Chiudono l’UTIC ma assumono un cardiologo

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Nel prendere atto, ancora una volta, che la politica sanitaria e non solo mente, ma nessuno si era mai convinto del contrario l’UTIC di Ischia ha davvero bisogno di essere sostenuta con tutte le nostre forze.
La soppressione di questo servizio è gravissimo perché è figlio di una strategia cattiva. Prima di sottolineare gli ottimi risultati dell’unità, è giusto fare una riflessione generica.
Perché si sopprime l’UTIC? Ve lo spiego velocemente. Sfruttando l’ignoranza di molti e nascondendosi dietro le sigle SPOKE e HUB, i tecnici dell’ASL hanno pensato di farei furbetti, ma anche ad Ischia sappiamo leggere gli atti, con gli errori, che loro producono.
La strategia è sottile. I tecnici dell’ASL, con una mossa sottile, hanno affidato alla Cardiologia 8 posti letto. La stessa dotazione di quanti ne avevamo prima con 4 in Cardio e 4 in UTIC. Ora, cancellando l’unità si crea un sovrannumero di personale ma non la mancanza dei posti letto a disposizione del reparto. Una manovra nascosta in un Piano Ospedaliero Regionale, a pagina 110 più o meno, che permetterebbe, però, l’utilizzo della risorse assegnate all’UTIC come jolly negli altri reparti e al pronto soccorso.
Ecco come l’ASL pensa di risolvere il problema della carenza di personale: tagliando i servizi. E così, mentre scriviamo che il commissario Joseph Polimeni ha cancellato l’UTIC del Rizzoli dal Piano Ospedaliero Regionale e non ha inserito il nostro ospedale tra gli SPOKE delle reti IMA e Ictus, si apprende che Antonio D’Amore ha dato il via all’avviso pubblico, «per soli titoli, per la copertura a tempo determinato di n° 1 posto di dirigente medico – disciplina di cardiologia per il presidio di Ischia».
Si, l’ASL cerca un cardiologo a tempo determinato, di n° 1 posto di Dirigente Medico – Disciplina di Cardiologia e/o equipollenti per le esigenze della ASL NA 2 NORD per mesi 8, eventualmente prorogabili”.
Un controsenso anche se dovuto ad un possibile trasferimento già preordinato.
La “ricetta” per salvare l’UTIC è sempre al stessa. Secondo qualche politico regionale, già ieri, avremmo dovuto avere una risposta positiva, ma non è arrivato nulla. Pretendiamo che l’unità UTIC sia ripristinata così come aveva già chiesto a maggio il direttore generale Antonio D’Amore e che nel piano ospedaliero regionale il presidio A. Rizzoli sia riconosciuto quale SPOKE nella rete IMA e Ictus.

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