Conte bis ok . Di Maio ko

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Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte (D), con il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico e vicepremier Luigi Di Maio (S) durante il dibattito alla Camera sul voto di fiducia al nuovo Governo, Roma, 06 giugno 2018. ANSA/ETTORE FERRARI

Anna Fermo | Due giorni di consultazioni per confermare quanto avevamo già previsto: il governo giallo-rosso è quasi cosa fatta. La quadra? Raggiunta solo sul nome di Giuseppe Conte Premier, al di là delle iniziali chiacchiere di Zingaretti: discontinuità, uomini nuovi, bla bla bla, bla bla bla! La staffetta è fatta! Caro Zingaretti, prepara anche quella per restituire il PD a Renzi!

Convocato per stamattina dal Presidente della Repubblica, il premier uscente Giuseppe Conte dovrebbe in queste ore e qualche giorno riuscire a comporre il nuovo Consiglio dei Ministri senza alcun ostacolo. Non crediamo affatto, non a caso, che tra M5S e PD alla fine non si riesca a mantenere l’accordo ultimo raggiunto. I numeri ci sono tutti e sarebbe una follia, l’ennesima, cui chiaramente vorremmo evitare di assistere. Per cui, giacchè “il mostro è stato partorito”, adesso, che si faccia in modo da farlo sopravvivere, almeno per scongiurare l’aumento dell’IVA e qualche altro disastro targato 5 stelle. Il PD, ne siamo certi, con il suo andamento lento e vetusto, riuscirà di sicuro a rivelarsi spina nel fianco dei pentastellati.

Confidiamo dunque che pur di restare a galla senza incorrere, nell’immediato, nel rischio elezioni, la quadra riesca a raggiungerla presto anche Conte sulla composizione del suo nuovo Esecutivo!

8 ministri al M5S ed 8 ministri al PD con buona pace di Di Maio (dategli la Difesa! Mandatelo a controllare i confini! Confinatelo!), ahimè per lui, reale sconfitto di questa crisi agostana. Si, perché al di là di un Salvini Kamikaze, in realtà il suicidio politico lo ha consumato tutto, proprio ieri, Luigi di Maio, non solo rispetto al suo ruolo al Governo, ma soprattutto di Leader del suo Partito.

C’è chi gli consiglia di evitare la piattaforma Rousseau per non ricevere ulteriori schiaffoni e chi, come Grillo, le sta tentando tutte per salvarlo, eppure, la discesa ripida ed in picchiata di Giggino è ormai irreversibile. Meno male che Conte c’è!
D’altro canto, non è solo una questione di percentuali, con un M5S che guidato da Di Maio è passato in poco meno di un anno dal 34% al 15% dei consensi, ma di strategie ed azioni messe in campo negli ultimi mesi dal M5S sotto la sua guida. Possiamo seriamente asserire che proprio in questi mesi non ne ha azzeccata una. In pratica ha rispettato la sua teoria dello Zero! Anzi possiamo confermare lo Zero+Zero.
Tuttavia, a Luigi Di Maio ed al M5S, paradossalmente, dobbiamo riconoscergli un merito: quello di essere riusciti, non volendo, ad imporre sulla scena politica italiana proprio Giuseppe Conte, l’avvocato che fino a ieri faceva da portavoce a Salvini ed appunto allo stesso Di Maio e che, senza difficoltà, è riuscito a liberarsi di entrambi, rispettivamente con una strigliata ed una pacca sulla spalla.

La cultura e lo studio pagano! L’ho sempre detto e ne resto convinta! Tanto di cappello all’ “avvocato del popolo”, non a caso docente universitario! Anche per noi, da oggi, “O’ Professor”!
Quel che avverrà nei prossimi giorni senza dubbio lo vedrà più che impegnato e dunque nuovamente al centro della scena politica italiana, a dettarne i tempi e le modalità con le quali quella che sarà la nuova maggioranza di governo verrà a definirsi, complice un Renzi che soppianterà in men che non si dica Zingaretti alla guida del PD. Non è un caso se dal primo momento proprio l’ex rottamatore auspicava l’accordo con il Movimento! La sua maggioranza PD, lo sappiamo, se non è nel partito è proprio alle Camere! Si sa che il “Potere logora chi non cel l’ha!” e questo vale anche per Zingaretti!

“Discontinuità, non una staffetta, l’inizio di una nuova stagione, civile, sociale e politica, una nuova sfida! Intendiamo mettere fine alla stagione dell’odio!”. Nascerebbe su questi auspici del Segretario PD Zingaretti, il nuovo “Mostro” che guiderà l’Italia insieme al M5S. Dal canto suo, Di Maio, non sapendo chi ringraziare, ringrazia Tramp per la fiducia accordata!
Che banalità! Che frasi fatte abusate! Che cosa ridicola cercare il consenso degli Italiani dicendo che anche Tramp vuole questo governo, questo Conte Bis!
Temo che Zingaretti e Di Maio abbiano deciso di salutarci mano nella mano! Noi ce lo auguriamo, così come ci auguriamo una nuova stagione per l’Italia, che sia davvero di svolta, senza escludere che possa rivelarsi anche di preparazione per nuove elezioni.
Il Centro-Destra? Togliendo Salvini che purtroppo è andato davvero troppo oltre, esagerando, solo nel linguaggio di Berlusconi quanto della Meloni, non ho potuto non riscontrare l’unico e solo elemento di modernità del nostro contesto politico attuale.
Per chi rientra al Governo, come è stato detto, “per la finestra”, come il PD attuale, vetusto in pensieri e parole, insieme ad un M5S sempre più marginale in scale di valori e consensi, alla porta, ma solo temporaneamente, restano FI, LEGA e Fratelli d’Italia, già nuovi in idee, strategie e soluzioni oltre che in pensieri e parole!

Stamattina assisteremo ad un Mattarella deciso, con un rinnovato mandato a Conte, a dare una nuova chance all’Italia? Certo che sì! D’altra parte, a questo punto, al di là delle chiacchiere e delle opinioni, resta pur sempre, e comunque, tutto, solo una questione di numeri!
Rammentiamolo: la XVIII legislatura della Repubblica Italiana, questa legislatura appunto, è stata condizionata dalla Legge elettorale Rosatellum. Una legge elettorale infelice! Dalle urne, lo scorso 4 marzo 2018, è uscito un paese diviso in tre: Centro-destra, Cinque Stelle e Centrosinistra. Senza maggioranza, i partiti hanno tentato delle possibili alleanze culminate con l’accordo di un governo gialloverde (M5S e Lega), durato solo 14 mesi. Ora che quell’esperienza è terminata, la Costituzione ha imposto al Capo dello Stato una nuova verifica di un’eventuale maggioranza in Parlamento. E’ ciò che è avvenuto e sta avvenendo in questi giorni, oppure il voto. Ecco che determinare la maggioranza in Parlamento resta per l’appunto un puro calcolo matematico.

Programmi, ministri e premier, checché Zingaretti e Di Maio abbiano sbraitato, sono solo secondi. Dalle elezioni del 4 marzo 2018 i pentastellati sono risultati il partito più votato, mentre il centrodestra unito, seppur vincitore delle elezioni in coalizione, non ha ottenuto la maggioranza né al Senato (137 senatori) né alla Camera (265 deputati). Segue il Partito Democratico. (Al Senato: maggioranza assoluta 161 scranni – Centrodestra: 137 senatori – Movimento 5 Stelle: 112 – Centrosinistra: 60; alla Camera: maggioranza assoluta 316 scranni – Centrodestra: 265 deputati – Movimento 5 Stelle: 227 – Centrosinistra: 122.) Basta rifare i conti per comprendere che la quadra M5S e PD c’è, sul nome di Giuseppe Conte quanto in termini numerici con una maggioranza parlamentare certa. Conte bis OK! Di Maio KO! Elezioni? Solo rinviate!

1 commento

  1. sinceramente ho riletto 4 volte questo articolo, ma evidentemente sono cosi’ ignorante da non capirci un tubo. cerco di ricapitolare, di maio, un deficiente che ha portato i 5s al 15%, ma che guidava il partito quando sono arrivati al 33%. di maio un deficiente perche’ surclassato da conte , che lui stesso ha imposto per ben 2 volte, di maio un deficiente ko, nonostante x ben 2 volte tratti prima con la lega, ed ora con il pd x formare 2 governi, mi vorra’ scusare l’articolista se proprio non ci arrivo, saluti

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