Colombaia, gruppo di speculatori in un’esterna. Smascherati i politici in cerca di visibilità

0

Gatano Di Meglio | La Colombaia è uno degli argomenti estivi di certa, inutile e superflua, castina (piccola casta) che pensa di poter scalare qualche posizione. Quella che fu la villa di Visconti, poi diventata Fondazione, che ha avuto il suo ciclo di alti e di bassi, ora è destinata a rientrare in quella che è l’ottica migliore per la gestione pubblica: togliersi un po’ di zavorra ed evitare di aggravare, ancora di più, i costi della pubblica amministrazione.
Come? Dalla vendita alla gestione onerosa per qualunque scopo va bene. Hotel, residenza di privati facoltosi, centro di qualunque cosa ma l’importante è che sia un qualcosa che produca danari per il pubblico e senza gestione pubblica.

Vendita, incanto, affidamento: l’unica priorità, e credo che (finalmente) sia anche quella del sindaco Francesco Deo, è che non ci sia una gestione pubblica.
Di Luchino Visconti non se ne fotte nessuno, neanche Vito e Franco Iacono che ora hanno trovato un fiumiciattolo o un rigagnolo di possibilità per avere un po’ di visibilità in campana elettorale. Con la pacatezza del passato, a guardare in dietro, va detto che i soldi dei foriani sono stati spesi male. Ma questa è valutazione col senno del poi. Gli esperimenti fatti, infatti, hanno dimostrato come quella scelta era stata enormemente sbagliata.
Se ne sono resi conto, gradualmente, dall’Università di Parma fino alla Regione Campania. Ora c’è una speranza e cioè che Del Deo la venda o la metta all’asta.

Il resto della polemica che si sente in giro è solo, inutile, strumentalizzazione valida per chi è in cerca di un po’ di visibilità. Colombaia abbandonata? Non proprio. In verità si tratta di una evidente violazione di proprietà privata. Chi ha valicato il cancelli e le chiusure della Villa (oggetto di altra speculazione, ma che non sembrano essere all’attenzione dei più perché poi qualcuno perde o l’ospitata o il bagno gratis!) dovrebbe essere denunciato da parte del comune di Forio.

La villa, chiusa da anni, è al centro di un processo che vede coinvolto Massimo Bottiglieri, ultimo “gestore”, per distrazione di somme di denaro erogate dalla Regione Campania e dalla ex Provincia di Napoli in favore della Fondazione La Colombaia. Un aspetto che sembra strano, a chi non conosce certi rapporti, come non sia emerso in questi giorni di polemica.
Con l’arrivo di Francesco Del Deo, però, alcuni passi in avanti sono stati fatti. La Fondazione è stata chiusa e la Villa è un semplice cespite comunale. Un costoso cespite comunale, la cui gestione, in tempi di Covid è e deve essere l’ultimo dei problemi e dei pensieri di un amministratore serio e oculato e che non ha voglia di sperperare danari pubblici.
Luchino Visconti e la sua memoria, di cui vi siete sempre disinteressati, non si merita la vostra strumentalizzazione politica per raccogliere, forse, 2 o 3 voti alle Regionali (anche perché la villa, ora, è solo questione comunale). Se poi, davvero, si vuole ragionare di quella zona del bosco di Zaro, beh, allora bisogna dire che la questione tra albergatori e parchi termali, tra passaggi e cause milionarie dovrebbe stare lontano da quella che fu la villa a Ischia di Luchino Visconti.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui