C’è anche il covid stellato. Altri positivi: 3 a Ischia, 1 a Procida. Ospedale al limite. Un altro trasferimento in nave

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Ida Trofa | Perché la Campania registra tanti casi? Perché Ischia, dall’8 settembre, continua a vedere una curva dei contagi in rapida ascesa, registrando i numeri più alti dopo lo sblockdown? Perché abbiamo avuto la più grande mobilità estiva sia verso l’estero sia verso i nostri territori e anche perché avevamo la fama di essere Covid free.
Fatto sta che il sistema appare impazzito. E, giorno dopo giorno, la curva del contagio aumenta e investe nuovi settori e nuovi ambiti della nostra società.
L’8 settembre è stato il giorno del numero di tamponi positivi comunicati dopo la pausa estiva. Ieri, 9 settembre, Ischi a registra 3 nuovi casi: 1 a Forio, 1 a Lacco Ameno e 1 ad Ischia.

L’Ospedale Anna Rizzoli intanto continua ad accogliere pazienti e sospetti casi di coronavirus. Ieri sera l’ultimo trasferimento dalla contumacia del presidio di via Fundera verso i covid center della terraferma. La partenza con l’ambulanza a biocontenimento del 118 con il mezzo di linea Caremar in partenza dal porto di Ischia alle 19.40. Insomma il solito andazzo. E’ negativo il tampone della dipendente del comune di Barano che martedì ha fatto scattare l’allerta in tutto il municipio.

In questo momento, però, la massima attenzione viene posta alla riapertura delle scuole, ma sull’isola d’Ischia, dai municipi, passando per i luoghi della movida fino ad alberghi, bar e ristoranti il covid sta mostrando l’alta carica di insidie che si cela in ogni aspetto del nostro mondo. E non c’è da stare sereni o sottovalutare le prescrizioni sanitarie. Ne tantomeno si hanno certezze sul da farsi.

Così, purtroppo, continuiamo a dare voce ai numeri e ai casi ufficialmente noti nonostante il silenzio da parte di Asl e Sindaci.
Nell’ultimo mese sono più che evidenti i picchi di incidenza che restringono il cerchio per la rilevazione delle cause: maggiore mobilità della popolazione, soprattutto giovanile, lavorativa e di necessità.
Una fotografia di un mese di epidemia che ci dice due cose: il virus circola tra i giovani rientrati dall’estero ma, per l’elevata contagiosità, si è trasmesso a una quota di popolazione che in parte è stata tracciata e confinata ma in parte potrebbe essere sfuggita ai controlli dando il là a quella quota di nuovi casi che ogni giorno l’Asl rileva con tamponi non ben identificati.

Effetto Covid sugli “chef” stellati (e non solo)
Il coronavirus, dopo le vacanze, mostra che cambiano i malati. Anche i giovani rischiano: nessuno è immune. In particolare il momento è buio per la ristorazione, dopo il boom del settore, si fa fatica a ripartire con l’emergenza Covid. La questione, infatti, si fa un po’ più seria e complicata se anche gli “chef” stellati, quelli degli eventi, delle feste in strada, delle serate luculliane può contrarre l’odiata e temuta infezione.
E’ di queste ore, infatti, la notizia che uno dei più accorsati “chef” stellati isolani sia risultato positivo al Cornavirus.
L’uomo, inizialmente asintomatico, dagli inizi di questo settembre sarebbe dovuto essere semplicemente in isolamento fiduciario in attesa del tampone. A quanto pare, però, qualcosa non è andato come previsto.
I primi segni del virus? Quelli di un’influenza: spossatezza, mal di testa, febbricola, tosse, talvolta diarrea, mancanza di gusto e olfatto. E, volendo restare in tema di cucina si tratterebbe di effetti seri e conseguenze pesanti per chi dell’olfatto e del gusto ha fatto il suo mestiere.

Il paziente 1 del panorama stellato ha avuto febbre, tosse e affanno. Un viaggio in costiera, poi una tappa in Penisola Sorrentina per lavoro e alcuni momenti conviviali. Dopo 9 giorni la situazione è, comunque, stabile.
Complici i ritardi e le inceppature del sistema sanitario, i ritardi della macchina anticontagio: solo in queste ore, infatti, è giunto l’esito, purtroppo positivo del tampone faringeo al COVID-19.
Esito positivo per un caso pernicioso è difficile. L’uomo aveva partecipato con altri chef stellati a diverse attività ed eventi nel panorama della ristorazione a cui hanno preso parte una moltitudine di persone. Senza contare eventi e opportunità lavorative, come dicevamo, in costiera e nella penisola sorrentina oltre ad alcuni contatti sensibili nell’ambito del fitness e dell’ambiente delle palestre.
L’indagine epidemiologica, seppur con netto ritardo è partita. Nei prossimi giorni gli esiti.

Comune di Barano: “Negativo il tampone alla nostra dipendente“
L’annuncio del sindaco di Barano, Dionigi Gaudioso, fa tirare un sospiro di sollievo a tutta la comunità. Dopo la paura e la chiusura preventiva, riapre a pieno regime la sede Municipale: “Il tampone a cui si è sottoposta la nostra dipendente che nei giorni scorsi ha avuto contatti con un soggetto positivo al Covid19 ha dato esito negativo. Da domani, dunque, la Casa comunale tornerà ad essere aperta al pubblico secondo le precedenti modalità. Questo episodio, per fortuna risoltosi nel migliore dei modi, deve comunque fungere da monito per tutti noi a non abbassare la guardia”

Procida conta ancora un positivo. Negativo il tampone di un vecchio ritardo
Anche Procida vede aumentare la comunità di positivi sull’isola. Ad annunciarlo è ancora il primo cittadino, Dino Ambrosino, in una diretta facebook:“Non appartiene a nessun gruppo precedente ma si tratta di una persona contagiata di recente”.
Dunque un nuovo cluster per l’isola di Graziella dove giungono anche buone notizie. Ovvero l’ultimo tampone, effettuato a persone che erano entrate in contatto con le due cittadine romane, in vacanza a Procida e risultate positive, ha dato esito negativo. “Le ragazze comunque continuano il loro periodo di quarantena”.
Della serie meglio tardi che mai. Si tratta, infatti, del caso registrato diverse settimane fa e che ha riguardato un operatore dei supermercati con sedi su più isole del golfo che, nel corso nelle vacanze, aveva avuto frequentazioni con entrambe e che abbiamo già avuto modo di raccontarvi attraverso le nostre pagine.

2 Commenti

  1. Le categorie a rischio, anziani e persone con patologie croniche anche non gravi, dovrebbero rassegnarsi all’idea di limitare tutti i loro rapporti sociali, oltre a prendere anche le note precauzioni, consigliate a tutti.
    Nessuno ha il coraggio di dire però, che anche chi svolge particolari lavori, a contatto con molta gente o nella ristorazione, appartiene alle categorie a rischio e che dovrebbe limitare al massimo i contatti sociali, per quanto possibile…

  2. Non e facile dopo che e stato promesso del tutto durante il mese di luglio e agosto. Dopo aver visto per giorni alla TV caravan di camion pieno di barre, non credo che la gente dara piu ascolto allo scheriffo di salerno.

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