Collaudo negativo per il Polifunzionale, Enzo chiede alla Regione una nuova commissione!

I commissari Califano, Saviano, Balsamo e Polito avevano bocciato sia i “vecchi” lavori della “CO.MA.PRE.” che quelli di completamento appaltati alla “MA.FRA.”. Ma per il Comune la procedura adottata è viziata da irregolarità e comunque l’Ente ha ancora la facoltà di richiedere un nuovo collaudo. Valutando anche una riduzione del compenso per i commissari. E la sicurezza della struttura e l’incolumità degli occupanti? Enzo non se ne preoccupa

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Due anni fa era scoppiata la “bomba” del collaudo negativo del Centro Polifunzionale di Ischia, peraltro già annunciata nel 2011. Con la conseguente polemica sulla sicurezza e quindi l’incolumità degli occupanti della struttura realizzata nel corso di decenni e poi adibita ad ospitare varie attività culturali, sportive, sociali, tra cui il Liceo. Dai certificati emessi dalla Commissione di collaudo emergeva infatti la non collaudabilità tecnico-amministrativa. Una questione legata ai famosi pali delle fondamenta non in regola.

Un “bubbone” che Enzo Ferrandino aveva cercato invano di tenere nascosto. Ebbene, dopo due anni, l’Amministrazione comunale passa la palla alla Regione Campania, chiedendo l’affidamento di un nuovo incarico di collaudo, contestando l’operato e le conclusioni a cui era giunta la Commissione.

E’ questo il succo della delibera approvata dalla Giunta riunitasi da remoto.

Una storia lunga e tormentata, quella del Polifunzionale, che viene riassunta in delibera. Partendo dal progetto approvato nel lontano 1986 e finanziato dalla Regione Campania per oltre 25 miliardi delle vecchie lire. Lavori poi appaltati alla “CO.MA.PRE”. Nel 1990, la Regione nominò la Commissione per il collaudo tecnico amministrativo in corso d’opera, poi modificata nel 2009 e nel 2010 e definitivamente composta dal presidente ing. Michele Califano e dai componenti ing. Vincenzo Saviano, ing. Michele Balsamo e dott. Augusto Polito. La stessa Commissione ora contestata dal Comune d’Ischia.

I lavori, come è noto, si impantanarono tra alterne vicende e vicissitudini, che portarono a una lunga sospensione dal marzo del 1993. Solo nel 2002, dopo la risoluzione del contratto, il Comune approvò il progetto di completamento dell’opera e nel 2003 i nuovi lavori vennero appaltati alla “Ma.FRA.” per un importo di 3.462.868 euro. Per essere poi dichiarati ultimati a dicembre 2007. Tutto a posto? Niente affatto!

Nella delibera ora approvata si riporta che «il collaudatore statico eseguiva con esito favorevole i rispettivi collaudi statici e depositava i relativi atti presso il Genio Civile di Napoli rispettivamente in data 15.12.2000 (progetto principale) ed 14.1 0.2009 (progetto di completamento)». Invece la Commissione di collaudo tecnico amministrativo nel 2011 relazionava «sulla parte dei lavori eseguiti dall’impresa CO.MA.PRE S.p.A e sulla parte dei lavori eseguiti dall’impresa MA.FRA s.r.l., ritenendo gli stessi non collaudabili». Una bocciatura sia per i lavori originari che per quelli di completamento.

Ma il Comune d’Ischia contestava «sia il contenuto che la procedura posta in essere dalla Commissione e venivano, altresì, formulate una serie di osservazioni e richieste di chiarimenti». Già nel 2011, insomma, gli amministratori volevano sostenere la collaudabilità dell’opera.

COLLAUDI PROVVISORI

E veniamo all’aprile di due anni fa, quando «la Commissione, pur in assenza dei nuovi elementi richiesti – nonostante il procedimento fosse ancora pendente e, dunque, non concluso – trasmetteva con nota prot. n. 12075 del 30.04.2018, i certificati di collaudo tecnico – amministrativo, sia per le opere principali e sia per i lavori di completamento; che detti certificati di Collaudo, dichiaravano la non collaudabilità tecnico – amministrativa delle opere in oggetto».

Per il Comune, invece, la Commissione, in base alla normativa del 1999, non avrebbe dovuto emettere i certificati avendo riscontrato carenze, ma non certificare un collaudo negativo.

Tutto ruota sull’interpretazione della normativa, in quanto il Comune contestava alla Commissione la violazione della norma anche «per il mancato rispetto della procedura poiché, in assenza degli elementi previsti dalle norme citate, non poneva l’Ente nella possibilità di deliberare sull’ammissibilità del certificato di collaudo».

Un braccio di ferro a tutti gli effetti. E il Comune si appiglia anche alla circostanza che «tali collaudi, a tutti gli effetti, sono da ritenersi comunque provvisori in quanto non sono ancora decorsi due anni dalla loro emissione». Questo a fine aprile, quando è stata approvata la delibera, dichiarata opportunamente immediatamente eseguibile.

Dunque Enzo Ferrandino e compagni ritengono necessario «dichiarare irricevibili i certificati di collaudo tecnico amministrativi» e comunque in ogni caso inammissibili «per la incompletezza della procedura e della documentazione necessaria alla deliberazione ivi prevista».

Sempre in base alla norma citata, il Comune ha deciso di avvalersi della facoltà concessa: «Finché non è intervenuta l’approvazione degli atti di collaudo, la stazione appaltante ha facoltà di procedere ad un nuovo collaudo».

Ed è appunto quanto fatto. Dichiarati irricevibili o comunque inammissibili i certificati di collaudo, perché la Commissione avrebbe dovuto nel caso rifiutarsi di emetterli, ne discende la richiesta alla Regione Campania di affidare un nuovo incarico di collaudo tecnico – amministrativo.

Ma non è finita. Tra i compiti demandati al responsabile dei Lavori Pubblici vi è anche «l’eventuale rideterminazione/riduzione degli importi richiesti dall’Organo di Collaudo per l’attività svolta, se ed in quanto dovuti all’esito del procedimento». Come a dire: il collaudo è negativo? Allora non devi essere pagato…

Non è la prima volta che i lavori del Comune d’Ischia ricevono un primo collaudo negativo poi opportunamente aggirato. Ma questo è certamente il caso più clamoroso. Enzo non si preoccupa della sicurezza del Polifunzionale e di coloro che ne fruiscono, ma intende ad ogni costo ottenere un collaudo positivo. Una storia già vista Anche stavolta si ricorrerà magari a tecnici ultranovantenni e “nullatenenti” e dunque più malleabili. Non è casuale, appunto, che il Comune abbia chiesto la riduzione dei compensi già erogati alla precedente Commissione. Ora la palla è passata nuovamente alla Regione, ma è assai probabile che si apra un nuovo contenzioso. E come si esprimerà eventualmente la nuova commissione? La storia del Polifunzionale sembra destinata a diventare infinita. Ma come già successo in altra epoca, non è escluso e anzi è auspicabile che anche ora ad interessarsi della vicenda possa essere la procura della Repubblica…

1 commento

  1. Carte carte carte, soldi soldi soldi, mazzette mazzette mazzette e quando succede il guaio tutti a dire “Io l’avevo detto” “Io l’avevo scritto” “Io l’avevo sognato” “Io sono morto e non c’entro”… e la prescrizione cancella i responsabili lasciando sotto terra i morti.

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