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Casello tampone e task force “privata”. Prevenzione per salvare l’estate: tampone facile e a domicilio. Oltre il “green pass”

#ischiaritornoalfuturo | Covid, nel 2021,. svolta possibile! Sindaci, ASL e partner di qualità per dare senso e sostanza alle parole “Ischia Covid Free”

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Gaetano Di Meglio | Ed eccoci al secondo episodio di Ritorno al Futuro. Dopo i trasporti marittimi in cui i nostri Tannen sono De Luca, Cascone e diversi ischitani, oggi tocchiamo un altro argomento. Parliamo di Covid-19, di Comunicazione, di mercati, di turismo e di sicurezza. Abbiamo bisogno di aprire le portiere della nostra DeLorean per combattere contro Antonio D’Amore e contro i nostri sindaci.
In verità, su questo argomento, non vorrei personalizzare troppo gli “uffici”, bensì vorrei restare sulla dimensione istituzionale della problematica. Affrontare il tema nella dimensione globale senza stare li a puntare il dito. Questo lo abbiamo fatto e lo facciamo con costanza. Ma diamo sfogo alla voglia della “proposta”.
Da giorni sentiamo parlare delle varie problematiche legate al potenziale green pass, alla gestione e agli effetti della campagna vaccinale e, come se tutti fossimo vittime di uno strano algoritmo abbiamo smesso di ragionare sulla sicurezza, di tracciamento e di indagine epidemiologica.

Con l’arrivo del vaccino, infatti, siamo passati alla “storia” successiva. Con uno swipe, con una semplice azione del pollice.
Mentre la massa e i molti sono occupati a smontare il maxi complotto che abbiamo fatto perché vogliamo tenere nascosti gli oltre 100 casi di Covid sull’isola, cosa da mandarli alla Salute Mentale (se funzionasse!), sembra che nessuno voglia affrontare l’argomento sicurezza.
Il dibattito politico, che non ha nulla a che fare con le diverse realtà territoriali che rappresentano l’Italia, si sviluppa sul post del giorno, sulla polemica dell’ora e sull’ultima agenzia.
Tutto questo ci ha confuso e distratto. Abbiamo bisogno di ritornare al futuro, sfruttare il presente e uscire dal passato.
Come sappiamo bene, purtroppo, l’infrastruttura dell’accoglienza tra Pozzuoli, Napoli e isola d’Ischia è più la banchina di Caronte che non quella di una località turistica moderna e attuale.

Avremo un’altra occasione per mostrarvi gli “imbarchi da incubo” che offriamo a residenti e turisti ma oggi fermiamoci sulla questione sicurezza, green pass e tanto altro.
Non è ancora chiaro quali siano le regole in vigore dal prossimo 6 agosto, come verrà declinato la vicenda Green Pass, dove servirà, dove sarà obbligatorio e via dicendo. Non entriamo nella vicenda vaccini, obblighi e altro. Restiamo ad Ischia e affrontiamo il nostro problema. Abbiamo bisogno di sicurezza dal covid ovunque. Il passato ci ha mostrato che i sistemi di controlli adottati in terraferma sono stati inefficienti, non adatti e con molti limiti.
Non staremo qui a fare il rewind e la cronaca di tutte le cose che non vanno, ma vogliamo andare avanti.

E lo facciamo sposando l’idea di Giovanni Lombardi, il presidente di Nefrocenter, il primo gruppo privato italiano specializzato nel settore della nefrologia, dialisi e diabetologia e che dal 2020 è stato attore protagonista della lotta al Covid per i pazienti dializzati in Campania, nel Molise e anche con l’Asl Napoli 2 Nord.


L’idea “politica” è molto semplice: attivare un casello tampone sui porti, consentire l’erogazione, anche in maniera privata a prezzi popolari, di tamponi rapidi e molecolari e gestire l’eventuale emergenza.
Dare sostanza al claim “Ischia Covid Free” e trasformare un bisogno di mera comunicazione in una best practice da presentare come modello.

L’idea pratica, che ha bisogno di solo buona volontà, di intesa tra Comuni, Associazioni e ASL sarebbe facilitata anche dalla presenza di un partner d’eccellenza.
Di una struttura formata, solida, con esperienza in campo di covid e con tutte le carte in regola per garantire sicurezza e affidabilità.
Dobbiamo garantire a tutti la vacanza a Ischia e, se non possiamo convincere tutti (anche perché non ci sono i tempi) della bontà del vaccino possiamo, però, facilitare la vita del turista e offrirgli una via facile al tampone. Senza attesa, senza stress, senza fila.
E così, se il gruppo Dimhotels ha previsto un percorso interno destinato proprio a questo scopo, il resto del mondo dell’accoglienza non dovrebbe restare a guardare alle stelle e dovrebbe dare risposte ai turisti.
Ed è qui che ci vuole la soluzione politica.

Presidente grazie della disponibilità. L’idea di creare un casello tampone sui porti dell’isola potrebbe essere la sfida dell’estate 2021. Potrebbe garantire sicurezza, rispetto delle normativa e superare anche gli aspetti più pratici rispetto alla gestione del green pass. Una bella sfida, vero?

L’idea di un casello tampone che garantisca tutti è possibile quindi?
«Certo. Vogliamo creare una sinergia tra il sistema imprenditoriale, dei trasporti e sanitario e mettere a disposizione di imprenditori e comuni, a basso costo, un sistema che consenta sia a chi sbarcava senza green pass o senza tampone, sia per gli ospiti che dovevano partire o avessero problemi a lasciare l’hotel, di sottoporsi a tamponi e altro. Avevamo anche parlato con l’ASL na2 Nord per questo e per un servizio per le emergenze. E’ un’idea che ho lanciato per tutelare tutti, un progetto che dovrebbe coinvolgere sia gli imprenditori alberghieri che i comuni.”

Faccio un po’ il complotti sta da big pharma. Non le sembra un’attività da privato che vuole sfruttare la pandemia?
“No, assolutamente. Abbiamo pensato che questo progetto per essere funzionale deve garantire due fattori: la qualità delle prestazioni sanitarie e la competitività con il resto d’Italia. Il tampone lo puoi eseguire ovunque. Il nostro è un progetto pensato per Ischia. Vogliamo provare a dare una risposta seria ad una problematica che va affrontate. Siamo pronti a garantire tariffe molto popolari e al disotto della media di mercato”.

Il progetto cosa prevede
Oltre al casello tampone per chi sbarca ad Ischia, abbiamo ipotizzato anche una piattaforma i turisti potranno registrarsi per essere sottoposti a tampone prima della ripartenza. Daremo la possibilità di effettuare sia test molecolari sia test antigenici di ultima generazione anche con prelievo dei tamponi all’interno delle strutture»

Veniamo al dunque, in caso di emergenze o casi positivi?
«Abbiamo acquisiti l’esperienza necessaria. Nel 2020, l’ASL Na 2 Nord ci ha affidato il trasporto dei pazienti Covid dializzati, quindi offrendo già il servizio per pazienti molto delicati, lo possiamo fare per un paziente “normale”. La nostra struttura già esistente e che ha lavorato per l’intero 2020 e parte del 2021 è già operativa. In caso di tampone positivo, però, nel nostro progetto è previsto un coordinamento con l’Asl di competenza per la gestione dell’ospite, con isolamento in un mini Covid-center fino all’arrivo del tampone molecolare di conferma.»

Cosa vi dovrebbe essere messo a disposizione per essere operativi?
“Firmare un protocollo di intesa, un modus operandi tra i comuni interessati e i principali alberghi o l’associazione, in modo da poterla sottoporre al dipartimento di prevenzione ASL”.

Di che spazi avreste bisogno?
“In verità noi utilizziamo delle unità mobili (dei camper) che ci permetterebbero di coprire gli arrivi. Gli stessi camper possono recarsi verso gli alberghi nel caso vi siano clienti con febbre o sintomi per sottoporli a tampone. E, in ogni caso, sia chiaro, integreremmo il servizio ASL che magari non ha fondi o uomini per posizionarsi sui porti e così via. Capri, ad esempio, in piccolo l’ha fatto. Certo la situazione territoriale è diversa, ma loro sono riusciti a bloccare il focolaio che hanno avuto proprio grazie a questa organizzazione.”

Parole chiare e nette. E’ questo un modo per cancellare il tragico passato con cui abbiamo fatto i conti. E’ questo il tragico passato e il complicato che presente che dovremmo trasformare in futuro, ma mi rendo conto di essere sempre più come uno studente dell’Attimo fuggente che cammina nella strada meno battuta del bosco.
Il nostro Antonio “Tannen” D’Amore ci continua a bullizzare come preferisce. L’hub vaccinale di Ischia è chiuso, siamo esclusi dalle iniziative pro vaccinazioni, siamo alla solita deriva assistenziale e, la cosa peggiore, è che sembra non essere una priorità della nostra classe dirigente. Politici muti, sindaci e consiglieri comunali alle prese con beghette tra di loro che non riescono ad essere interpreti di nessuna iniziativa che ci consenta di venire dal fuori dal pantano creato dal disinteresse dell’ASL.

Ci piacerebbe che qualcuno sollecitasse De Luca, il grande alfiere della battaglia al covid con parole stroboscopiche ma con fatti a led che abbiamo bisogno di una linea preferenziale, diversa, magari autonoma dalle decisioni dell’ASL che deve contemperare i grandi numeri della terraferma e deve fare valutazioni diverse da quelle che servono su territori come il nostro. Un territorio che è non è la “piccola” Procida e non è la “grande” Pozzuoli, ma che genera esigenze uniche.

Nel suo commento (a lato) Vito Iacono sottolinea l’esigenza di una diversa interlocuzione con l’ASL. Una nuova piattaforma di rivendicazione che superi il luogo comune, che vada oltre la stucchevole passerella d’occasione e mostri, invece, di mettere gli interessi delle nostra comunità e dei nostri ospiti.
Ischia, ritorna al futuro. Apri le porte della tua DeLorean!

3 Commenti

  1. Il casello ed i controlli vanno fatti nei porti di partenza e non di arrivo.
    È un paradosso, un eventuale positivo va bloccato a monte e non gestito a valle.
    Bastian contrario ad ischia li facciamo arrivare, quando devono ripartire invece li tamponiamo!
    Che idea!

  2. Ah,quindi quando una persona non condivide le idee degli altri “appoggiate” anche da questa stampa si chiama razzista.
    C’è sempre da imparare “soprattutto da chi ne sa più degli altri”!
    E comunque se questo “razzismo” serve a limitare la diffusione del covid sull’isola che ben venga.Meglio essere razzista che ritrovarsi ricoverato in ospedale o magari in zona rossa con tutte le conseguenze sull’economia già distrutta.

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