CNR, dal 21 indagini invasive a Casamicciola tra dubbi e perplessità

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Il CNR ha richiesto al sindaco Giovan Battista Castagna, il 20 Aprile scorso, un supplemento di indagine. Il Consiglio Nazionale con il suo portavoce Di Fiore chiede di fare analisi invasive sul sottosuolo con un rilievo geofisico di tipo sismico. Date previste dal 21 al 25 maggio. Per due giorni saranno installati elettrodi e piccoli sensori sismici collegati ad una centrale di acquisizione in alcuni punti del territorio. Sarà bloccato il traffico veicolare e saranno impiegati 15 unità tra tecnici e scienziati dal CNR che effettueranno i rilievi attraverso l’emissione onde elettriche che genereranno fenomeni di tipo indotto con metodologie simili ai rilievi già fatti nel centro Italia.

“Per il CNR nel sottosuolo esiste un canale ed hanno escluso che ci siano faglie – sottolinea il sindaco Castagna prospettando le richieste del Di Fiore – Serviranno per la zonizzazione per capire la sorgente scrutare il sottosuolo. Per dare la base della progettazione che tenga conto delle accelerazioni al suolo”.

Non ci resta che auspicare nella supervisione dei commissari delegati, Giuseppe Grimaldi e magari anche il capo della Protezione Civile Angelo Borrelli. Per non aggiungere acqua bollente alle già brucianti scottature sismiche. Dopo i marchiani errori sia di INGV sia di CNR, Ischia come minimo deve esprime il massimo scetticismo. Indagini invasive che saranno condotte tra molti dubbi, perplessità e paura.

ANCORA UNA PROROGA PER INGV. L’INGV ha chiesto una nuova proroga al Dipartimento per la consegna dello studio sul terremoto del 21 agosto e, di fatti, “sul caso Ischia” siamo ancora al “nulla”. Quanto tempo dovremo ancora attendere i comodi di chi su Ischia non ne ha azzeccata una? Lo ricordiamo, INGV e CNR avrebbero dovuto depositare, entro lo scorso gennaio, la famosa relazione sul sisma di Ischia, due proroghe hanno fatto slittare i tempi e, quella che pareva essere la definitiva consegna, è giunta quasi ad aprile, comunque solo prima di Pasqua, all’attenzione del Commissario Giuseppe Grimaldi. La sorpresa dei responsabili dell’emergenza nello sfogliare il tomo da 250pagine e più: è che solo il CNR ha consegnato il suo studio. E per INGV, si infittisce il mistero sulle reti, il monitoraggio e l’efficienza di questo organismo. L’istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia continua a prenderci per i fondelli.

Un assurdo nell’assurdo, il ritardo accumulato mentre il Consiglio Nazionale per la ricerca ha lasciato esclusivamente il rilievo e lo studio sui fondali marini effettuato con la Motonave Minera e gli “air gun” lo scorso inverno. In particolare, proprio il CNR, a mare avrebbe indagato e ricostruito i fattori morfologici, statigrafici, con l’ambiziosa teoria di essere in grado di poter comprendere dove si accumula l’energia sismica, come si diffonde e quali conseguenze deriverebbero quando tale energia viene sprigionata e provoca lo scuotimento del suolo. Uno studio che non è affatto concluso. Come vi abbiamo già detto, infatti, sul finire di maggio, dopo Santa Restituta, quando saranno ormai 9 mesi dalla nostra tragedia, riprenderanno i lavori del CNR per tracciare un profilo sismico da realizzare sul territorio di Casamicciola, lungo una direttrice molto estesa. Verosimilmente gli scienziati (e speriamo di poter stare tranquilli in termini di terremoti indotti) con una sorgente sismica vibratoria tenteranno di raggiungere profondità di mezzo chilometro, consentendo di capire meglio la stratigrafia e le strutture del sottosuolo.  E’ ben chiaro che ormai mentre il medico studia (e il terremoto lo paga) il paziente muore.

La micro-zonizzazione sismica è importante, ma non centra nulla con i rilievi fatti in mare e poco con gli studi che vorrebbero fare con il Vibroseis (che tra l’altro è di proprietà dell’INGV e non è stato quasi mai usato per vent’anni). Lo studio accurato di sorgenti sismiche ed amplificazioni di sito esiste ed è stato iniziato da tempo Il “sisma”, studiato o no, con la sua emergenza ha già pagato 150.000 € per i “Piani di Azione dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, relativo al “Potenziamento del sistema di monitoraggio sismico per l’Isola d’Ischia”. Ignoti e sconosciuti fin qui i benefici.

UNA PROPOSTA. Ad Ischia bisogna solo consolidare gli edifici come si deve, seguendo le intensità del terremoto del 1883 e gli studi approfonditi e senza eguali che ne sono conseguiti. E’ molto semplice, non costa troppo ma si deve fare il prima possibile. Se l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, invece di fare continui tentativi, facesse la voce grossa su questa semplice operazione, avrebbe un peso ben maggiore di quanto posso averne una sola voce. Poi si potranno sviluppare tutte le ‘teorie’ possibili per costruire la nuova mappa di pericolosità per i nuovi edifici (e lì sarà la vera guerra, perchè si azzufferanno sulle varie teorie come già gli studiosi stanno facendo su scala nazionale, ndr). Però, fatto il primo passo, ossia l’adeguamento dell’esistente, anche se ci mettono mille anni a palleggiarsi le loro teorie, gli edifici esistenti non crolleranno più! Ed invece la corsa, a ben vedere, è ad altro e non certo al recupero del nostro territorio.

IN CENTRO ITALIA. Guardando alle altre realtà in questi mesi (o meglio, quasi anni) non si è potuta presentare che una quantità irrisoria di progetti, e su questa solo una percentuale altrettanto irrisoria è stata sottoposta a completo iter di valutazione. Però, stando a quanto dichiarato dal commissario De Micheli ad Ascoli in occasione dell’ultimo summit sul sisma del Centro Italia, già sarebbe palese che l’80% delle abitazioni è gravata da abusi “non sanabili”. Il che la dice lunga sull’evidente fallimento dell’Italia dei commissari, di progetti e ipotesi buone solo sulla carta che, di fatto, non hanno che paralizzato lo stesso centro Italia. Facciamo si che la nostra storia sia diversa. Costruiamo e lanciamo il nostro modello di sicurezza.

Siamo certi che al termine del’ennesima proroga, concessa dal dottor Angelo Borrelli e dalla gestione commissariale l’INGV scriverà nella sua relazione l’unica cosa che ha fatto, cioè il modello di faglia del terremoto pubblicato sul GRL? Scriveranno i dati sulla faglia a mare contenuti nel Geophysical Research Letters completamente sbagliato come ormai tutti sanno?

1 commento

  1. prova provata che sono 2 enti inutili non c e da aggiungere altro.i soldi per la ricerca se spesi in questo modo meglio buttarli nel cesso a questo punto

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