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Casamicciola. Porto: il cesso dei «desideri»

Senza pace le concessioni demaniali marittime: prosegue il braccio di ferro per le “toilettes” del porto

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Ida Trofa | Locali biglietterie e toilettes: niente proroga al 2023 né mai, per le vecchie concessioni in capo alla Tra.Spe.Mar. di Marrazzo. Giovanni Battista Castagna ed armatore sono al lavoro per preparare offensive e controffensive al fine di mettere le mani sulla gestione degli spazi a partire da subito e, soprattutto, in vista dell’avvio della prossima parentesi turistica. Un punto di non ritorno che regolerà le gare e le future concessioni.
La vicenda è legata alla gestione degli spazi del terminal di Casamicciola, fino allo scorso anno governato dagli uffici regionali e ora passato nelle mani dell’ente locale.
Con l’affidamento e la gestione degli spazi del Terminal a Casamicciola si è aperta un’altra stagione. Ed è forse, proprio il caso di dire, che siamo finiti nel cesso!
Quella delle contestazioni, delle contese e di un aspro braccio di ferro che vede impegnati gli inquilini del Capricho e l’armatore politico e molto altro ancora.

Concessioni in mano al comune
Restano senza pace le concessioni demaniali marittime turistico-ricreative non solo a causa della pronuncia della Cassazione penale del 22 aprile 2022 n. 15676, ma restano senza pace con l’ultima rivoluzione regionale sui porti.
Casamicciola, come altri comuni, si trova, infatti, a vivere un’ulteriore rivoluzione, un misto tra azzardo è caos, legata al passaggio formale della gestione anche degli ambiti portuali deciso dalla Regione Campania. Un 2022 decisamente ad alto rischio demaniale, con un settore che diventa particolarmente caldo. Anzi più caldo che mai.
La Regione Campania, lo ricordiamo, ha trasferito dallo scorso giugno le funzioni amministrative di gestione dei porti ai Comuni. Le funzioni amministrative relative al rilascio di concessioni di beni del demanio marittimo nei porti di rilevanza regionale e interregionale sono state trasferite agli asset comunali in cui rientrano i predetti ambiti portuali. L’obiettivo primario, a Casamicciola, in realtà, appare quello di cacciare le compagnie di navigazione, o almeno una parte di esse, dal terminal Italia ’90 in vista di un prossimo “sviluppo” del litorale.

La richiesta di lasciare gli spazi è giunta formalmente a mezzo PEC dagli uffici del Demanio di via Tommaso Morgera che hanno già chiesto, ad esempio, alla compagnia che occupa una parte delle biglietterie e le toilettes di lasciare detti spazi per spostarsi altrove.
Tutto questo, mentre governo e Parlamento preparano la normativa che dal gennaio 2024 regolerà le gare e le future concessioni. Il 31 dicembre 2023 è, infatti, la data stabilita per il riordino della materia dal Consiglio di Stato in Adunanza plenaria (18/2021) tagliando l’inestricabile nodo gordiano formatosi tra proroghe (statali e regionali) e sentenze (comunitarie, costituzionali, penali ed amministrative).
Castagna però non ha inteso, in questo caso, sentire ragioni. Il sindaco cittadino ha avviato le procedure disgiunte provando i lidi e le spiagge, e nel caso specifico del porto commerciale ha stabilito la linea dura e persino il ricorso alla forza pubblica. Il provato dal canto suo sfrutta la strada dei ricorsi e delle richieste di danni.

Il caso dei bagni sul porto e l’azione di forza
Il comune ha, in concreto, deciso il caso del concessionario degli spazi del terminal alla radice del secondo scalo isolano che da anni hanno vissuto alterne e schifose (nel senso letterale del termine) vicende, oltre che varie proroghe legislative senza tuttavia ottenere specifici provvedimenti che potessero far sembrare legittima la permanenza dell’attuare concessionario Tra.Spe.Mar. nel complesso.
Proprio la circostanza che il Comune non abbia prorogato la concessione (legittima per la Regione Campania di Casamicciola Terme i beni oggetto di concessione demaniale marittima dal 2018 fino al 2021 quando era lei a muovere le fila), ha generato un pericoloso meccanismo, avviatosi con un fitto carteggio tra le parti. Un buon viatico per la prossima guerra legale a farsi.
Prima, ovviamente, potrebbe esserci un’azione fortemente incisiva del comune e del primo cittadino Giovan Battista Castagna attraverso il sequestro o presa di possesso degli spazi e dell’intera unità. La confusa situazione verificatasi nel secondo decennio del 2000, con proroghe disposte dal legislatore statale, contestazioni da parte dell’Unione Europea, norme regionali che a loro volta tentavano di aggirare i limiti statali ed europei con discipline locali di favore, oggi più che mai a Casamicciola Terme non rappresenta una giustificazione per i concessionari rimasti privi di titolo per dichiarata “carenza di requisiti” e “mancato rispetto dei termini concessori”.

In questa vicenda tutta isolana che si appresta a diventare un caso, sono rivelatrici.
Il comune rivuole indietro gli spazi accusando il concessionario di una scadente conduzione. Il singolo concessionario, titolare di provvedimenti temporanei fino al 2021, avendo ottenuto un titolo (seppur precario) dal precedente ente gestore delle concessioni, vorrà in tutti i modi fruire delle varie proroghe (anche se illegittime), fino ad agganciarsi alla pronuncia del Consiglio di Stato 18/2021 e alla data finale del 31 dicembre 2023. Siamo dinanzi ad una anomala situazione (comune a pochi altri) dove il concedente contesta la carenza e la mancanza di requisì al concessionario che così perdere bagni e biglietterie perché alla data del 31 dicembre 2021 non aveva rispettato i termini della vecchia concessione regionale per cosi dire, né quelli nuovi, anche se “nuovi” è un termine improbo, regolamentati dal comune.

Le contraddizioni del settore
Il ragionamento del comune, pur avendo una sua logica formale, concatenando le varie normative e le previsioni via via usate dal legislatore, trascura il fatto notorio, ampiamente recepito dall’Adunanza plenaria del Consiglio di Stato, secondo il quale nell’ultimo decennio l’intero settore si è trovato in una situazione di disordine in cui era problematico sia operare anche temporaneamente o con qualsiasi altro tipo di provvedimento che consentisse di aspettare il nuovo, futuro regime di regolamentazione del settore.

Decadenza & Mancato rinnovo
Così, gli uffici tecnici dell’Ing. Mimmo Baldino hanno confermato e rinnovato la dichiarazione di decadenza, ai sensi dell’art. 47 lett. b) ed f) cod. nav. e artt. 3 e 5 dell’atto concessorio, della concessione demaniale marittima prot. 17, rep. n. 1579, del 05.04.2018. Contestualmente il tecnico baranese ha attestato il “Rigetto dell’istanza di rinnovo del 23 settembre 2021”.
I passaggi sono chiarissimi. Come si legge agli atti “Con nota prot. 3817 del 08/04/2022 l’amministrazione comunale avviava, il procedimento teso alla decadenza della concessione demaniale marittima; con la medesima nota, venivano comunicati i motivi ostativi, ex art. 10 bis Legge 241/90, all’accoglimento della richiesta di rinnovo della già menzionata concessione avanzata dalla Tra.Spe.Mar. s.r.l.”.

Come rileva Baldino “L’avvio delle necessarie garanzie partecipative, si fondavano sul “reiterato non utilizzo e, comunque, [sul] cattivo uso dei beni oggetto della concessione” da parte di Tra.Spe.Mar. s.r.l. dimostrati e documentati da accertamenti e provvedimenti stratificatisi nel corso degli anni e che evidenziavano che “/a Tra.Spe.Mar. ha, non solo sottratto i beni demaniali alla destinazione impressa dal titolo (bagni pubblici-biglietteria) rendendoli di fatto inutilizzabili anche da parte della collettività e dei turisti, ma ha anche causato problematiche di natura igienico-sanitaria che mal si conciliano con la spiccata vocazione turistica dell’infrastruttura portuale”.

Tra.Spe.Mar prova a tenere le biglietterie ed invoca il Covid
L’armatore prova a trattare, cedendo i bagni e tenendosi almeno le biglietterie. Infatti con osservazioni trasmesse a mezzo pec “in data 15 aprile 2022, la Tra.Spe.Mar. s.r.l. evidenziava sinteticamente che: la concessione è stata utilizzata per il servizio di bigliettazione; il mancato utilizzo della porzione relativa ai bagni pubblici sarebbe riconducibile alla situazione pandemica ed all’esorbitante costo in un periodo di “restrizioni alla mobilità dei cittadini” derivante dall’obbligo “di sorveglianza, pulizia e perfetta manutenzione ordinaria e straordinaria delle opere”.
Alla luce delle osservazioni in questione, Tra.Spe.Mar. s.r.l. ha richiesto la divisione dell’atto concessorio nella parte dedicata alla realizzazione del box biglietteria e in quella dedicata alla realizzazione dei bagni pubblici e, per l’effetto, che il procedimento di decadenza concessione “sia limitato a quella parte della concessione avente ad oggetto la solo realizzazione e il mantenimento dei bagni pubblici insistendo invece con il rinnovo della parte di concessione relativa all’installazione e mantenimento di un box biglietteria per la vendita dei servizi offerti dalla Tra.Spe.Mar.”.

Richiesta e scuse respinte. Nessuna proroga neppure parziale per la srl di Marrazzo
Tutte respinte le richieste e soprattutto le scuse avanzate per tenere parte dei locali in uno alla compagnia di navigazione battente bandiera rossa. Motivazioni e richieste respinte a causa del perdurare, al di là del Covid, della mala gestio. Nessuna proroga neppure parziale per la srl di Marrazzo.
Ciò, scrive Mimmo Baldino “Rilevato che “differentemente da quanto affermato nelle osservazioni che si riscontrano non supportate, tra l’altro, neppure da idonea documentazione, i beni oggetto della concessione demaniale marittima, complessivamente considerati, versano in totale stato di degrado e di abbandono non essendo utilizzati per lo scopo cui gli stessi furono affidati; e tanto non solo durante il periodo delle restrizioni dovute alla pandemia da Covid-19, ma a far data dal 2018 (anno dell’affidamento) e fino ad oggi (cfr. plurimi accertamenti eseguiti sui beni demaniali)”.

Il comune ha le prove del disastro gestionale della srl
“Infatti, successivamente alla comunicazione della nota prot. 3817 del 08/04/2022, con accertamento prot. 227/U pm del 20.04.2022 (e, dunque, in pieno periodo di afflusso turistico) il Comune di Casamicciola Terme (UTC/Polizia Municipale) ha accertato che “sulle porte esterne di accesso non vi era alcuna indicazione circa la presenza di bagni pubblici. La porta di accesso al bagno lato sinistro era chiusa a chiave e, pertanto, il locale era inaccessibile, mentre quello a destra era aperto ed incustodito. All’interno si notava immediatamente un totale stato di incuria ed abbandono oltre ad uno sgradevole e vomitevole olezzo. I due wc in pessime condizioni igienico sanitarie, completamente sporchi di deiezioni umane oltre ad altra sporcizia di vario tipo. Pertanto, a tutela della pubblica incolumità si ritiene opportuno procedere alla immediata chiusura dell’accesso nelle more di una radicale pulizia ed igienizzazione dei locali” come rileva il responsabile degli uffici, ci sono le prove del disastro gestionale della srl.
Pertanto, ed a fronte della reiterata inerzia della Tra.Spe.Mar. s.r.1., con ordinanza sindacale prot. 19 del 21/04/2022, veniva ordinato “Alla Sig.ra Marianna Di Costanzo, in qualità di rappresentante legale della soc. “TRA.SPE.MAR srl” e a chiunque altro coobbligato di provvedere AD HORAS alla pulizia, mediante ditta autorizzata ed al ripristino dello stato dei luoghi.

Guerra di PEC e “bugie”
Non solo la srl non ha provveduto ma ha persino millantato la venuta esecuzione della pulizia. Infatti, come si legge agli atti pubblici: “Il legale rappresentante della srl non ha provveduto ad “eseguire detti lavori a propria cura ed a spese di detta Società” a seguito dell’ordinanza sindacale n. 19 del 21/04/2022. A seguito della nota inviata a mezzo pec dalla Soc. Tra.Spe.Mar s.r.l. in data 22/04/2022 con la quale la stessa ha “comunicato l’avvenuta pulizia dei bagni ed il ripristino dello stato dei luoghi, è stato condotto un nuovo accertamento dallo scrivente e dal personale della Polizia Municipale, ed è emerso l’inottemperanza alle disposizioni comunali”.
Il profondo e inaccettabile stato degrado e di abbandono in cui versano i beni demaniali complessivamente considerati (all’interno di una infrastruttura portuale a spiccata vocazione turistica); il reiterato non uso degli stessi; le problematiche igienico — sanitarie causate dal disinteresse della Tra.Spe.Mar. s.r.l. nel gestire dei predetti beni; la pacifica violazione degli obblighi derivanti dal titolo concessorio, impongono all’amministrazione comunale di dichiarare la decadenza e, contestualmente, di rigettare la istanza di rinnovo in considerazione del venir meno dei requisiti soggettivi (anche in termini di affidabilità morale del concessionario), oggettivi (il venir meno del pubblico interesse per il quale erano stati affidati i bagni e la biglietteria) e tecnici per l’’ottenimento/mantenimento della titolarità della concessione demaniale marittima e, massimamente, ai fini del mantenimento della proroga di cui alla Delibera di G.R. n. 622/2020.

“Tali documentate e non contestabili circostante” rilevano i funzionari comunali, rendono la determinazione assunta come inevitabile manifestazione di un potere di autotutela vincolato e ad avvio doveroso di recupero del bene pubblico. Parimenti è da rigettarsi la richiesta avanzata dalla Tra.Spe.Mar. s.r.l. con le osservazioni a metà aprile scorso, relativa ad una ipotetica divisione del titolo concessorio attraverso il mantenimento dei box biglietteria e la decadenza “della concessione avente ad oggetto la solo realizzazione e il mantenimento dei bagni pubblici”.
Tale richiesta (oltre ad essere irritualmente ed inammissibilmente proposta), contrasta con la unicità del titolo e con le valutazioni tecnico-discrezionali ad esso sottese con riferimento all’uso ed alla destinazione complessivamente proposto(a) dal richiedente e rispondente, a giudizio dell’amministrazione regionale, ad un preminente interesse pubblico atto a giustificare la sottrazione dei beni pubblici al godimento da parte della collettività.

Diffidato
Con il rigetto e la decadenza di Tra.Spe.Mar. La stessa viene diffidata a rilasciare entro e i non oltre 15 giorni in favore del Comune. Con avvertenza che, decorso infruttuosamente il predetto termine, l’Ente tutelerà la propria posizione con gli strumenti normativamente previsti attivando, se del caso con l’ausilio delle forze dell’ordine, l’autotutela amministrativa esecutiva ex art. 823 comma 2 c.c., salva ed impregiudicata ogni altra azione ai sensi di legge.
Avverso il presente provvedimento, è ammessa proposizione di ricorso giurisdizionale avanti al T.A.R. Campania e straordinario al Capo dello Stato secondo i termini e le modalità previste dalla norma.

1 commento

  1. Politici isolani* e amici del turismo, vi prego di spiegarmi perché e, soprattutto, per quanto tempo volete continuare a discutere di “problemi di toilette” a Casamicciola! Non avete altri e soprattutto più importanti problemi da risolvere? Sono convinto che ci siano: Come, per esempio, le correzioni importanti e a lungo pendenti per rallentare la partenza dei giovani* dall’isola verso la terraferma per cercare lavoro! Abbiamo bisogno che i nostri locali siano in grado di risolvere efficacemente la situazione lavorativa dei commercianti di tutti i tipi, così come i servizi di alberghi e ristoranti. Anche lo scarso rapporto qualità-prezzo dei traghetti per i locali e i turisti è una questione d’attualità!

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