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Comunali 2022. Ischia, coraggiosi cercasi.

Dionigi Gaudioso è il politico isolano con maggior successo e peso in terraferma. Tra scelte indovinate e passaggi storici naviga verso il rinnovo. C’è un popolo che aspetta di riconoscersi in qualcosa di diverso. Ma Ischia è prigioniera della politica da prima repubblica. Quella che fa “forte” Enzo Ferrandino.

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Oggi (domenica 24, ndr), manco a farlo apposta, la Francia ci ripropone lo scontro Macron- Le Pen. Uno che vince e uno che perde. Non farò paragoni sui due sistemi, ma dalla Francia (aguzzino d’Europa) ci arriva la fotografia dell’attuale condizione dei comuni di Ischia e di Barano. Da una parte la maggioranza che trova intesa e potere e, dall’altro lato, la minoranza che rappresenta un’idea diversa, si presenta al popolo e, come sembra, perde. E qualcuno potrebbe dire: ancora. La verità è che per fare l’alternativa e l’opposizione ci vuole il fisico. Ci vuole coraggio e visione, forse più di quella che serve per fare la maggioranza e, poi, per amministrare.

A Barano, per fortuna, c’è una donna che fa politica e che ha più coraggio (o meno paura) dei politicanti del comune di Ischia. Maria Grazia Di Scala continua ad essere sul pezzo, ad avere la sua motivazione e la sua posizione. La linea Gaudioso, tra potere e scelte indovinate, è quella favorita.
Alcuni passaggi storici (ad esempio i Lombardi dopo le paventate demolizioni e gli abusi poi sanati a suon di condoni da centinaia di migliaia di euro) e altre vicende di potere e non solo (tra lavori pubblici e gestione del territorio, il sindaco di Dionigi è il migliore, ad oggi, sull’isola. Non a caso è il politico isolano con maggior peso e successo in terraferma ed è un potenziale “assessore metropolitano) gli fanno vivere una campagna elettorale più sciolta e va verso la riconferma.

Ad Ischia, invece, la storia è diversa. Ad Ischia, Enzo Ferrandino gode degli errori altrui, ha finalizzato scelte di potere e ha saputo difendersi, reagire e attaccare a sua volta a quelli sono stati questi lunghi cinque anni.
Per quattro anni, più o meno, Enzo ha fatto i conti solo contro l’opposizione de Il Dispari. Di tutti quelli che oggi, si agitano e fanno finta di avere un motivo per dire qualcosa, ovviamente, nessuno ha la posizione per poter rivendicare qualcosa. Hanno, tutti, abbandonato il popolo di Ischia alle manovre della politica e oggi, si provano a contare.

Un conto che non torna. Verso la fine della settimana prossima, forse, ci dovrebbe venire fuori la scelta e la decisione di Gino Di Meglio. Unico ad aver trovato la piccola quadra tra gli altri che si agitano ma che, viene frenato dalla previsione della sconfitta.

Davide Conte aveva lanciato la sua “Adesso Ischia” ma ha perso l’occasione della candidatura oltre ad aver fallito (forse volontariamente) con il suo “progetto”. Non ha trovato nessuno che lo ha voluto come candidato e, purtroppo per il mio GRANDE amico, nessuno ad Ischia gli dirà “ok, fai tu il candidato sindaco”. Davide ha perso l’occasione di rientrare e di occupare la scena che, siatene certi, da qui a pochi mesi cambierà ancora una volta.

La finta pace della maggioranza (favorita dall’assenza dai litigi e dalle perplessità di quelli che dovrebbero essere gli altri) finirà dopo subito dopo il voto. Enzo avrà nuovamente problemi con la formazione del nuovo governo e le crepe e le ferite di questa maggioranza, oggi velate della vittoria sicura, riappariranno un’altra volta. Tali a quali a quelle di prima.

Davide avrebbe dovuto mettere il piede sull’acceleratore mesi fa. Avrebbe dovuto rompere gli indugi, iniziare ad aggregare attorno a se, avere meno paura della sconfitta e iniziare a dirlo chiaramente.
La verità è che Davide ha atteso perché sapeva bene che gli altri players, da Luigi Boccanfuso a Carmine Bernardo a Gino Di Meglio, non gli avrebbero mai lasciato la candidatura a sindaco e si sarebbe trovato solo su un sentiero che non avrebbe voluto percorrere da solo. Questa attesa o questa mancata candidatura (illusa anche da finti mal di pancia dei Mazzella che mai e poi mai tornerebbero in minoranza vista la mangiatoia messa “a terra” da Enzo Ferrandino) ha facilitato, poi, il vuoto di oggi. Quel vuoto che disorienta i cittadini e che, soprattutto, soffia sulla voglia dell’ischitano di stare dalla parte di chi vince.

Leggo le farneticazioni social di Luciano Venia e, soprattutto, i commenti che seguono gli screen shot inviati molte volte in chat. Fotografia di una condizione di totale non credibilità che rende il tutto ancora più folle. Una follia sostenuta, anche, dal silenzio di Ottorino Mattera. Il presidente del consiglio comunale di Ischia che ha deciso di restare silente e che, a sua volta, ha scelto la linea del forse e del non so.
Ottorino Mattera era l’unico con il ruolo e la poltrona giusta per dire “Io contro Enzo”. Era l’unico ma è l’unico che non si sente e che i radar non lo rintracciano da mesi.

Luigi Boccanfuso gioca all’allegro regista nascosto ma i giorni passano e anche lui, forse, oggi, avrebbe avuto l’occasione di per dire: ecco io ci metto il mio.
La verità, amara, è che tutti hanno giocato con la strategia della politica da prima repubblica e nessuno ha compreso che oggi, forse, cambiano le regole.
L’attesa di chi sfila da Enzo, da chi Enzo scarta e dello scontento è solo un retaggio di un sistema vecchio e che andrebbe combattuto. Combattuto con i modi e i tempi di oggi.
Non staremo qui a dirci il come e il perché, è tempo e spazio perso, ma sottolineare e dire “che il sistema di Enzo non va bene e dirlo con le regole delle stesso sistema” non serve a nessuno.

C’è stato un momento in cui, in verità, mi è anche balenata l’idea di cambiare “ruolo” ma la valutazione che era un’idea malsana è venuta subito a galla.
Ho due certezze: chi oggi supera l’imbarazzo della sconfitta e tiene duro, sarà chiamato a fare i conti con il paese tra cinque anni. E certamente non sarà Enzo Ferrandino, ma ci sarà un “Maria Le Pen” che dovrà raccogliere la sfida per Ischia.

Peppe Brandi lo ha detto 15 giorni fa: in maggioranza sono saltati solo i generali, le truppe sono rimaste al loro posto. Il popolo di Ischia che non aveva votato Enzo Ferrandino cinque anni fa è sempre lo stesso. Sta sempre a Ischia e sta sempre dall’altro lato.
E quel popolo ha bisogno solo di essere chiamato e allertato. Quella parte di Ischia, ancora una volta, risponderà presente e dirà no a questa maggioranza. E lo dirà perché, senza farci troppi problemi, non è stata “accontenta” da Enzo.

In questi anni, abbiamo visto come i social e come le idee (senza fare valutazioni) possano cambiare le sorti politiche di un paese o di una nazione.
La follia e la vergogna di Conte, l’esempio di Calenda, la storia della Meloni, la vicenda di Zelensky sono abbasta chiari e mostrano, tutti, chi in un modo e chi in un altro, che la politica è cambiata. E che la costanza premia.
Qualcuno dirà che tutti questi esempi, sul locale, vengono sbugiardati dalla storia di Gaudioso. È vero. Ma è anche vero che abbiamo visto che le opposizioni scadenti vengono punite. E basta guardare Casamicciola e Lacco Ameno per rendersi conto che in assenza delle idee la gente sceglie il favore, il piacere, la corruzione.

1 commento

  1. Cari Ischitani, fatevi un esame di coscienza, cosa ha fatto realmente questo sindaco in 5 anni di mandato? fatevi una domanda e seriamente datevi una risposta. Nulla è stato fatto a Ischia Ponte, addirittura il posizionamento di parcheggi, un obrobrio scandaloso, allagamenti continui causa maltempo, ma ci si può prendere provvedimenti, una piazza degli Eroi deturpata, strade mai rimesswe a nuovo, vedi Leonardo mazzella, distrutta, Via Pontano , peggio cantar di notte , il porto le pinete ecc, mi fermo la rabbia mi sta assalendo. Buona estate

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