Contagio e contagiati: il pericolo sono i contatti sociali, non gli episodi!

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Da giorni, come una continua ninnananna (perché fa addormentare chi la ascolta), mi sento dire che la “chiesa” sia il motivo del contagio. Che una determinata celebrazione o un’altra sia stato il motivo dello scandalo. Lo start del contagio.
Fino ad ora, in verità, non abbiamo nessun dato che lo certifica tranne che le paturnie di chi non sa come affrontare la giornata e pensa a scrivere qualcosa sui gruppi whatsapp.
Questo, quell’altro, quello, la cerimonia di tizio o la cerimonia di caio. Nel frattempo, però, stando a quanto ci siamo detti fino a ieri e, soprattutto alle norme e ai divieti della Presidenza del Consiglio dei Ministri, sono trascorsi i 14 giorni della possibile quarantena dall’ultimo evento (lecito o non lecito che sia, questa è una cosa che abbiamo già criticato ampiamente!) per tutti.

Una riflessione, questa, che dovrebbe gettare giù un primo muro. Nessuna cerimonia o tale, ha potuto influire su quello che è il dato isolano.
Le congetture sono tutte possibili, ma il calendario non si può smentire. Se poi, in questo periodo, vogliamo considerare che qualcuno ha nascosto qualche sintomo o si è rinchiuso in casa senza dire di aver qualche linea di febbre, beh, allora, ci troviamo ad affrontare un’altra categoria di eventi.
Però, siccome mi arrivano ancora ricostruzioni seicentesche, del tipo da lì è partito tutto, quello è stato il momento, quelli sono gli untori, proviamo a rispondere a tutti gli amici.
Il vero pericolo di questo virus, come tutti gli altri (per questo si seguono le precauzioni dettata dalla scienza e studiate con il metodo scientifico) sono i rapporti sociali delle persone.

Ad Ischgl, non ho sbagliato, un borgo di 1500 abitanti della regione dell’Austria noto come il paradiso del dopo-sci, ad esempio è stata la voglia di sci. Atalanta-Valencia, per molti, è la partita zero per spiegare il caso Bergamo: «San Siro possibile luogo di esplosione del contagio».
Così, ad Ischia, per molti, sarebbe stato la celebrazione per San Giovan Giuseppe della Croce ad Ischia Ponte o qualche altro evento religioso.
Credo, invece, che dobbiamo iniziare ad essere meno seicenteschi, meno attenti all’identificazione di tizio, di caio e del momento storico e iniziare, invece, a valutare il fenomeno del contatto sociale. E’ questo il vero punto dal quale partire. I contatti sociali che ognuno di noi ha avuto e che i limiti imposti, male e tardi dal governo, e suggeriti dalla comunità scientifica ci hanno “spezzato”. E’ questo il messaggio alla base di quel famoso “io resto a casa” che sentiamo. Non potendo dire “spezza i contatti sociali” si è iniziato a dire “resta a casa”.

E allora, soprattutto per riconquistare posizioni di civiltà, modernità e dignità, smettiamola con la ricerca del “punto” zero. Smettiamola perché, oltre ad imbruttirci come comunità, ci sfilaccia ancora di più e ci lascia a brandelli.
Per quelli che hanno paura, per quelli che vogliono una causa e un colpevole a tutti i costi visto che oggi le scie chimiche non ci sono più, vogliamo tutti i vaccini, le banche sono le banche e l’Europa è l’Europa, iniziamo a ragionare sui contatti sociali e non sul caso sociale.
Regaliamoci questo passo avanti, questo next step nell’affrontare questa epidemia così da essere meno suggestionati, meno impressionati dal prossimo audio scemo che ci arriva sul gruppo e dalla voce che inizia, quasi sempre, “mi ha detto un amico che conosce un amico”.

10 Commenti

  1. Salve Direttore, ci potrebbe gentilmente spiegare perche quando uno o piu sindaci della sicilia bloccani I porti per pauri che I loro cocittadini vengano infetti, vengano chiamati e descritti come eroi scheriffi e santi? E’ quando lo fanno I nostril sindaci del isola vengano chiamati coglioni, ignoranti e str… tanto per citare quelli piu gentili

  2. E a citara continuano ad arrivare camion con materiali edili per gli intoccabili!Ma che controllo è!E questi non sono…portatori(oltre che di abusivismo)di malattia?

  3. Egregia Redazione Web … possiamo guardare tutti i calendari esistenti, nessuno ci potrà garantire che chi abbia partecipato a qualsiasi evento (tra l’altro li ha pure citati) sia stato esentato dal contagio … come è stato più volte detto dalla comunità scientifica (non dai soli sprovveduti) il contagio può derivare dagli asintomatici oppure da coloro che hanno sintomi non vengono riconosciuti come tipici dell’attuale virus … è pregato quindi di non mettersi sul piedistallo e dire “leggi il calendario” … anche perché andando a ricostruire la rete dei contatti sociali si ritorna sempre allo stesso punto …

      • ma l’evento cmq può essere lo stesso per tutti … per questo ricercano nella rete sociale i contatti diretti (calendario) ed indiretti (post calendario) … l’evento, in sé, diventa il focolaio

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