Caterina Mazzella a Giuseppe Conte: “Un nuovo governo per riparta dal vero valore delle donne”

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Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte (D), con il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico e vicepremier Luigi Di Maio (S) durante il dibattito alla Camera sul voto di fiducia al nuovo Governo, Roma, 06 giugno 2018. ANSA/ETTORE FERRARI

La formazione, indegna, del nuovo governo è un argomento che ci tocca da vicino per più motivi. Sicuramente perché siamo italiani e perché, purtroppo, il nostro destino, rischia di essere affidato, una seconda volta, nelle pessime mani di Giuseppe Conte e di una ammucchiata di governo dalla prospettiva pessima.

Così, mentre il gioco per la formazione dell’esecutivo “Conte 2” si gioca tra dirette facebook, dichiarazioni e capricci con Grillo, Di Maio, Zingaretti, Renzi e un po’ Di Battista, c’è anche una voce ischitana, dal taglio “nazionale” che merita attenzione. E, che, stando agli ultmi rumors diffusi, sembra sia andata a segno. La voce ischitana è quella di Caterina Mazzella, la Presidente Nazionale della FIDAPA che, a nome di tutte le fidapine italiane chiede al presidente Conte di avere “in considerazione le reali potenzialità delle donne nel lavoro, cultura e politica della nostra bellissima e unica nazione Italia”

E ancora “Ci auguriamo – scrive il presidente nazionale del sodalizio femminile – che il presidente incaricato, sappia riconoscere. alle donne italiane un ruolo di primo piano nell’ imminente nuovo governo, indipendentemente dal colore politico”

LA NOTA

Egregio Presidente.

Le scrivo in qualità di Presidente Nazionale della FIDAPA (Federazione Italiana Donne Arti Professioni e Affari), associata alla International Federation of Business and Professional Women, una delle più influenti ONG nella materia della difesa dei diritti delle donne.

In Italia, l’Associazione che rappresento, è composta da circa 11.100 Socie, raggruppate in sette Distretti e in 309 Sezioni sparse su tutto il territorio nazionale: da più di 90 anni. secondo la previsione statutaria, svolge un movimento di opinione costante sulla condizione della donna promuovendone la crescita culturale, le occasioni di pari opportunità, il riconoscimento dei diritti. l’inserimento nella vita sociale, politica e amministrativa.

Attraverso la propria Federazione Internazionale, è accreditata presso le massime Istituzioni Europee e Internazionali (ONU, FAO, UNESCO, Consiglio d’Europa); annualmente partecipa ai lavori della Commission of Status Women presso le Nazioni Unite, Commissione che da 62 anni opera a favore della condizione femminile nel mondo.

Nel segno del significativo impegno profuso dalla nostra Federazione per l’affermazione di politiche di genere inclusive e finalizzate ad una maggiore e qualificata presenza femminile nei ruoli di rappresentanza politico/istituzionali, a nome delle 11.100 Socie che rappresento ed in attuazione del goal 5 (Parità di genere) dell’Agenda ONU 2030 sullo sviluppo sostenibile, Le chiedo di favorire una cospicua se non paritaria rappresentanza di donne nel Governo che si accinge a formare.

Certa della Sua sensibilità in tema di pari opportunità, auspico un favorevole accoglimento della nostra richiesta. Con i migliori auguri di buon lavoro.»

Dello stesso tenore e con la stessa preoccupazione di Caterina Mazzella è la posizone di Beatrice Brignone, segretaria di Possibile che, parlando della composizione dell’eventuale nuovo governo, non ha dubbi: “se il buongiorno di vede dal mattino, come si suol dire, la situazione non è delle più incoraggianti. Il protagonismo delle donne, per cui continuiamo a batterci ogni giorno, è totalmente assente: nella fase di formazione dell’esecutivo, la presenza è stata quasi tutta al maschile. E gli effetti della muscolarità fine a se stessa sono davanti agli occhi di tutti. Per questo spero che nella squadra dei ministri del governo le donne siano protagoniste”.

Entrambe hanno ragione anche se abbiamo il timore che il vero problema per l’Italia sia questi uomini, intesi come persone. Sesso escluso. Anche perché, sinceramente, di donne come la Castelli o la Cirinnà, ne faremmo volentieri a meno come uomini con Toninelli o gli altri grillini eletti.

1 commento

  1. Caterina sicuramente il presidente Conte ti ascolterà e magari ti inserirà nella nuova squadra di governo come ministro o sottosegretario.
    D’altrone molto meglio una anguria “rossa” che 2 “ Meloni” bianchi……..

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