto mostrato fin qui, sembrava ampiamente alla portata.
La delusione è inevitabile, ma il cammino non è finito. Archiviata la Coppa, il gruppo biancoverde è chiamato a rialzare immediatamente la testa e a concentrare tutte le energie sul campionato, dove resta saldo in vetta alla classifica con tre punti di vantaggio sulla Boys Caivanese. All’orizzonte c’è già un nuovo banco di prova: al Calise arriva la Real Grazzanise, in una sfida che richiederà risposte immediate sotto il profilo mentale e caratteriale.
Il rammarico di Pomigliano
Il Real Forio si era presentato al Gobbato forte del doppio vantaggio conquistato nella gara di andata, un margine importante che sembrava poter indirizzare il discorso qualificazione. I granata di Felice Rea, però, hanno ribaltato tutto nei tempi regolamentari, riportando la sfida in perfetto equilibrio e trascinando la contesa alla lotteria dei calci di rigore, risultata poi decisiva e crudele per gli isolani.
La prima delle due missioni stagionali non è andata a buon fine. E il rammarico è ancora più grande se si considera che, alla vigilia delle semifinali, il Real Forio veniva indicato come la principale favorita per la vittoria finale, anche alla luce delle altre squadre rimaste in corsa. Ma il campo, come sempre, è l’unico giudice supremo. A fare la differenza non è stata la qualità tecnica, bensì l’atteggiamento. Lo ha sottolineato con grande lucidità il presidente Luigi Amato: «È mancata la voglia di vincere questa partita. La differenza tra noi e loro è stata nell’atteggiamento: gli avversari hanno affrontato la gara con la giusta cattiveria». Un’analisi onesta che fotografa un pomeriggio in cui il Real Forio non è riuscito a esprimere la consueta fame.
L’errore arbitrale
Il Pomigliano ha meritato l’accesso alla finale perché ci ha creduto di più, spingendo fino all’ultimo e mostrando maggiore determinazione nei momenti chiave. Detto questo, la direzione arbitrale resta un elemento che pesa nell’analisi complessiva della gara. Il match del Gobbato è stato teso, combattuto e ricco di contrasti, anche duri, con un metro di giudizio non sempre uniforme.
L’episodio più discusso arriva a metà della ripresa, quando il risultato è ancora fermo sull’1-0. Cardone, già ammonito, interviene in ritardo su Romano con una scivolata che appare evidente. Il direttore di gara, Gaetano Pecora della sezione di Agropoli, sceglie di lasciar proseguire, una decisione che ha lasciato più di qualche perplessità, soprattutto se rapportata ai cartellini mostrati in precedenza. Un secondo giallo avrebbe potuto cambiare inerzia e sviluppo della partita.
Il dualismo in porta
Le scelte di Carlo Sanchez continuano a fornire indicazioni positive, sia in termini di risultati che di prestazioni. La rosa risponde, il turnover funziona e lo staff riesce spesso a coinvolgere l’intero gruppo. In porta, però, le gerarchie sembrano ormai definite. Santaniello, giovanissimo estremo difensore in rampa di lancio, si è guadagnato il ruolo di titolare grazie a prestazioni affidabili e a una crescita costante. Il suo impiego è diventato una scelta chiara e convinta, anche nelle gare più delicate.
Al contrario, Mazzella, portiere esperto e figura di riferimento nello spogliatoio, è finito progressivamente indietro nelle rotazioni. Anche in Coppa Italia il suo utilizzo è stato ridotto al minimo, con lo staff che ha preferito puntare sull’under tra i pali. Mazzella resta un mentore prezioso, ma il presente – e forse il futuro – della porta biancoverde parla sempre più il linguaggio di Santaniello.






