Contributo da 600 euro: se anche le escort piangono miseria

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L’argomento è di quelli che potrebbe anche far sorridere se non fosse altro che è legato ad un momento di evidente criticità da parte di tutto il paese. L’emergenza Coronavirus sta mettendo in ginocchio l’intera Italia e non soltanto dal punto di vista della sanità, dato che tra l’altro il peggio sembrerebbe essere passato, ma anche in termini economici e sociali.
Il lock down imposto con obbligo di restare a casa ha paralizzato le attività produttive con risultato evidente che, ad oggi, l’economia italiana è completamente ferma. Non si lavora più (salvo rare eccezioni, compreso chi può operare tramite smart working) e, di conseguenza, non si produce.
Una problematica trasversale, che riguarda l’intero paese e che non sembra fare distinzioni tra classi sociali o tipologie di lavoratori. Neanche per quanto riguarda figure particolari, come quella delle escort. Ebbene si, a quanto pare anche queste operatrici, solitamente piuttosto richieste sul mercato, stanno avendo notevoli difficoltà in termini di affari e sono state finanche costrette a rivolgersi a misure di sostegno, come nel caso dei 600 euro previsti dal Governo.

I 600 euro del Governo: anche le escort in fila

Si parla del bonus da 600 euro stanziato dal Governo con il decreto Cura Italia; una misura a sostegno di lavoratori autonomi, partite Iva senza cassa e professionisti iscritti alle casse private (per questi ultimi, previste alcune limitazioni) che abbiano registrato un calo o una cessazione totale della propria attività.
Sono stati milioni gli italiani che si sono messi in fila, virtualmente, sul sito dell’Inps o di altri enti previdenziali, per richiedere tale bonus. Ebbene tra queste persone ci sarebbero anche diverse escort, in modo orientativo si parla del 12% di chi esercita tale attività, secondo alcuni dati che sono filtrati.
La domanda nasce spontanea: come fanno le escort, che come noto non sono figure regolamentate in Italia, a godere di questo beneficio? La risposta è in una parte specifica del decreto di cui sopra, quella che ha esteso il beneficio anche ai lavoratori italiani in nero. Tutti coloro che operano senza avere un regolare contratto nei settori più disparati dell’economia.

Perché le escort possono prendere il bonus?

Ecco allora che in questa categoria rientrerebbero anche le escort, visto che non essendo figure regolamentate non hanno alcun inquadramento e, di conseguenza, sono alla stregua di lavoratori in nero. Un discorso che ad alcuni ha causato evidenti mal di pancia ma che si basa anche su una contingenza evidente ed innegabile: in queste settimane di lock down anche le escort hanno visto azzerato l’introito, sul sito di riferimento Moscarossa.biz

Moscarossa.biz gli annunci di Escort sono quasi spariti.
Che poi sia giusto o meno dare un contributo a queste figure, è un altro discorso e ciascuno ha la propria idea. Quello che certo è che così come è stata partorita la norma, le escort avrebbero pieno diritto a richiedere il bonus in quanto perfettamente accostabili ad ordinati lavoratori in nero. Un ‘vizio di forma’ nato per tutelare i tanti lavoratori senza contratto presenti in Italia in molteplici comparti e che ha finito con il portare ad una situazione per certi versi grottesca, in grado di innescare molte polemiche.

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