Concessioni demaniali la preoccupazione dei lidi isolani

1

Leo Pugliese | La Commissione europea ha inviato GIORNI FA all’Italia una lettera di messa in mora relativa al rinnovo automatico delle concessioni balneari.

Lo ha reso noto un comunicato stampa della stessa Commissione Ue. Il nostro paese ora ha due mesi di tempo per rispondere alle argomentazioni sollevate dall’Europa, dopodiché Bruxelles potrà passare alla seconda tappa della procedura d’infrazione, inviando un parere motivato ed eventualmente comminando all’Italia una sanzione pecuniari.
Nella lettera di messa in mora, la Commissione Ue chiede all’Italia di «garantire trasparenza e parità di trattamento» nell’assegnazione delle concessioni demaniali marittime. Nello specifico, Bruxelles ritiene che la normativa italiana in materia «sia incompatibile con il diritto dell’Ue e crei incertezza giuridica per i servizi turistici balneari, scoraggi gli investimenti in un settore fondamentale per l’economia italiana e già duramente colpito dalla pandemia di coronavirus, causando nel contempo una perdita di reddito potenzialmente significativa per le autorità locali italiane».
La norma italiana a cui la Commissione Ue fa riferimento è la 145/2018, che ha disposto l’estensione delle concessioni balneari fino al 31 dicembre 2033. Tale legge, secondo l’Europa, sarebbe in contrasto con la direttiva 2006/123/CE detta “Bolkestein” sulla liberalizzazione dei servizi, nonché con la sentenza della Corte di giustizia europea “Promoimpresa” del 14 luglio 2016, che aveva dichiarato illegittime le proroghe automatiche e generalizzate sulle concessioni balneari.
La sentenza “Promoimpresa” riguardava la proroga al 2020 disposta dal governo Monti, ma in seguito, nel 2018 il primo governo Conte aveva stabilito una nuova estensione fino al 2033, giustificandola non come una proroga automatica bensì come un “periodo transitorio” necessario ad attuare una riforma organica del settore, che l’allora ministro del turismo Gian Marco Centinaio stava concordando con Bruxelles. Tuttavia il primo governo Conte è caduto e l’attuale esecutivo Pd-5Stelle non ha mai portato a compimento il lavoro. Di qui la decisione della Commissione europea di comminare una procedura di infrazione all’Italia. Fonte: MondoBalneare.com
Secondo quanto afferma la lettera di messa in mora, «gli Stati membri sono tenuti a garantire che le autorizzazioni, il cui numero è limitato per via della scarsità delle risorse naturali (per esempio le spiagge), siano rilasciate per un periodo limitato e mediante una procedura di selezione aperta, pubblica e basata su criteri non discriminatori, trasparenti e oggettivi. L’obiettivo è fornire a tutti i prestatori di servizi interessati – attuali e futuri – la possibilità di competere per l’accesso a tali risorse limitate, di promuovere l’innovazione e la concorrenza leale e offrire vantaggi ai consumatori e alle imprese, proteggendo nel contempo i cittadini dal rischio di monopolizzazione di tali risorse».
«L’Italia non ha attuato la sentenza della Corte di giustizia europea», sottolinea infine Bruxelles. «Inoltre da allora ha prorogato ulteriormente le autorizzazioni vigenti fino alla fine del 2033 e ha vietato alle autorità locali di avviare o proseguire procedimenti pubblici di selezione per l’assegnazione di concessioni, che altrimenti sarebbero scadute, violando il diritto dell’Unione».
L’Italia aveva subìto una procedura di infrazione europea sulle concessioni balneari già nel 2009, quando era in vigore il regime di “rinnovo automatico” ogni sei anni al medesimo soggetto. Nel 2010 il rinnovo automatico fu abrogato dall’ultimo governo Berlusconi, portando la Commissione Ue a chiudere la procedura di infrazione, e da allora l’Italia è andata avanti con diverse proroghe (prima al 2015, poi al 2020 e infine al 2033), ma senza mai attuare la necessaria riforma complessiva sul demanio marittimo, che possa conciliare il diritto europeo con le aspettative degli attuali concessionari e con le esigenze di un comparto turistico unico al mondo. Ora, con la nuova lettera di messa in mora, il governo non potrà più permettersi ritardi nell’approvazione della necessaria riforma.
Dobbiamo ricordare che dietro ogni stabilimento balneare ci sono generazioni di italiani che sono riusciti a costruire un modello organizzato e, nel contempo, famigliare che tanto piace ai milioni di turisti balneari che vengono a trovarci ogni anno. Fare turismo balneare non è solo strutture e servizi; è anche conoscenza profonda dei bisogni dei turisti, è anche l’intuizione, la qualità del rapporto umano che lega i nostri operatori a tutti i turisti che ci vengono a trovarci. Dietro ogni gestore c’è una storia di famiglia, di un secolo e mezzo di turismo personalizzato, di cultura dell’accoglienza, di investimenti fatti da persone che hanno avuto negli anni un rapporto affettivo con gli stabilimenti balneari in gestione.
In merito al rinnovo delle concessioni demaniali marittime Casartigiani Procida, in una nota del presidente Maurizio Frantellizzi indirizzata al Sindaco Dino Ambrosino, scrive: “Egr. Sig. Sindaco, con la presente siamo a richiederle che il comune di Procida, alla stregua dei comuni limitrofi, provveda al rinnovo, con la massime sollecitudine ed urgenza, delle Concessioni Demaniali ricadenti nel comune di Procida, cosi come previsto dalle attuali normative, fino al 31/12/ 2033.
Il mancato rinnovo delle stesse determinerebbe non solo una disparità di trattamento degli operatori locali rispetto ai colleghi dell’arcipelago campano o del Comune di Sorrento, così come creerebbe un notevole danno economico stante l’incertezza e la mancanza d’investimenti con conseguente ricaduta negativa sull’occupazione. In attesa di un rapido riscontro si coglie l’occasione per porgere distinti saluti”.

1 commento

  1. No alla Legge Bolkestein! I lidi che abbiamo occupato e costruito con tanta forza abusiva e l’aiuto dei nostri parenti eletti da noi non può essere cambiato con una legge Europea!

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui