mercoledì, Maggio 12, 2021

Concessioni demaniali, Caruso sceglie la strada della prudenza

Serrara Fontana. Miniproroga fino al 3 maggio

In primo piano

Il contrasto tra la legge italiana del 2018, che prevedeva la proroga fino al 2033, e le direttive Ue che impongono una procedura di gara, esporrebbe il Comune a contenziosi amministrativi e denunce penali. Altrove hanno scatenato una guerra. Invece la Giunta serrarese si allinea a quanto deciso dalla Regione per la concessione del porto di Sant’Angelo. Un termine comunque suscettibile di modifiche per il prolungamento dello stato di emergenza

L’Amministrazione comunale di Serrara Fontana ha deciso una gestione prudente delle concessioni demaniali marittime, a fronte della contraddittorietà delle normative nazionale ed europea e delle dure contrapposizioni che stanno caratterizzando questa materia in altri comuni. Caruso, in parole povere, non vuole ritrovarsi invischiato in una guerra del demanio.

Il nodo è rappresentato dalla proroga o rinnovo delle concessioni, tutte prorogate in base alla precedente normativa fino al 30 dicembre 2020. Attualmente, dunque rilasciate dal Comune di Serrara Fontana 13 concessioni demaniali marittime per attività turistico-ricreative.

Il problema nasce dalla legge approvata nel 2018, che di fatto prorogava le concessioni per 15 anni. All’indomani di tale decisione del legislatore, ovviamente erano pervenute al Comune 13 domande di proroga per tale periodo, che prevede in teoria la scadenza al 31 dicembre 2033. Ma come purtroppo spesso accade, questa legge italiana è in contrasto con il diritto comunitario, in particolare con la famosa direttiva Bolkestein, che già nel 2006 affermava che «il rilascio di autorizzazioni, qualora il loro numero sia limitato per via della scarsità delle risorse naturali, deve essere soggetto a procedura di gara tra i candidati potenziali che deve presentare tutte le garanzie di imparzialità e di trasparenza, in particolare un’adeguata pubblicità».

Dunque se già l’Italia aveva deciso una proroga fino a fine 2020, quella al 2033 può esporre a contenziosi giudiziari e pesanti conseguenze. In questo la Giunta presieduta da Caruso nella delibera evidenza che pur in presenza di quello che appare un atto legislativo del governo italiano sul demanio marittimo che è di proprietà dello Stato e dunque il Comune ne è solo gestore, è tuttavia consigliabile andare… con i piedi di piombo. E’ dunque vero che gli uffici comunali hanno l’obbligo di applicare la legge, ma di fronte ad una palese contraddizione di norme, tutto è sospeso. Come sono ancora in corso di istruttoria le 13 istanze di proroga presentate, che oltretutto avrebbero necessitato di una rideterminazione del canone. E qui la delibera contiene un passaggio assai significativo che richiama la famosa guerra del demanio scoppiata in altri comuni: «per le motivazioni di cui in precedenza e anche perché in attesa di chiarimenti normativi, a fronte delle diverse perplessità e polemiche verificatesi sin qui in vari comuni suscitate dalla applicazione della disposizione normativa statale (legge n. 145/18) che sposta la scadenza delle c.d.m. al 31 dicembre 2033, in palese contrasto con l’indirizzo dettato da inequivocabili pronunce della Corte di Giustizia Europea, che hanno rilevato l’incompatibilità della proroga automatica sia con il principio della libertà di stabilimento sia con la Direttiva Bolkestein sui servizi nel mercato interno dell’Unione Europea».

PROVVEDIMENTO ILLEGITTIMO

Tra l’altro tra le concessioni in scadenza lo scorso 31 dicembre vi è anche quella rilasciata dalla Regione Campania al Comune per il porto turistico di Sant’Angelo. Ebbene, in proposito la stessa Regione proprio a dicembre si è espressa con altrettanta cautela, optando per una mini-proroga collegata alle misure adottate per la pandemia. Prendendo atto che le concessioni vigenti alla data della famosa legge del 2018 «conservano la loro validità per i novanta giorni successivi alla dichiarazione della cessazione dello stato di emergenza da Covid-19 e, pertanto, ad oggi, fino al 3 maggio 2021 sulla base di varie motivazioni tra cui l’avvio della procedura formale di infrazione da parte della Commissione europea in data 3.12.2020 che impone necessariamente allo Stato Italiano l’adozione di un intervento sulla normativa vigente e una revisione della disciplina dell’intera materia delle concessioni demaniali marittime».

La data del 3 maggio fa riferimento a una cessazione dello stato di emergenza il 31 gennaio, ma è palese che la proroga dello stesso potrebbe portare anche a una ulteriore mini-proroga delle concessioni. Ad ogni modo la delibera fissa al momento questa data.

Una scelta ritenuta prudenziale alla luce delle motivazioni espresse dalla Regione e delle pronunce delle autorità amministrative e giudiziarie competenti, «che evidenzia come, oggi, un eventuale provvedimento comunale di proroga/rinnovo ex legge n. 145/2018 risulterebbe illegittimo, esponendosi al sindacato di legittimità del Giudice Amministrativo in quanto palesemente contrastante con le disposizioni del diritto eurounitario direttamente operanti nell’ordinamento interno e prevalenti rispetto alla legge nazionale nonché all’attenzione del giudice penale».

Dunque, analogamente a quanto fatto dalla Regione per la concessione di cui è titolare il Comune, al momento la validità delle concessioni resta fissata al 3 maggio. In attesa di ulteriori decisioni del governo legate alla pandemia e che si provveda a sciogliere poi il nodo principale di una legge nazionale in contrasto con le direttive Ue.

Una decisione, ribadisce la delibera, adottata in maniera tale da «agire sulla base di procedimenti improntati a regole chiare, certe ed uniformi» e nel rispetto dei principi di imparzialità, trasparenza e pubblicità.

Ovviamente, prima della scadenza del 3 maggio saranno forniti ulteriori indirizzi operativi al responsabile del Servizio Demanio, che deve dare attuazione a quanto deliberato.

A differenza di altri amministratori, dunque Caruso adotta la soluzione più equa e prudente.

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