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“Ciao Mamma”, Sant’Angelo saluta Maria “Il Pellicano”

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“Ciao Mamma” con queste due parole, il figlio Tommaso, su Facebook, ha dato la dipartita della madre Maria, interpretando il sentire del fratello Domenico e della sorella Sofia.

Aveva 88 anni e benché preparati all’evento, quando poi succede, non lo siamo mai abbastanza. Di origine Procidana (doppio cognome) era discendente di quella colonia dell’Isola di Arturo che nel secolo scorso stanziò tra S. Antuono e Campagnano (frazioni del Comune di Ischia).

Ho avuto il piacere di conoscerla quando era già in età avanzata.

Quando andavo a S. Angelo le facevo visita. Con me era particolarmente cordiale. Voleva che Le raccontassi di mia figlia, mi guardava con i suoi profondi occhi azzurri e ascoltava le mie pene. Non giudicava mai e, come mia madre, rispondeva per aforismi e proverbi. Una sinteticità fuori dal comune.

Benché fossi fuori da ogni schema, era felice che avessi preso la bambina e non si chiese mai “Come e perché”, il suo sguardo diceva “E’ cosa giusta”.

Era molto più comprensiva di tanti giovani che esternavano contrarietà e tutto ciò che usciva ed esce fuori dal pensiero unico era ed è da condannare, a differenza di Maria che amava esclamare: “E Creature sono i figli do munno”.

Nata Scotto di Minico andò sposa ad un sant’angiolese, Aniello Barricelli detto “Pellicano”. Personaggio fuori dal comune, idolo del borgo come tutti gli uomini di mare, era introverso e taciturno preferendo parlare con il creato.

La casa dei Barricelli è sul porto di Sant’Angelo e per anni Maria era vedetta con lo sguardo all’orizzonte nell’attesa di veder spuntare la barca del marito, una Penelope colma di ansia e angoscia.

Donna forte, quale deve essere una moglie di tanti Pellicani, era il punto di riferimento della famiglia, moglie, madre, educanda ed economista. Il marito le faceva gestire tutto, riconoscendole capacità e ruolo.

Non dava mai nulla per scontato, non regalava nulla per piacere al prossimo; anche i suoi buongiorno e le buonasera erano mirati a gente che stimava, odiava i chiacchiericci e i pettegolezzi di paese, non aveva amiche e l’unica con cui si confidava era Giuseppina (Garibaldi).

Quando cominciò il boom economico sull’isola, entrò nel mondo del lavoro contribuendo al benessere familiare.

Il figlio Domenico ha seguito le orme del padre, la figlia sposata risiede in continente, il figlio Tommaso ha intrapreso il campo della moda, cosa che Maria non ha mai compreso o non ha mai voluto.

Oggi è un imprenditore affermato con vari negozi con denominazione “IL PELLICANO”, in onore del padre che decodificato si legge, fiero delle sue origini.

Lascia ai figli e alla famiglia tutta, un’eredità notevole, di cose semplici ma di grande dignità.

Io non so dove sia, ma una cosa è certa, finché sarà nei nostri ricordi e nei nostri cuori, non morrà mai e con Giuseppina, saranno sempre presenti.

CARMELO AMENTE

1 commento

  1. a piedi e x piu’ di trentanni salivano a piedi , lei e Giuseppina e venivano a serrara a fare “la spesa” piu’ di tre kilometri in salita ripida e altrettanti in discesa ripida, scusate la frase fatta “donne di una volta”, addoloratissimo

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