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Con lo chef Francesco Agnese un po’ di Ischia a Casa Sanremo

Intervista. Dietro le quinte del festival a “L’Italia in vetrina”. E’ partito dall’isola a 18 anni con tanti sogni e oggi la sua carriera segna una tappa importante. «Ma non c'è una ricetta per il successo. E’ un qualcosa che devi avere nel sangue e devi avere tanta passione, tanta dedizione al lavoro»

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Dietro le quinte del Festival di Sanremo, giunto alla 72esima edizione, ci sarà anche quest’anno un po’ di Ischia. Un po’ di Ischia che passa attraverso l’eccellenza irpina della brigata di cucina del ristorante “Il Mulino della Signora” con il suo resident chef made in Ischia, Francesco Agnese.

La kermesse collaterale al Festival, organizzata dal Gruppo Eventi e che accoglie da 15 anni cantanti in gara, giornalisti, addetti ai lavori per promuove le serate sanremesi, ma soprattutto le bellezze e le ricchezze del nostro Paese ha un gusto tutto campano. Il nostro Francesco Agnese, scelto da Gianfranco Testa, titolare della country house, sarà il responsabile del Roof di Casa Sanremo, lo studio principale dei cooking show L’Italia in Vetrina, format televisivo con collegamenti da tutte le regioni per raccontare le eccellenze gastronomiche nazionali.

Il taglio del nastro di Casa Sanremo si è tenuto domenica 30 gennaio al Palafiori con Vincenzo Russolillo, presidente del Consorzio Gruppo Eventi, il direttore artistico e conduttore del Festival, Amadeus, e il sindaco di Sanremo, Alberto Biancheri.

– Francesco, come si arriva a Casa Sanremo?

«Siamo qui a Casa Sanremo insieme al gruppo del ristorante “Il Mulino della Signora” che è la country house dove lavoro. E’ una sfida per tutti noi e ringrazio il dottor Gianfranco Testa per la fiducia che mi ha accordato. Una sfida, dicevo che ci è permessa anche grazie alla collaborazione con il Consorzio Gruppo Eventi e il suo patron Vincenzo Russolillo».

– Casa Sanremo è anche un tour de force al massimo livello. Cosa si prova a viverla?

«E’ una bellissima esperienza resa meravigliosa anche dalla possibilità che ti offre di conoscere tante persone, non solo del nostro settore, ma del mondo dello spettacolo, i cantanti e i tanti che fanno di Casa Sanremo la loro meta. E’ una bella atmosfera, una grande organizzazione. Davvero un colosso. Oltre a Casa Sanremo che si trova all’interno del Palafiori, poi c’è tutta l’organizzazione esterna dove, comunque, ogni giorno sei a contatto con addetti ai lavori, addetti stampa e tutto il giro di professionisti che orbita nell’ambito del Festival».

– Cosa preparate? Qual è il menu? Quali sono le richieste che vi fanno?

«Abbiamo un menu che ogni giorno è ispirato ad una regione diversa. Io ho la fortuna di essere il rappresentante della Regione Campania, ma sono stato rappresentante della Regione Liguria e ci sarà una terza regione in settimana».

– Sei partito da Ischia con il sogno di una grande cucina e questa è sicuramente una bella tappa e un obiettivo importante.

«Sicuramente una bellissima tappa. Quando sono andato via da Ischia a 18 anni sognavo molto. C’è questo episodio che ricordo, molto divertente. Ho ancora un buon rapporto con lo chef Nino Di Costanzo e un giorno mi chiese di effettuare delle preparazioni perché dovevo fare lo chef per un locale di Ischia… poi arrivò la chiamata da un grande chef francese e allora, presi l’aereo per Parigi. E’ lì che è iniziata la mia carriera».

– E’ un discorso che poi, magari, si collega ad altri discorsi ischitani. Qual è la ricetta segreta del successo. E, soprattutto, c’è?

«Non c’è una ricetta. E’ un qualcosa che devi avere nel sangue e devi avere tanta passione, tanta dedizione al lavoro perché, sicuramente, c’è tanto lavoro da fare. Ci sono tante ore da stare in cucina. Quindi lavoro, ma soprattutto ancor prima del lavoro, lo studio che è fondamentale. E’ qualcosa di importantissimo che riguarda le scuole, e in particolare le scuole alberghiere. Parte tutto da lì. In questa carriera è importante essere precisi, essere professionali al 100%, avere un’etica. E’ importante sia questo sia guardare ai grandi maestri, perché c’è tanto da imparare e da prendere spunto. A poter lavorare con loro si diventa grandi. Lavorando con i grandi si diventa grandi».

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