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Cava dell’Isola frana ancora. Del Deo suona la carica contro i privati

RIAPRIRE CAVA L’ordinanza ribadisce la necessità «di garantire un rapido riutilizzo dell'arenile suddetto che rappresenta uno dei luoghi del territorio comunale con particolare vocazione turistica e dalle alte valenze paesaggistiche». Attualmente la spiaggia di Cava dell’Isola è ancora interdetta alla pubblica fruizione. La primavera si avvicina e l’obiettivo di Del Deo, nemmeno tanto celato perché si evince dalle ordinanze, è di avviare i lavori di risanamento in danno e a spese dei privati inadempienti conseguendo il duplice obiettivo di riaprire l’arenile tanto caro ai bagnanti e di recuperare i costi degli interventi

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Del Deo inizia a fare sul serio per il recupero di Cava dell’Isola, per restituire la spiaggia libera più famosa dell’isola alla fruizione dei bagnanti. E inizia a muoversi con due ordinanze a carico di privati proprietari di porzioni del costone franoso sovrastante l’arenile. L’iniziativa parte dopo un nuovo smottamento verificatosi evidentemente a causa delle abbondanti piogge e accertato lunedì 9 febbraio dall’ing. Luca De Girolamo. Il cedimento interessa la parte di proprietà della signora Anna Polito, ma anche la porzione riconducibile alla “Cast Hotel srl” di Ciro Castiglione. Di qui l’emissione di due ordinanze a firma del dirigente del I Settore arch. Marco Raia, che impongono di delimitare i tratti interessati dal pericolo e, nel caso della Polito, di provvedere ai lavori di messa in sicurezza. Il Castiglione non lo ha fatto e il Comune si è già attivato per procedere in danno. Attualmente la spiaggia di Cava dell’Isola è ancora interdetta alla pubblica fruizione. La primavera si avvicina e l’obiettivo di Del Deo, nemmeno tanto celato perché si evince dalle ordinanze, è di avviare i lavori di risanamento in danno e a spese dei privati inadempienti conseguendo il duplice obiettivo di riaprire l’arenile tanto caro ai bagnanti e di recuperare i costi degli interventi.
Nella prima ordinanza notificata a Ciro Castiglione, amministratore delegato della “Cast Hotel srl”, si ricorda il precedente provvedimento del 26 marzo 2014, con il quale gli si ordinava di «provvedere ad horas a recingere con transenne o altri idonei mezzi l’area interessato dal pericolo e di eseguire lavori di eliminazione dello stesso, ognuno per quanto di competenza». Il Castiglione ha provveduto a richiedere il necessario permesso a costruire, comunicando «di procedere lungo il primo tratto del costone di cui trattasi alla esecuzione degli interventi atti a garantire nell’immediato una prima messa in sicurezza». Questo agli inizi di aprile dello scorso anno. Sta di fatto che successivamente non ha trasmesso al Comune le integrazioni richieste per il rilascio e tutto è rimasto lettera morta. Tanto che a dicembre gli è stata indirizzata una nota con la quale lo si diffidava «a trasmettere la documentazione integrativa richiesta con nota prot. n. 17000 del 27.06.2014, entro il termine perentorio di 15 giorni dalla notifica della stessa e con la quale si comunicava che trascorso il suddetto termine ci si sarebbe attivati con la massima sollecitudine per l’esecuzione in danno degli interventi necessari alla messa in sicurezza del costone di cui in premessa ed alla attivazione di eventuali procedure consequenziali di competenza dell’Autorità Giudiziaria». Ed infatti l’ordinanza dell’arch. Raia prosegue evidenziando che vista l’inadempienza del Castiglione, il Comune «sta procedendo all’attivazione delle procedure in danno per l’esecuzione delle opere di messa in sicurezza del tratto di costone de quo».
E arriviamo al sopralluogo dell’ing. De Girolamo, che lunedì scorso si è recato a Cava dell’Isola per verificare le condizioni del costone ed ha constatato, come riportato nell’ordinanza di Raia, «un nuovo corpo di frana, pressappoco in corrispondenza di quello già rilevato in occasione del sopralluogo effettuato in data 4/3/2014 ed in data 23/6/2014, in corrispondenza di un fabbricato, parzialmente crollato, insistente presumibilmente sulle p.lle 466 e 467 Fg. 27 intestate catastalmente alla Sig.ra Anna Polito». Il nuovo corpo di frana «presenta un fronte di circa 20 m. con uno sviluppo di invasione lato mare sviluppo di circa 25 m. esso risulta causato verosimilmente dalla pessima regimentazione delle acque zenitali provenienti da monte, provenienti in particolare dalla stradina condominiale che funge da alveo strada e da una tubazione in PE che, dopo aver raccolto le acque zenitali ruscellanti sulle aree impermeabilizzate degli immobili individuati catastalmente al Fg. 27 P.lle 325-326-327-437-463-466-435, recapitano le stesse in corrispondenza della nicchia di distacco, provocano un tipico andamento retrogressivo del fenomeno franoso in atto…». Di qui la conclusione che «il nuovo movimento franoso testimonia il continuo evolvere del fenomeno di instabilità dell’intero costone e quindi con il possibile rischio che lo stesso interessi altri tratti, con possibili smottamenti».
Pertanto, al fine di garantire la pubblica e privata incolumità, viene ordinato al Castiglione «di provvedere ad horas ad interdire l’accesso e l’utilizzo delle porzioni di particelle individuate in catasto al Fg. 27 n.88-89-104-116-117 per una fascia di profondità pari a 10 m. lungo l’intero sviluppo del costone a partire dal ciglio dello stesso, recingendo con transenne o altri idonei mezzi l’area interessata dal pericolo». Avvertendo che in caso di inadempienza, trascorso il termine di quindici giorni il Comune provvederà in danno e a spese del privato anche per la delimitazione.
Quanto all’ordinanza notificata alla signora Anna Polito, innanzitutto Raia evidenzia che il nuovo movimento franoso sta interessando la zona adiacente al fabbricato, già pericolante, «aggravando la condizione di sicurezza e di rischio frana presente». Di conseguenza è necessario procedere con la massima urgenza al ripristino ed alla messa in sicurezza dei luoghi. Il passaggio successivo esplicita che «l’esecuzione dei lavori di messa in sicurezza del costone di cui trattasi riveste un ruolo di fondamentale importanza per l’Amministrazione comunale nell’interesse della popolazione residente, nonché per la salvaguardia naturalistica e paesaggistica del tratto di costa di Cava dell’Isola». E ribadisce la necessità «di garantire un rapido riutilizzo dell’arenile suddetto che rappresenta uno dei luoghi del territorio comunale con particolare vocazione turistica e dalle alte valenze paesaggistiche».
Pertanto ordina alla Polito «di provvedere ad horas ad interdire recingendo con transenne o altri idonei mezzi l’area interessata dal pericolo e di eseguire i lavori di eliminazione dello stesso», ovviamente da eseguirsi conformemente alla normativa urbanistica e paesaggistica vigente. Se entro quindici giorni dalla notifica dell’ordinanza non saranno state avviate le procedure per l’inizio dei lavori, anche in questo caso l‘Ente procederà in danno, con spese a carico della Polito.
Il messaggio è chiaro: Cava dell’Isola deve essere riaperta per la prossima stagione. E Del Deo intende farlo intervenendo a spese dei privati inadempienti.

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