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Chiusura sede distaccata del Tribunale di Napoli in Ischia, Rosa Iacono scrive alla Cartabia e alla Garzo

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A margine dell’incontro di questa mattina all’Hotel Delfini, in occasione dell’Assemblea degli Avvocati di Ischia, Rosa Iacono è intervenuta a difesa del nostro tribunale e lo ha fatto con una nota accorata e puntuale inviata al Ministro Cartabia, al presidente del tribunale id Napoli, Elisabetta Garzo (prsente in sala) e al Signor Prefetto di Napoli.

“Nella qualità di Presidente – scrive Rosa Iacono – e Legale Rappresentante dell’Associazione Disabili Isola d’Ischia dal 1990 e Croce Rosa Ischia Soccorso dal 1997, avendo casualmente appreso della Sua presenza starnane ad Ischia, ho ritenuto doveroso incontrarla per rappresentarle il disastro che deriverebbe dalla prevista prossima chiusura del Tribunale sulla nostra isola.

Sono da sempre impegnata e solidale con le fasce deboli della società, per circa dieci anni, dalla iniziale previsione del 2012 di chiusura di tutte le Sezioni Distaccate d’Italia, mi sono battuta con la mia associazione affinché fosse scongiurata la soppressione della Sezione Distaccata di Ischia del Tribunale di Napoli, in quanto Presidio di Giustizia e di Legalità indispensabile alla Comunità civile degli Ischitani, in ragione della mancanza di continuità  territoriale con il resto della Nazione, sicché approssimandosi la scadenza a fine anno dell’ultima proroga e non essendo stati approvati dal Parlamento gli emendamenti presentati per la definitiva stabilizzazione e neppure per una nuova proroga in attesa di stabilizzazione dell’Ufficio Giudiziario Ischitano, facendo seguito alle precedenti note già numerose volte trasmesse, sento il dovere morale-e civico di evidenziarle, quanto segue:

L’isola d’Ischia è dotata di un Tribunale da oltre 1.200 anni.

La presenza degli Uffici Giudiziari è di fondamentale importanza per l’isola d’Ischia, garantendo l’effettivo accesso degli isolani al Servizio Pubblico Essenziale della Giustizia ed il diritto di difesa sancito dalla Costituzione. Oggi siamo nuovamente di fronte alla sciagurata previsione di eliminazione della Sezione di Tribunale isolana.

Tale provvedimento non economizza per niente le spese dello Stato Italiano, invero vengono aumentate notevolmente in quanto le forze dell’ordine dovranno recarsi giornaliermente in Napoli per le testimonianze e per la consegna degli atti cartacei sempre a spese dello Stato, e qui occorre pensare che sull’Isola vi è una Compagnia della Guardia di Finanza, una compagnia dei Carabinieri, quattro Stazioni dei Carabinieri un Commissariato della Polizia di Stato un Ufficio Circondariale Marittimo, tre Uffici Locali Marittimi, una delegazione di Spiaggia, un presidio dei Vigili del Fuoco, una stazione del Corpo Forestale dello Stato, sei Comandi di Polizia Municipale.

Inoltre, si realizza il grande disagio per la cittadinanza che per qualunque causa civile, amministrativa e penale deve recarsi in Napoli specificando che sull’isola d’Ischia vi sono quasi 80,000 abitanti stabilmente residenti che nel periodo estivo si decuplica.

A ciò aggiungo le gravi e ingenti difficoltà di un diversamente abile che nel periodo invernale deve recarsi al Tribunale di Napoli con le barriere architettoniche presenti sull’Isola d’Ischia, sui traghetti e in terraferma – (un vero disastro).

Con la crisi epocale che stiamo vivendo noi isolani ci troviamo con un Ospedale che non soddisfa le esigenze isolane, servizi di trasporti terrestri e marittimi con gravi limitazioni, soppressione di servizi sociali quali insegnanti di sostengo, assistenza a domicilio ecc.: mancati imbarchi di ambulanze con ammalati a bordo sui traghetti ecc.: ecc.:

Non è possibile fare economia sulla salute, sulla giustizia e sulla sicurezza pubblica.

L’economia si deve fare su altre cose futili che lo Stato mantiene ancora in essere quali lo stipendio ai parlamentari, le auto blu, le pensioni privilegiate a chi con due mesi di mandato parlamentare usufruisce (e Noi lavoratori dobbiamo fare 45 anni di contributi per la pensione), lavori pubblici mai terminati ecc. ecc.

Caro Presidente, faccio appello a Lei e al Ministro di Giustizia e Vi

CHIEDO A NOME DI TUTTI GLI ABITANTI DELL’ISOLA D’ISCHIA

di comprendere le gravosissime difficoltà ed i disagi che minuto per minuto viviamo, abitanti di un’isola distante diciotto miglia marine dalla terraferma; di mantenere e migliorare, piuttosto, la Sezione di Tribunale sull’isola d’Ischia, con l’applicazione stabile e continuativa di Magistrati e di personale amministrativo. Inoltre, partecipo la presente ai vertici dello Stato italiano, affinché possano definitivamente prendere atto di quanto sopra, provvedendo quali Nostri Padri a tutelare tutti Noi dell’Isola d’Ischia, Cittadini Italiani. Sono sicura e fiduciosa che la chiusura del Tribunale di Ischia non avverrà e che quali Padri Nostri ci accoglierete come tutti gli altri Cittadini Italiani e risolverete la problematica già citata.

Ma voglio precisare ed informarVi che, se dovesse verificarsi la sciagurata ipotesi della chiusura degli Uffici Giudiziari di Ischia, la popolazione isolana sarà chiamata ad una protesta e ad una sollevazione generale e la sottoscritta sarà la prima partecipante anche incorrendo allo sciopero della fame davanti al Ministero a Roma e quant’altro si potrà fare per scongiurare tale nefasta eventualità.

Cordiali e perfetti ossequi e che lddio Vi illumini sempre.

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