Comune Unico Isola d’Ischia, ecco la proposta di legge

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Mariagrazia Di Scala: «Solo unita l’isola può crescere»

Salvatore Mattera | Si torna a parlare concretamente dell’istituzione del Comune Unico Isola d’Ischia con la proposta di legge regionale ad iniziativa del consigliere isolano di Forza Italia Maria Grazia Di Scala e dei consiglieri Flora Beneduce, Armando Cesaro, Paolino Monica, Ermanno Russo e Giampiero Zinzi.
La proposta di legge è stata presentata al presidente della Giunta Vincenzo De Luca, alla I Commissione, al Consiglio regionale, all’assessore delegato ai rapporti con il Consiglio e al Settore Legislativo, Studi e Ricerche della Regione, per la discussione ed eventuale approvazione.
Nella sua relazione, Maria Grazia Di Scala spiega i motivi per i quali ha inteso riproporre una iniziativa che ovviamente dovrà, anche in caso di approvazione, essere sottoposta al vaglio del referendum popolare consultivo. Ad iniziare dagli elementi di unitarietà del territorio e della società isolana: «L’isola d’Ischia è con grande evidenza un sistema unitario sotto l’aspetto naturale e storico, sociale e culturale, e oltre ogni evidenza sotto quello economico dove il prodotto turistico, il suo bene primario, è costituito dall’isola nella sua integralità, di risorse, organizzazione e immagine. Con una popolazione di oltre 60.000 residenti su una superficie di 46,33 kmq, l’isola è uno dei maggiori poli turistici e termali in ambito nazionale e internazionale.
Negli ultimi decenni l’unitarietà dell’isola è stata ulteriormente accentuata dai notevoli cambiamenti locali, in particolare la considerevole urbanizzazione, e dai forti mutamenti globali, che nel settore turistico hanno dato luogo ad un ampliamento della domanda ma pure ad una preoccupante moltiplicazione dell’offerta con una decisa intensificazione della concorrenza italiana e straniera, con altri rischi per il futuro posizionamento dell’isola nel mercato se si viene meno agli standard di qualità e convenienza dei competitori».
Territorio, storia, cultura ed economia fanno dell’isola un unicum e lo stesso può dirsi delle problematiche e delle strategie atte ad affrontarle e risolverle: «L’unitarietà isolana è inoltre attestata dall’unitarietà delle problematiche locali che solo su scala isolana trovano la loro adeguata esplicazione analitica e solo all’interno di una coesa politica isolana possono trovare le giuste strategie risolutive». Una politica unitaria, dunque: «Pertanto l’Isola d’Ischia necessita di una struttura amministrativa unitaria che possa intervenire in modo più proficuo, modulando le proprie risposte in funzione della necessità, sempre nel rispetto delle singole peculiarità territoriali e nella direzione della semplificazione dei livelli istituzionali. La fusione dei sei Comuni dell’Isola d’Ischia, retaggio di una eredità storica preunitaria che trovava le sue ragioni in una popolazione scarsamente diffusa e sulle difficoltà di collegamento interno, è l’unica strada possibile per la soluzione dei gravi problemi infrastrutturali, di mobilità, e per il riordino del territorio».
Essere uniti consente anche di risparmiare, evidenzia il consigliere regionale di Forza Italia, grazie alla riduzione del numero di sindaci, assessori, consiglieri e funzionari: «Evidenti sono anche i vantaggi di ordine economico, primo tra tutti quelli derivanti dal minor dispendio di risorse conseguente alla riduzione degli organismi politici e dalla diminuzione quantitativa degli organi tecnici alla gestione unitaria dei servizi indispensabili e dei servizi a domanda individuale». Un risparmio cospicuo. Ed infatti la Di Scala snocciola una serie di cifre a sostegno del suo assunto: «La riduzione dei costi per il funzionamento amministrativo dei sei comuni, conseguente all’accorpamento degli uffici oltre che delle assemblee legislative e degli esecutivi dei sei comuni, con il giusto margine di approssimazione, è facilmente calcolabile: sei sindaci per 62.471 abitanti costano attualmente euro 254.670,00 il sindaco del CU costerebbe euro 42.445,00; i 96 consiglieri comunali, non “stipendiati”, scenderebbero a 24; gli attuali 36 assessori, che oggi costano euro 152.380,80 all’anno, diventerebbero 9 e costerebbero euro 38.095,20, gli attuali 6 segretari comunali oggi costano euro 720.000,00 circa – il segretario comunale del CU costerebbe euro 120.000,00 – gli attuali 18 dirigenti oggi costano euro 1.260.000,00 – i 5 dirigenti occorrenti per il CU costerebbero euro 350.000,00. Tutto ciò lasciando invariato il numero dei dipendenti comunali (circa 607, calcolati tenendo presenti i numeri dei dipendenti in pianta organica, molti comuni ne hanno di meno).
Quindi la spesa totale oggi necessaria è pari a circa euro 2.387.050,80; quella, invece, occorrente per il comune unico è pari a circa euro 550.540,20, con un risparmio complessivo di euro 1.836.510,60».
Ma i vantaggi non finiscono qui, estendendosi anche alla migliore organizzazione e razionalizzazione dell’attività amministrativa e dei servizi. Nella relazione così vengono descritti: «Gli innumerevoli vantaggi del Comune Unico possono essere schematizzati come segue: unità e coerenza dell’azione politico-amministrativa a livello isolano;
maggiore aderenza amministrativa al territorio,
razionalizzazione dell’organizzazione amministrativa a livello centrale e distribuito delle aziende miste e dei consorzi con maggiore coerenza e responsabilità nell’indirizzo e nel controllo e miglioramento dei servizi sociali per gli anziani e i giovani ;
semplificazione e qualificazione politica (riduzione cariche e maggiore selettività),
maggiore incisione nella difesa e nella promozione dell’immagine turistica del territorio;
riqualificazione dell’ambiente e delle opere progettuali su scala isolana;
acquisizione di finanziamenti per investimenti strategici
pianificazione urbanistico – territoriale omogenea;
politica delle acque comune,
politica unitaria dei porti e dei trasporti terrestri e marittimi;
collegamenti nei rapporti con gli enti locali pari o superiori,
semplificazione nell’individuazione di interventi urbanistici di decongestionamento e di recupero;
unitarietà e qualificazione della programmazione delle iniziative di cultura e spettacolo;
maggiore efficacia nelle attività di valorizzazione dei beni culturali presenti sul territorio;
presenza del “Distretto turistico Isola Verde”, approvato con Decreto Dirigenziale n. 53 del 28/06/2013 dal Presidente della Giunta regionale della Campania, approvato anche con D.P.C.M. del 21.10.2013, il quale costituisce “Zona a burocrazia zero” (art. 43 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78);
maggior efficacia nella gestione dei servizi sociali territoriali grazie al conseguente snellimento nella conduzione dell’Ambito territoriale».
Una “battaglia” da portare avanti, una strada che deve essere percorsa, se si vuole mantenere l’isola al passo con i tempi, con le esigenze del mercato turistico e in grado di offrire servizi adeguati: «Il Comune Unico non è solo il modello amministrativo teorico ottimale, è pure realisticamente l’unica forma in grado di superare le conflittualità particolaristiche e di consentire un’efficiente governabilità, nella prospettiva di un miglioramento continuo dei servizi erogati.
Inoltre, la presente P.d.L. è in linea con le più recenti disposizioni in materia di Enti locali ed, in particolare, con la Legge n. 56 del 7.4.2014 (cd. Legge Del Rio), che favorisce ed incentiva le unioni e le fusioni dei Comuni».
L’unico costo dell’iniziativa è quello relativo alla spesa per il referendum, per la quale sono comunque reperibili le risorse occorrenti, come spiega il consigliere Di Scala nel passaggio della relazione finanziaria: «Agli oneri derivanti dallo svolgimento e dall’organizzazione tecnica della relativa consultazione referendaria, trattandosi di spesa di natura obbligatoria, si fa fronte con lo stanziamento di euro 150.000,00, con imputazione della spesa sulle risorse iscritte nella missione (servizi istituzionali, generali e di gestione), programma (elezioni e consultazioni popolari – anagrafe e stato civile), mediante prelevamento di una somma di pari importo dalla missione (fondo e accantonamento) programma (fondo di riserva)».

 

IL TESTO DELLA LEGGE

Art. 1
Istituzione del Comune Isola d’Ischia
1. E’ istituito il nuovo Comune denominato “Isola d’Ischia”, identificato territorialmente nella planimetria in scala 1:10.000 allegata alla presente legge, di cui forma parte integrante, coincidente con l’intera Isola d’Ischia, mediante fusione dei Comuni di Barano d’Ischia, Casamicciola Terme, Forio, Ischia, Lacco Ameno, Serrara Fontana.
2. La piena efficacia del contenuto della presente legge e della sua entrata in vigore restano subordinate allo svolgimento del referendum consultivo.

Art. 2
Statuto ed Organizzazione amministrativa
1. Gli organi del Comune di Isola d’Ischia, entro sei mesi dalla loro elezione, approvano lo Statuto comunale.
2. Ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo n. 267 del 18 agosto 2000, avente ad oggetto circoscrizioni e decentramento, in ragione delle esigenze delle popolazioni lo Statuto del Comune Isola d’Ischia sancirà il numero e la delimitazione territoriale delle circoscrizioni e ne disciplinerà l’organizzazione e le funzioni.
3. Lo statuto del Comune Isola d’Ischia potrà prevedere, ai sensi dell’articolo 16 del d.lgs n. 267/2000, l’istituzione di municipi nell’ambito territoriale dei Comuni di Barano d’Ischia, Casamicciola Terme, Forio, Ischia, Lacco Ameno e Serrara Fontana, con lo scopo di preservare e valorizzare l’identità storica delle comunità locali e di realizzare il decentramento di funzioni.

Art. 3
Norme transitorie
1. Dalla data di istituzione del nuovo Comune, e sino all’emanazione, da parte della nuova amministrazione, di diverse determinazioni, continueranno ad avere vigore, negli ambiti territoriali dei Comuni di origine, i regolamenti, gli atti generali e le altre disposizioni vigenti alla data di istituzione del nuovo ente.
2. Contestualmente all’istituzione del nuovo Comune viene nominato, per tutti gli adempimenti necessari e fino all’elezione degli organi del Comune di Isola d’Ischia nella prima tornata elettorale utile, un Commissario prefettizio ai sensi dell’art. 19 del Regio Decreto n. 383 del 3.3.1934.
3. Sino a diversa disciplina definita dallo Statuto del nuovo Comune, le elezioni dei prosindaci e dei consultori dei Municipi si effettuano secondo le disposizioni di cui all’art. 12 della Legge n. 142/1990, nonché di quelle stabilite dalle leggi elettorali statali in vigore per l’elezione del Sindaco e del Consiglio Comunale.
4. Sino all’entrata in vigore dello Statuto del nuovo Comune, la sede municipale dell’attuale Comune di Ischia è individuata come sede municipale del nuovo Comune.
5. Ai sensi del combinato disposto dell’art. 11 della L.r. 54/74 e ss.mm. e ii. e dell’art. 3 comma 5 della L.r. n. 14/2015, la Città metropolitana di Napoli è delegata a regolare i rapporti conseguenti all’istituzione del nuovo Comune, ivi compresi quelli relativi alla definizione delle questioni patrimoniali, finanziarie ed a quelle riguardanti il personale.

Art. 4
Norma finanziaria
1. Agli oneri derivanti dallo svolgimento e dall’organizzazione tecnica della relativa consultazione referendaria, trattandosi di spesa di natura obbligatoria, si fa fronte per il corrente esercizio finanziario con lo stanziamento di euro 150.000,00, con imputazione della spesa sulle risorse iscritte nella missione (servizi istituzionali, generali e di gestione), programma (elezioni e consultazioni popolari – anagrafe e stato civile), mediante prelevamento di una somma di pari importo dalla missione (fondo e accantonamento) programma (fondo di riserva).

23 Commenti

    • Sarebbe un ottima idea il comune unico ma non credo che sia realmente attuato in passato si è votato il referendum per il comune unico ma solo il 33% ha votato questo a dimostrazione della poca maturità del popolo isolano un occasione persa purtroppo

  1. Dimostrano ogni giorno di essere incapaci di gestire in maniera onesta e costruttiva l’amministrazione dei singoli piccoli comuni.Ma,allo scopo di mettere le mani su un singolo bilancio più sostanzioso,inventano storielle per convincere l’ignaro elettore.Faranno tutto nell’interesse dei “cittadini”,parola di professionista della piccola politica isolana.

  2. La volontà popolare si è espressa contro il comune unico, seppur nell’astensione. Credo che però la prossima volta la volontà popolare sarà stravolta tramite quel trucco chiamato referendum senza quorum

  3. “Quindi la spesa totale oggi necessaria è pari a circa euro 2.387.050,80; quella, invece, occorrente per il comune unico è pari a circa euro 550.540,20, con un risparmio complessivo di euro 1.836.510,60».”
    Quindi 1,836,000 euro di soldi che gli ischitani e le loro famiglie non percepiranno piu ,ma che andraqnno a chi ?

  4. Ogni 3/4mesi se ne escono con sta storia del comune unico ma se non sbaglio già una volta si è detto no quindi qual’è questa motivazione di forzatura per questo comune unico??? A chi deve fare bene??? Dinuovo con proposte referendum e cavolate varie giusto per sperperare un’altro po di danaro pubblico tra l’altro su argomento già chiuso qualche anno fa!!!
    Mettetevi l’anima in pace perché il comune unico ad ischia funzionerebbe solo con DE LUCA sindaco e per 10 anni questo non sarà possibile quindi ritornate in letargo e tra 10 anni ne riparliamo.

  5. È un po come il ponte sullo stretto. Ogni tanto esce fuori. Ma i problemi dell’isola o con sei comuni o con un unico comune rimangono e rimarrebbero gli stessi. Oggi le piccole amministrazioni non hanno le competenze per gestire piccoli territori. Immagino cosa succederebbe se gli stessi amministratori dovessero gestire un grande territorio quale l’intera isola.

  6. La favola del Comune unico, che poi Comune di Isola d’Ischia suona anche malissimo, ogni tanto fa capolino. Il politico di turno non capisce che il vestito non può esserci cucito addosso, altri non possono cucirci un vestito così stretto!
    Iniziamo seriamente a consorziare le aziende municipalizzate, i comandi polizia locale, i servizi pubblici da piazza, la gestione dei parcheggi “strisce blu” delle strade e delle scuole! Allora sì che magari ci renderemo conto della reale capacità politica (tanto con il C.U. non cambierebbero i musicanti ovvero non migliorerebbero le loro capacità) e se ci convinceranno potremmo iniziare a discutere per unificare anche le amministrazioni!

  7. Piuttosto che impegnarsi a far funzionare le istituzioni già esistenti,i profittatori cercano sempre di inventarsi grossi eventi (olimpiadi,ponte sullo stretto,etc.)perchè è nella gestione dei grossi movimenti di risorse che si ingrassano le clientele e si espandono i poteri.
    Già ad osservare la bandiera alle spalle della eletta si può capire quali interessi si stanno organizzando.

  8. scusate ma gli ischitani non si sono gia’ espressi in merito? perche’ a tutti i çosti si vuol far passare il comune unico? non ve ne uscite con la scusa della spesa pubblica e cose varie… il comune unico gia’ c’e’… quello dei ladroni… tanto se ci saranno elezioni per il comunw unico i due capocchioni (quelli del caularone) continueranno ad arricchirsi sulle spalle degli isolani. A loro non interessa niente della nostra isola loro devono solo arricchirsi

  9. Sarebbe un’ottima soluzione generale, solo che l’ignoranza è la chiusura mentale sull’isola è una piaga forte!che purtroppo difficile da debellare! Perché si tramanda da generazioni,è solo un progetto positivo non capisco tanta ostilità!a forse si! c’è la paura che da ogni comune esce tanta merda!:case abusive, favori,permessi dell’amico di turno, contatori elettrici non in base alle normative europee del tipo due o tre abitazioni con un contatore e non uno per casa sempre per la paura che esce la così detta :merda a galla!ma vi dovete svegliare non per voi ma per i vostri figli e figli dei figli,altrimenti saranno costretti pure loro a non avere lavori concreti e i più fortunati lavorare sei mesi all’anno!SI AL COMUNE UNICO! Chi è pulito non ha niente da temere!

    • Qui non si teme il comune unico che di certo sarebbe un progetto valido. Ci si spaventa quando si pensa che il comune unico sarebbe gestito dagli stessi amministratori che non sanno neanche gestire i piccoli territori che gli sono stati affidati. E avendo gli stessi amministratori caro Giorgio, stai tranquillo che chi ha potuto imbrogliare fino ad oggi, continuerà tranquillamente a farlo.

    • Pur trattandosi di una piccola isola,ci sono problemi specifici collegati a ciascuna comunità.Serrara non è Ischiaporto;nemmeno Forio è Ischiaporto.Io spero che quelle comunità sappiano affermare in futuro la loro specificità,opponendosi democraticamente alle mire affaristiche dei soliti noti.Chi ha qualche dubbio,guardi un pò più lontano,a Capri e Anacapri per esempio;o anche ai comuni dell’isola d’Elba.
      Io penso che una sola cosa “accomuni” Ischiaporto con Casamicciola e Lacco:il potere che per troppo tempo è stato affidato a quei pochi che sappiamo.

  10. Invece di chiacchierare in Regione di legge per Ischiacomuneunico,perchè non si impegna per qualcosa di più utile e urgente:
    quali piani sono stati approntati per gestire un’emergenza sismica sull’isola;quali piani di assistenza,di evacuazione, di alloggiamento della popolazione,di rifornimento idrico e alimentare,di assistenza sanitaria ?e quale addestramento preventivo viene realizzato in scuole e uffici pubblici ?
    come si risolve il problema della depurazione delle acque fognarie?
    quali interventi sono in corso per la sistemazione idrogeologica del territorio franoso ?
    quali provvedimenti si devono prendere per assicurare all’ospedale personale e attrezzature adeguate ?

  11. I commenti pro o contro dovrebbero avere un nome e un cognome non pseudo nomi (paura di esporsi).
    Questa classe politica tanto vituperata è la nostra espressione, l’abbiamo votata e poichè siamo un pò tutti compromessi con loro, chi per un verso chi per un’altro, la rivoteremo alle prossime elezioni. Se avessimo un comune unico avremmo più peso nelle sedi che contano. Il PIL della nostra isola è il più alto della Campania e non solo. Io sono per il comune unico, sta a noi non eleggere certi figuri.

    • Se” le sedi che contano” vogliono indicare la Regione,non credo che in quella sede faranno alcuna differenza il nostro PIL complessivo come isola,o la nostra popolazione totale.Questa popolazione totale (con o senza Comune unico)partecipa alla scelta dei rappresentanti in Regione;e se non sono individuabili a livello isolano personaggi capaci di ottenere il consenso di tanti elettori fuori dall’isola,nessun eletto si impegnerà a risolvere i nostri problemi.
      Se le cose stanno così,continuare a discutere di comune unico vuol dire soltanto parlare d’altro,piuttosto che impegnarsi a controllare che gli amministratori dei sei comuni facciano quello per cui sono stati eletti :i nostri interessi,e non i loro.

  12. Comune unico… ma se qua stanno ancora a distinguere tra Perrone…Monterone…La Mandra…Succhivo…
    I turisti vengono ad ISCHIA…spesso neanche lo sanno che esistono per esempio Casamicciola o Serrara…
    Se fanno una vacanza di merda a Forio, a casa loro non diranno “a Forio si sta male” . Diranno piuttosto “ad ISCHIA si sta male !”
    E poi su quell’astensione perchè non ricordiamo pure che tutti i vari politici locali sotto sotto “consigliavano” di lasciar perdere ?
    Mentre in pubblico dicevano il contrario.
    Grande la paura di perdere la zizzinella.

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