giovedì, Marzo 4, 2021

Chiosco al Carcere è tutti contro tutti. Comune contro Di Leva e Iacono e Di Leva e Iacono contro Comune

Rischio di nuovo caso Liprone: attacco ai suoli pubblici con abusi

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Gaetano Di Meglio | La vicenda del chioso del Carcere, delle pressioni politiche e delle decisioni prese male sono arrivate allo step successivo dopo la pubblicazione della sentenza del TAR Campania che, ha segnato un prima e un dopo.

I giudici del TAR scrivendo che “il comune di Ischia ha agito violando elementari esigenze di buon andamento e imparzialità” e ancora “non è nemmeno concepibile che il comune non faccia ricorso a un “minimo” di evidenza pubblica” e ancora “Il comune (di Ischia) nelle sue difese pare sostenere che non si tratterebbe della medesima area” oltre a descrivere il modus agendi del Comune ha dato il via a tutto quello che stiamo vivendo.
Il comune attacca Maria Di Leva e Marco Iacono. Marco Iacono e Maria Di Leva attaccano il Comune. Una guerra mista tra motivazioni, atti, abusi conclamati, demolizioni, concessioni e richieste di risarcimento danni.
Una questione complicata perché, in tutto questo oltre al pericolo di un nuovo effetto “Liprone” sull’asse suolo pubblico e abusi edilizi, c’è da considerare la posizione di chi oggi si trova con una mano dietro e una avanti nonostante abbia collezionato tutti i pareri possibili.

Dopo la sentenza del TAR, il comune di Ischia ha inviato la comunicazione di avvio del procedimento per la revoca della concessione sul suolo pubblico antistante il carcere di Punta Molino intestata a Maria Di Leva in base all’accertato abuso edilizio da parte del TAR.
Lo stesso Salvatore Marino, di pari passo ha diffidato Marco Iacono a rilascio dell’area antistante il carcere mandamentale di Punta Molino.
Di contro, come detto, sia da parte di Iacono che da parte della Di Leva sono iniziate a piovere repliche, ricorsi e richieste di risarcimento danni.
Marino scrive a Iacono che “è titolare di un’autorizzazione all’occupazione di suolo pubblico nella zona antistante il carcere mandamentale di Punta Molino che tale provvedimento veniva impugnato dinanzi al TAR Campania, sede di Napoli, dal precedente concessionario e che il Collegio Giudicante, annullava il citato titolo sulla considerazione, che non vi è mai stata revoca del suolo pubblico nei confronti del precedente concessionario.
In virtù di tutto ciò, Marino diffida Marco Iacono a rilasciare l’area in questione entro e non oltre 30 giorni dal ricevimento della presente. L’area dovrà essere libera da qualsiasi ingombro”. Un atto che arriva dopo ben due diffide della Di Leva che chiedeva all’Ente di Via Iasolino di ottemperare la sentenza del Tar.

Quel che fa rabbia alla Di Leva, però, dopo le evidenti ingiustizie che sono emerse dalla sentenza del TAR che in maniera netta ha evidenziato quanto il sig. Iacono Marco sia stato favorito dall’amministrazione comunale violando apertamente i più elementari principi di trasparenza e imparzialità cui è tenuta, è che ora si vive un reset complessivo dovuto soprattutto alle decisioni sbagliate e clientelari dell’ente di Via Iasolino.
Nei confronti della Di Leva, nonostante le ragioni del TAR sulla titolarità della concessione, il comune ha avviato il procedimento della revoca della concessione che a breve vedremo nel dettaglio.
La situazione è un coacervo di atti sbagliati e di norme calpestate che oggi vede un tutti contro tutti ingiusto. Le parole del TAR risuonano chiare: “il comune di Ischia ha agito violando elementari esigenze di buon andamento e imparzialità” e ancora “non è nemmeno concepibile che il comune non faccia ricorso a un “minimo” di evidenza pubblica”
Davanti a questo, però, è lecito che Maria Di Leva si difenda in ogni grado giudizio e chieda che la stessa giustizia usata nei suoi confronti, sia usata per tutti gli altri.
Quanti altri suoli pubblici con opere abusive sono stati rinnovati e sono stati concessi? Quanti di questi con istanza di demolizione pendente, ad esempio, continuano ad essere in vigore? Maria Di Leva deve pagare le conseguenze di una esigenza politica: accontentare il consigliere Massimo Trofa?
Questa parte della storia, questa del tutti contro tutti, è appena all’inizio. E sarà una “seconda stagione” di una serie già vista. Cittadini penalizzati dalla cattiva amministrazione dell’ente di Via Iasolino.

L’avvio del procedimento della fine di una storia iniziata il 13 aprile 1990
La cronistoria di questa vicenda va raccontata con quanto Salvatore Marino ha trasmesso alla Signora di Leva. Un racconto e una cronistoria che merita attenzione perché è la prova di come agisce il comune di Ischia.
Ma, soprattutto, accende un punto di svolta sul tavolo della unanimità di trattamento. Alla signora Di Leva, infatti, è stato comunicato l’avvio del procedimento volto alla revoca per decadenza della concessione di suolo pubblico nel piazzale antistante il carcere mandamentale di Punta Molino in seguito all’ordinanza di demolizione.
E quante concessioni di suolo pubblico vengono rinnovate nonostante le ordinanze di demolizione? Siamo alla soglia di un nuovo effetto “Liprone”
Premesso che con delibera di G.M. n. 514 del 13 aprile 1990 veniva assentita alla signora Di Leva, in quanto titolare della licenza di chiosco-bar n. 33/89, una concessione temporanea (15 giugno-15 settembre) di suolo pubblico di mq 50; il Comando di Polizia Locale, in data 15.01.2019, trasmetteva verbale di accertata violazione dal quale si evinceva che l’attività di cui alle licenze/SCIA veniva svolta in un chiosco privo di alcun titolo abilitativo.
30 anni per rendersi conto che l’attività “veniva svolta in un chiosco privo di alcun titolo abilitativo” è uno smacco troppo grande.
«Considerato, infatti, che dal rapporto tecnico – si legge ancora -, trasmesso allo scrivente, si evinceva la realizzazione di opere abusive e in particolare: il manufatto adibito a chiosco bar risulta privo di titolo edilizio e pertanto da considerarsi abusivo; l’attuale consistenza del manufatto risulta difforme da quanto originariamente autorizzato con concessione temporanea di suolo pubblico; in conseguenza di ciò veniva emessa ordinanza di demolizione n. 38 del 25 marzo 2019 da parte del competente Ufficio Tecnico Comunale; tale ordinanza veniva impugnata dalla Sig.ra Di Leva innanzi il TAR Campania con ricorso n.r.g. 2522/2019; il competente TAR adìto, riunito il detto ricorso con il successivo n.r.g. 3634/2019, con sentenza n. 5039/2020 del 06/11/2020, rigettava il ricorso n. 2522/2020 e confermava la legittimità dell’ordinanza di demolizione e della conseguente materiale demolizione delle opere»

Preso atto che in conseguenza della violazione edilizia accertata, con comunicazione di avvio del procedimento prot. 7215 del 13.03.2019 questo ufficio dava inizio alla procedura volta alla revoca delle licenze amministrative e sanitarie; seppur regolarmente notificata, non pervenivano scritti difensivi da parte della Di Leva e dei controinteressati; con provvedimento prot. 10094 del 05/04/2020 veniva concluso il citato procedimento con la revoca della licenza commerciale tipologia B (bar) n. 34 del 02.08.1990 e dell’autorizzazione sanitaria n. 78 del 04.07.1989 e conseguentemente con il rigetto della SCIA sanitaria prot. n. 12569 del 04.05.2018 e della SCIA amministrativa prot. n. 12568 del 04.05.2018 con le quali il sig. Iacono Marco nato a Ischia il 04.08.1975 ed ivi residente alla via Nuova Cartaromana n.49, aveva comunicato di subentrare alla sig.ra Di Leva Maria, nell’attività di chiosco bar sita in Ischia alla Spiaggia dei pescatori, giusta contratto di affitto di azienda Rep. n. 33811, Rac. n. 15858;
Preso atto, altresì, che con provvedimento prot. 10789 del 12 aprile 2019, facendo seguito ai provvedimenti ora evidenziati, veniva concessa occupazione di suolo pubblico in favore del sig. Marco Iacono; che tale provvedimento veniva impugnato dalla sig.ra Di Leva con ricorso r.g.n. 3634/2019; il T.A.R. Campania, nel riunire tale secondo ricorso al primo proposto contro l’ordine di demolizione, con sentenza n. 5039/2020 pubblicata il 06/11/2020, confermava, come già detto, la legittimità della suddetta ordinanza di demolizione rigettando la relativa impugnazione, ed accoglieva il secondo ricorso annullando l’autorizzazione rilasciata al sig. Iacono Marco sulla considerazione che se “il comune di Ischia non ha mai ritirato la concessione del 13 aprile 1990 esso non poteva concedere in uso la medesima area a un soggetto diverso”. Secondo il Collegio giudicante “In definitiva i provvedimenti del 5 aprile 2019 non recano una esplicita e inequivoca manifestazione di volontà del comune di ritirare la concessione, tacitamente rinnovatasi, assentita alla signora – OMISSIS – il 13 aprile 1990 (che tale atto nemmeno esplicitamente menziona limitandosi essi a qualificare la ricorrente come “concessionaria”); e, di seguito, che la sig.ra Di Leva Maria “…era (ed è) ancora titolare della concessione di suolo non avendo il Comune impedito il suo rinnovo né avendola altrimenti ritirata (revocata o dichiarata decaduta per inadempimento del concessionario) …”
Considerato che questo Ufficio nel rispetto delle considerazioni e delle statuizioni del Tribunale Amministrativo – pur con riserva di gravame ritenendo che il provvedimento prot. 10097 del 05/04/2019, notificato alla sig.ra Di Leva sia già da considerarsi un palese divieto di rinnovo e pertanto, implicitamente, una revoca della concessione di suolo pubblico nell’uniformarsi alla sentenza in questione, alla quale tuttavia con il presente avvio di procedimento non intende prestare acquiescenza, ritiene di dover avviare procedimento volto alla decadenza dell’autorizzazione all’occupazione di suolo pubblico di cui alla delibera di G.M. n. 514 del 13 aprile 1990 in favore della sig.ra Di Leva; infatti la decisione del Tribunale Amministrativo se da un lato statuisce che la concessione di suolo pubblico era, all’atto della concessione in favore del sig. Iacono, ancora in titolarità della sig.ra Di Leva dall’altro costituisce accertamento giudiziale della realizzazione da parte di quest’ultima degli abusi edilizi sanzionati dall’ordinanza di demolizione n. 38 del 25 marzo 2019. che l’art. 9 del Regolamento Comunale per la disciplina di spazi ed aree pubbliche approvato con Deliberazione di Consiglio Comunale n. 72 del 28.12.2012 rubricato “Decadenza della concessione o dell’autorizzazione” prevede che “1. Sono cause della decadenza della concessione/autorizzazione: a) Le violazioni delle disposizioni e degli obblighi concernenti l’utilizzazione del suolo o dello spazio pubblico concesso (abuso o uso diverso da quello per il quale è stata rilasciata la concessione/autorizzazione); b) la violazione delle norme di legge o regolamentari dettate in materia di occupazione del suolo; c) l’uso improprio del diritto di occupazione o il suo esercizio in contrasto con le norme ed i regolamenti vigenti; – che gli abusi edilizi realizzati dalla sig.ra Di Leva, accertati e confermati dalla citata sentenza del Tribunale Amministrativo, valutata anche la gravità del comportamento tenuto dal concessionario che ha modificato l’originaria consistenza del chiosco su suolo di proprietà comunale sia nei modi che nei tempi di occupazione, si configurano come causa di decadenza della concessione e/o autorizzazione ai sensi del menzionato art. 9 del Regolamento Comunale ed impongono a questo Ufficio di avviare il presente procedimento; ai sensi e per gli effetti degli artt. 2, 7 e 8 della Legge 241/90, con successive modificazioni ed integrazioni, l’avvio al procedimento di revoca per decadenza ex art. 9 del Regolamento Comunale per la disciplina di spazi ed aree pubbliche, dell’autorizzazione all’occupazione del suolo pubblico di cui alla delibera di G.M. n. 514 del 13 aprile 1990 rilasciata in favore della Sig.ra Di Leva Maria.

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1 commento

  1. Trovo che gli amministratori del comune non abbiano una mazza da fare tutto il giorno e vanno a spulciare della cose inutili. Se il TAR ha scritto che è il comune inadempiente, perché rompere l’anima ai proprietari del chiosco, che a mio parere abbellisce quell’angolo unico nel suo genere di Ischia. E’ stato credo costruito all’età della pietra, e adesso forse solo perché i proprietari non sono amici degli amministratori devono, sgomberare l’area? Meschini e arroganti. Ischia non si merita questi farabutti clientelari, favorendo solo gli amici e parenti, o sperperando soldi della comunità, vedi Piazza degli Eroi, oppure tacendo e non vedendo il disastro Parcheggio della Siena. Buona giornata.

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