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Concerto a Forio ok. Sant’Anna ko. I falli di reazione degli organizzatori

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Gaetano Di Meglio | Al netto della polemica che abbiamo fatto in altra parte del giornale, la riflessione del day after Sant’Anna è quella sulla sicurezza. Con uno scarica barile istituzionale, Ronga scarica su Di Vaia, Di Vaia scarica su Enzo Ferrandino e, alla fine, nessuno conosce il nome del responsabile della sicurezza di Sant’Anna.Chi avrebbe dovuto prevedere un accesso diverso da quello solito?

Non lo sappiamo. Sappiamo, però, che Ronga doveva preoccuparsi di scritturare il presentatore, di contrattualizzare l’Orchestra Scarlatti, prevedere un palco dove non ci fosse un dietro le quinte, avere dei fuochi più alti, invitare i ragazzi delle scuole di Ischia e avere una serata più breve. Chi doveva, invece, organizzare la festa di Sant’Anna come tutti gli altri eventi che si fanno in tempo di covid?Proviamo a vedere le differenze, una alla volta e, piano piano, mostrare perché l’organizzazione di Sant’Anna ha fallito. Certo, c’è sempre uno Schettino che scende per primo dalla plancia di comando, ma questa è una questione di uomini. Nessun “direttore” avrebbe detto non mi toccava. Ma va bene così.

L’Ischia è tornata a giocare con il pubblico al Mazzella. La “festa” del Vescovo a Ischia Ponte si è celebrata. Tutte le serate del Global si sono svolte. Le serate e i premi a Villa Arbusto si sono svolte alla grande. Tutte le altre serate organizzate si sono sempre svolte. Il concerto di Gigi D’Alessio si è svolto.La Festa di Sant’Anna no. Ma vediamo perché.

L’Ischia è tornata a giocare con il pubblico al Mazzella. Bisognava prenotarsi presso i tifosi. La “festa” del Vescovo a Ischia Ponte si è celebrata. Bisognava accreditarsi presso la curia. Tutte le serate del Global si sono svolte. Dovevi essere invitato. Le serate e i premi a Villa Arbusto si sono svolte alla grande. Dovevi essere invitato. Il concerto di Gigi D’Alessio si è svolto. Dovevi aver comprato il biglietto.Per Sant’Anna, come ho detto senza fare tutti questi paragoni, no. Non era stato previsto niente di tutto questo tranne che l’esibizione del green pass. Poca roba. Protocollo poco serio che è crollato sotto i primi tentativi dell’ASL e che De Luca ha demolito in diretta social.

Il resto è storia nota. Dopo l’edizione 2014, l’edizione 2020. Dopo il disastro di sei anni fa con un “mare” polemiche, la festa annullata 3 giorni prima della sua celebrazione.Ormai le prove del fallimento sono tutte sul tavolo e non c’è bisogno neanche delle didascalie. E’ tutto, oltre modo, chiarissimo. Ma oltre l’evidenza eccoci ai falli di reazione.Ronga minaccia di raccontare non so cosa contro di me: “Chiarito questo, ma solo perché da uomo di teatro, sono stato educato ad avere rispetto del pubblico, le critiche sono bene accette, gli insulti no, quelli sono rimandati al mittente ( magari anche migliorandoli nella forma). Poi se vogliamo divertirci con qualche rewind, facciamolo pure. Come molti cancerini ho una memoria buona ma selettiva: ricordo solo le cose stupide, quindi sarebbe un divertimento assicurato!”. Un tremore immenso mi blocca i polpastrelli…

Ma andiamo avanti perché c’è chi ha maggiore interesse e valore.Il primo è Luca Montagna. Il presidente del consiglio comunale mancato e il primo degli eletti, subito dopo l’annuncio dell’annullamento dell’evento si scaglia contro la Polizia. Commentando e condividendo uno tanti post di Marco Albanelli circa il mancato intervento delle autorità in Piazzetta dei Pini, il consigliere comunale di Ischia non ha dubbi: “E la Polizia dove sta? Avevano occhi solo per la Festa di Sant’Anna?”
Un riferimento chiaro alla decisione condivisa dal commissariato di Ischia concorde con l’ASL di bloccare la realizzazione della Festa del 26 luglio. Grave che un consigliere comunale non dia risposte ad un cittadino che è stalkerizzato da ogni tipo di rumore e e usa la sua lamentela (diretta verso l’ente comunale) per creare animosità contro la Polizia.
L’altro fallo di reazione, dopo Ronga e Montagna è quello di Luigi Di Vaia. Il vicesindaco di Ischia, che stando allo scaricabarile del direttore artistico, dovrebbe essere il responsabile di chi non ha organizzato un protocollo di accesso più selettivo come tutti gli altri eventi dell’era covid, scarica la colpa sul Sindaco.In un post di ringraziamento, mentre tutti sono bravi, belli, buoni e volenterosi si legge che il sindaco di Ischia sia l’unico ad aver operato male.

“Grazie a Enzo Ferrandino che ha speso ogni energia possibile, quale capo di n’amministrazione che ha saputo, nel bene e nel male, assumersi le proprie responsabilità”.
Qual è la parte del “male”. Quale parte di colpa Di Vaia imputa ad Enzo Ferrandino? Solo il sindaco ha fatto “male”? Strano.E veniamo, forse, alla fine.Possibile che nessuno debba fare autocritica.

Nessuno ha la necessità di chiedere scusa ai tanti ospiti che ci hanno raggiunto per la festa?
A tutti gli operatori che si erano organizzati per la festa, iniziato a fare ordini, investito danari e organizzato turni di lavoro e di vita? Nessuno deve chiedere scusa per non aver saputo organizzare l’evento dell’anno nell’anno del Covid?
E’ questo, forse, l’aspetto più grave di tutti. Facciamo così, non è colpa di Salvatore Ronga. Ronga è bravo, bello e buono. Ma uno che ha sbagliato c’è?

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