venerdì, Giugno 18, 2021

Ciao Guglielmo Buonocore, soldatino gialloblù

In primo piano

È stato uno dei primi esempi di “tuttocampista”. Potevi metterlo terzino destro, sinistro, a centrocampo, davanti alla difesa o mezzala: Guglielmo Buonocore non deludeva mai. Dava sempre il cento per cento. Combattendo fino all’ultimo minuto, sull’ultimo pallone. Come ha fatto nella vita. Buonocore s’è arreso dopo aver lottato come un leone, come se fosse ancora sul suo adorato “Rispoli” a ringhiare e mordere i garretti degli avversari. Una delle icone del calcio isolano ieri mattina è salito al cielo. Lassù, di compagni di squadra ne ritroverà tanti, a partire da Antonio e Carmine Barile e Renato Tonon, con cui ha condiviso gioie ed emozioni, festeggiato vittorie e pianto per le sconfitte.

Calciatore d’altri tempi “William” Buonocore, come amava definirlo Peppe Mollo nei suoi articoli. Perché oltre ad essere buon padre di famiglia, lavoratore instancabile, calciatore e allenatore (Isolaverde, Campagnano, squadre giovanili), Guglielmo è stato anche arbitro del Torneo Amatoriale. Inflessibile. Sempre tra i migliori. In campo, un “soldatino”, rapido e incisivo. L’Isolaverde il suo primo amore. La squadra del “Uagno”: il quartiere d’origine. Qualcosa in più di una semplice “concorrente” dell’AS Ischia a metà Anni Sessanta, che sapeva farsi notare con i gol di Peppino “Parola” Commitante, la tecnica di Cenzino Di Meglio, la grinta di “Mignolino” Manzi, le chiusure difensive di Aniello Lauro. Senza dimenticare la parentesi con la Virtus Colonna dei Francescon e degli Abbandonato, fino alla fusione delle due importanti realtà con l’Ischia, avvenuta a otto anni di distanza l’una dall’altra. GugliemoBuonocore in D, con la maglietta gialloblù, porta esperienza (170 le presenze nell’Ischia). Passati alla storia del calcio isolano momenti goliardici in occasione soprattutto delle gare esterne, con Guglielmo vittima di boutade e scherzi da parte di Giuliano Spignese e Gennaro Giametta, i “capi” di una organizzazione “a delinquere” (calcisticamente parlando) che spesso faceva arrabbiare Guglielmo, che però ha sempre perdonato tutti, mandandoli semplicemente a quel paese. Non si contano gli aneddoti su Guglielmo, in campo e fuori. Personaggio umile, schietto, gran lavoratore, cresciuto nella zona popolare del comune capoluogo. Sposatosi con Rosetta, la gioia di tre figli: Enrico, Massimo e Fabiana. I maschi hanno coronato il sogno della sua vita, creando una famiglia di calciatori davvero unica. Hanno giocato nel calcio professionistico, con Enrico che ha militato anche in Serie A e per tanti anni in B e C, vincendo campionati (il più bello da profeta in patria, con la fascia di capitano, nell’Ischia promossa in D dopo otto anni infernali in Eccellenza), facendosi apprezzare ovunque. Per caratteristiche tecniche più somigliante al papà, Massimo i suoi momenti importanti se li è ritagliati negli Anni Novanta e se li vuole ancora ritagliare visto che come collaboratore di “Billone” Monti è in lizza per un traguardo che a questo punto anche Guglielmo, da lassù, deve dare una mano a centrare.

Ciao Guglielmo. E grazie per quello che hai dato al calcio ischitano e per averci onorato della tua amicizia.

GIOVANNI SASSO

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