martedì, Aprile 13, 2021

Cavascura, 43 anni dopo è ancora disastro ai Maronti!

Doppio allarme ai Maronti: frana la costa, erode il mare. Via Fondolillo resta un pericolo come le strutture sulla spiaggia

In primo piano

Ugo De Rosa | 15600 giorni fa, era il 9 giugno 1978 e la montagna franò. 5 morti, 5 turisti tedeschi, 5 vittime innocenti che restano ancora come un monito ad intervenire.
Sono trascorsi 43 anni e la mano dell’uomo ha continuato a violentare quel tratto di costa senza rispetto, senza ingegno e senza cultura.
Strade pedonali percorse, senza ritegno, da auto e furgoni. Interventi a mare dalla scarsa efficienza e una storia di dissesto idrogeologico che resta in bella mostra senza che nessuno muova un dito.

43 anni sono tanti e le responsabilità sono di tutti. L’urgenza di intervenire, oggi, oltre che di Dionigi Gaudioso è di tutti quelli che hanno voce in capitolo. Il comune di Serrara Fontana, l’autorità di Bacino, la Città Metropolitana e la Regione Campania fino ad arrivare al Governo.
Luigi Balestriere, nella sua pagina facebook “barano notizie” racconta così l’attualità: “Ai Maronti lo scenario è da incubo. Sono centinaia di migliaia i metri cubi di spiaggia inghiottiti dal mare. Gli stabilimenti balneari sembrano palafitte, qui le onde hanno scavato profondamente e fatto riemergere lo scempio della passeggiata in cemento armato che è un monumento della follia degli Anni ’90.

Drammatica la situazione del costone in tufo presso Cavascura: l’arenile è sparito, il mare s’infrange sui muri dell’Hotel Vittorio. Una grossa porzione di costone è sprofondata a mare. C’è una voragine che si è aperta sulla strada che porta a Sant’Angelo, già transennata dal Comune di Barano nei mesi scorsi. Le pareti di tufo si stanno sbriciolando tra erosione naturale e mille violazioni della mano dell’uomo. Le attività ricettive sono in ginocchio e la situazione idrogeologica della baia è in condizioni assai critiche. Non va meglio all’interno delle insenature tra Cavascura ed Olmitello, dove si staccano ingenti quantità di tufo. Le copiose piogge hanno fatto il resto e lo scenario della costa a sudovest dell’Isola è da brividi.»
Non una parola inventa, non una parola che non sia adatta al racconto di quello che si vede a Cavascura.

L’avvocato Giuseppe Di Meglio, commenta duro e tagliente «Una descrizione drammatica ed appropriata: dopo 19 anni la mega operazione del ripascimento è miseramente fallita: sette milioni di euro buttati a mare. La autorità di bacino lo aveva previsto attestando la inadeguatezza del progetto poiché l’arenile pompato dal fondale sulla costa doveva essere bloccato con condotta di acciaio bloccata sullo infrangersi della onda. I costoni all’interno si sbriciolano in quanto è mancato il risanamento con taglio dei tratti erosi e ripiantumazione di essenze arboree con reti. Nel frattempo il Comune spende due milioni e mezzo per la messa in sicurezza della Chiesa Baldino che nessuno potrà utilizzare».
Il momento è grave. Nelle settimane scorse è franato il costone e, sempre in queste settimane il mare ha continuato a scavare sotto. Una doppia azione che merita molta attenzione e che necessita di soluzioni moderne, efficaci e ben congegniate.

La frana del 1978
Alle 12.40 – racconta l’attento sito internet isolano.com – una frana di grandi dimensioni si è staccata dalla collina che sovrasta quasi a picco la zona Fumarole della spiaggia dei Maronti. Parliamo di oltre 10 mila metri cubi di tufo trasformato dagli agenti atmosferici in terriccio, piombato da un’altezza di circa trenta metri sull’arenile affollato da un paio di centinaia di bagnanti. Uccisi 5 turisti stranieri (4 inizialmente e un altro dieci giorni dopo per le ferite riportate).

Due quelli feriti gravemente. Fortuna nella sfortuna, l’orario della frana: molti turisti, infatti, erano risaliti dalla spiaggia per il pranzo, circostanza che ha evitato un bilancio ancora peggiore. Dopo l’allarme, è cominciata l’opera di soccorso di vigili del fuoco, agenti di polizia e carabinieri, giunti in gran parte via mare. Sul posto il prefetto Biondo, il questore Colombo e il comandante del gruppo “Napoli Primo” dei Carabinieri, colonnello Rochietti March. Alle operazioni di soccorso hanno partecipato anche elicotteri della marina americana al comando del capitano Cloud.»

COLPA DELLA DISSENNATEZZA
La cronaca di quella franca, riportata in un dettaglio reportage a firma di Adriaco Luise, fa riferimento all’abusivismo edilizio: “Il disastro, secondo gli isolani, non sarebbe dovuto alla lenta erosione degli elementi naturali, ma piuttosto alla dissennatezza con cui nell’isola si è costruito in questi ultimi anni”, Si segnala che un “imprenditore edile della zona è sfuggito, grazie all’intervento dei Carabinieri, al linciaggio di una folla inferocita. La frana infatti si è verificata proprio nel punto in cui una società costruttrice sta innalzando dei villini residenziali. […] L’alterazione del precario equilibrio geologico sarebbe quindi all’origine della frana”. Successivamente la commissione regionale di inchiesta stabiliva che non c’erano cause specifiche, ma alle spalle l’azione concomitante di svariati fattori.

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2 Commenti

  1. Prossima tragedia annunciata da molti anni di cemento selvaggio e speculazioni edilizie da parte di scandalosi palazzinari locali , interesserà il TOCCANETO con la consapevole e tacita’ complicità delle autorità locali,in primis il comune. Vergognatevi in anticipo….!!!!!

  2. Nemmeno le vittime , mi riferisco a Giuseppe Iacolare, sensibilizzano il comune di Barano , al fenomeno abusivismo , Vera causa del degrado territoriale dell’isola.Connivenze, interessi ,omertà ……!!!!! Miscela esplosiva del fenomeno che non avrà mai fine……!!!!

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