Contro la fuffa di Pascale vince la realtà: balle sulla delega di De Luise

La domanda. Perché Pascale non ha nominato un assessore alle politiche sociali? Perché si dovrà far rappresentare, con delega da Mario Savio e consegnare la quota lacchese dell’ufficio di piano nella gestione di Francesco Del Deo

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Non ci lasceremo prendere in giro più di tanto. Non glielo lasceremo fare perché non siamo tutti invasati grillini o odiatori, ma siamo cittadini consapevoli delle regole, delle istituzioni e dei sistemi che esse regolano.

Per una stupida strategia pseudo-grillina (ad avercelo un Di Battista in salsa lacchese! Ndr) che sollecita l’entusiasmo di chi è pronto a salire sul carro del vincitore, Giacomo Pascale ha ufficializzato una sola delega del suo nuovo governo. E così, mentre la politica continua sotto banco le sue trattative magari per organizzare una nuova sceneggiata in consiglio comunale, sui social arriva la delega al potenziale “assessore” Dante De Luise. Una delle più importanti deleghe dell’amministrazione affidata ad un soggetto che non potrà partecipare alle riunioni del coordinamento dell’ufficio di piano e neanche alle riunioni organizzative.

Una scelta al ribasso che depone male sulla qualità espressa all’organismo di governo del comune di Forio. Ops, non abbiamo sbagliato. In verità, Pascale non ha nominato un assessore perché, in questo modo, non avendo la sua persona all’Ambito, la gestione della politica sociale sarà affidata al rappresentante del comune di Forio. Altrimenti perché mai Mario Savio e Francesco Del Deo investivano in maniera così evidente e larga in quel di Lacco Ameno? Le assunzioni nelle cooperative e gli altri servizi, anche per Lacco Ameno, devono passare per Via Genovino, 2. Altro che Santa Restituta.
Ma il dato che merita di essere portato in evidenza è quanto sia scorretta l’iniziativa del comune, in dissesto, di Lacco Ameno.
Ci sono amministrazioni sull’isola con bilanci in positivo, senza anticipazioni di cassa e liberi di operare come vorrebbero (anche assumere) eppure nessuno ha pensato di voler attivare uno “sportello di ascolto” per la crisi del mondo del lavoro perché? Perché non c’è la possibilità.

A Lacco Ameno, invece, la propaganda e il contentito al gestore del portale di annunci di lavoro serviva una mossa a sorpresa. Un “regalino” al progetto del consigliere comunale e niente di più.
Il mondo del lavoro, ovunque, è gestito dai centri per l’impiego e non certo dai comuni. Non esiste, infatti, una norma che trasforma l’ente locale in un “collocamento”.
Nel frattempo, invece, l’ufficio di Piano dei comuni dell’Isola ha aggiornato il progetto “Sperimentazioni di opportunità nella rete del welfare locale” e, in particolare, l’elenco dei soggetti in situazione di svantaggio sociale (candidature/conferme) aggiornato al 30.09.2020

«Per quanto in premessa – scrive il capo di tutte le politiche sociali dell’isola, Paola Mazzella – che qui si intende integralmente riportato e trascritto: prendere atto delle le candidature/conferme dei soggetti che hanno dichiarato una situazione di svantaggio, pervenute alla data di scadenza e al 30.09.2020, stilati per Comune e condizione di svantaggio sociale; approvare gli “Elenchi dei soggetti in situazione di svantaggio sociale” – candidature/conferme di candidature- alla data di scadenza del 30.09.2020 stilati per Comune e condizione di svantaggio sociale; stabilire che gli Elenchi de quibus vengano pubblicati all’Albo Pretorio del Comune di Ischia per gg. 30 consecutivi e per conoscenza presso i relativi Albi dei Comuni dell’Ambito; darsi atto che il presente atto non comporta impegno di spesa”
Possibile che per Lacco Ameno non valgono le regole di tutta l’isola? No. Per fortuna, però, la verità vince sempre.

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