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Contro l’obbligo del green pass: Ischia presente alla manifestazione di Roma

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Gianni Vuoso | Oggi, sabato 9 ottobre, tutti a Roma a Piazza del Popolo per protestare contro l’obbligo, che partirà il prossimo 15 ottobre, di esibire la tessera verde (in tempo bisognava esibire la tessera di iscrizione al Fascio), meglio noto come green pass. Anche da Ischia, lavoratori e giovani vaccinati e non vaccinati, ma tutti contrari all’obbligo di questo green pass, son partiti per dare man forte alla protesta nazionale. Molti ischitani hanno aderito ad una chat che permette un continuo confronto e scambio di conoscenze per contrastare, soprattutto dal punto di vista legale, l’odiosa imposizione emanata dal governo del massone Draghi.

Una manifestazione che trova conforto già nei numerosi documenti sottoscritti nei giorni scorsi, da docenti, lavoratori, uomini di cultura. 

“Molti tra noi – si legge infatti, nell’appello di qualche centinaio di docenti universitari – hanno liberamente scelto di sottoporsi alla vaccinazione anti-Covid-19, convinti della sua sicurezza ed efficacia. Tutti noi, però, reputiamo ingiusta e illegittima la discriminazione introdotta ai danni di una minoranza, in quanto in contrasto con i dettami della Costituzione (art. 32): ‘Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana’ e con quanto stabilito dal Regolamento UE 953/2021, che chiarisce che ‘è necessario evitare la discriminazione diretta o indiretta di persone che non sono state vaccinate’ per diversi motivi o ‘che hanno scelto di non essere vaccinate’”.

Nonostante tale appello, il governo Draghi ha emanato il 21 settembre scorso il decreto legge n. 127, il quale rincara la dose, prescrivendo che dal 15 ottobre al 31 dicembre 2021 tutti i lavoratori del settore pubblico e privato – sia dipendenti sia parasubordinati sia autonomi sia professionisti iscritti agli albi – dovranno dotarsi del green pass, che viene rilasciato dal Ministero della Salute a seguito o di vaccinazione con entrambe le dosi, ove previste, per la durata del certificato di 12 mesi, o di certificato di guarigione dal Covid con durata di 9 mesi, o, infine, dell’effettuazione di un tampone con esito negativo valido per 48 o 72 ore, a seconda che esso sia antigenico o molecolare.

Per ciò che riguarda i lavoratori parasubordinati, autonomi e professionisti iscritti agli albi, anche essi dovranno munirsi di green pass per poter lavorare al pubblico, con la conseguenza, udite udite, che il cliente potrà chiedere l’esibizione del green pass all’idraulico, al muratore o al meccanico, e l’assistito potrà chiederlo al legale quando si reca presso il suo studio professionale, disposizioni che francamente lasciano senza parole. Oltre al rilievo di criticità costituzionale del decreto legge nel suo complesso legato all’urgenza, come si è visto sopra, la materia e il dettato della normativa, ossia l’estensione del green pass a tutto il mondo del lavoro, fanno sorgere seri dubbi di natura costituzionale proprio per l’assoluta centralità che il lavoro, in ogni sua accezione e declinazione, ha nella nostra Costituzione a partire dalle sue disposizioni fondamentali. Alla faccia dell’articolo 1 della Costituzione il governo Draghi con un semplice decreto legge ha subordinato il diritto al lavoro al possesso di un lasciapassare sanitario, vanificando così e svilendo il principio fondante della Repubblica

ll green pass non può e non deve essere obbligatorio- sostiene anche il Partito Marxista-Leninista in un suo intervento pubblicato sull’ultimo numero de “il bolscevico” (www.pmli.it)  per l’esercizio dei diritti fondamentali, e se ciò vale per la mobilità e l’istruzione, diritti costituzionalmente garantiti, a maggior ragione vale per il lavoro la cui tutela costituzionale, come si è visto, è assolutamente primaria, né è ammissibile che siano introdotte sanzioni di alcun genere nei confronti dei lavoratori che siano restii a vaccinarsi per timore, diffidenza o indecisione, i quali semmai devono persuadersi spontaneamente con una doverosa opera di chiarimento e di persuasione da parte delle istituzioni, soprattutto quelle sanitarie, non certo con la forza, i ricatti, le minacce e le sanzioni. Lo Stato deve semmai farsi carico di fornire tamponi gratuiti ai lavoratori che non si sono ancora vaccinati o che non intendono vaccinarsi per scelta. Il governo del banchiere massone Draghi si vanta di aver finora evitato l’imposizione dell’obbligo vaccinale in Italia, ma lo fa con ipocrisia e sapendo di mentire, perché nei fatti, con l’introduzione del green pass in ogni aspetto della vita sociale, egli ha introdotto un obbligo vaccinale mascherato.

Contro l’oppressione del governo massonico purtroppo, gli  italiani hanno fatto sentire una voce di protesta flebile, a causa dell’accordo con i sindacati e del sostegno dei partiti di sinistra e di destra, uniti in un ennesimo calderone a difesa della propria poltrona. Ma fino al 15 ottobre le iniziative tese a contrastare il decreto chiaramente illegittimo, si stanno moltiplicando. Vedremo presto di cosa si tratterà.

4 Commenti

  1. La guerra è finita? Non è così. Non c’è niente da fare. Continueremo a scontrarci l’uno con l’altro fino alla morte. Se uno di a l’altro dice b. Sarà anche così perché ad ognuno le proprie idee. Ma qui si tratta della vita, di andare avanti senza cadere. Come si fa a non capire? Quindi non possiamo dire tutti la stessa lettera e cercare di andare avanti? Ai tempi di Hitler e Mussolini nessun avrebbe fiatato, tutti in silenzio.

  2. Ma smettiamola una buona volta di fare i fiocchi di neve, andatevi a vaccinare, prima lo fate, prima torneremo ad una vita normale senza mascherine, senza greenpass, senza tamponi…

  3. bravi, non vaccinatevi, cosi’ quando il virus vi portera’ via, verra^’ con voi e cosi’ saremo di nuovo liberi.

    un vaccinato

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