Casamicciola, il consiglio degli appiccichi. Mennella ci prova, Gibì approva. Ma…

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Ida Trofa | Sono stati i fuori onda i momenti più succulenti di una seduta che, di fatto, concretamente, non ha nulla da dire. Liti, tensioni personali e corpo a corpo, a tratti anche cruenti, hanno caratterizzato una 8 ore di seduta consiliare a dir poco abominevole. Prima, durante e dopo il civico consesso. L’opposizione tenta di speculare e varia dal sisma all’AMCa, arrampicandosi sugli specchi. La maggioranza vivacchia sui numeri e sugli accordi per spartirsi la torta.
L’ex maggioranza recrimina e sgomita per gli affari sfumati per aver scelto la compagine sbagliata precipitando nello strano meno remunerativo dell’emiciclo.
Ed è cosi che il consiglio si riduce, ma è cosi ormai da tempo, ad una lunga farsa. Il nulla cosmico. Una pagliacciata.

I litigi di “bambini capricciosi” che si contendono il pallone per giocare a fare l’amministratore pubblico.
La legge dei numeri conta. Giovan Battista Castagna porta a casa l’intera posta in palio. Passano tutte le proposte della maggioranza.

Luigi Mennella detta la linea dell’opposizione, lodevole il suo tentavo di riempire un vuoto incolmabile, a tratti imbarazzante. Ignazio Barbieri chiede il conto dell’indennizzo richiesto dal signor Cimmino, Antonio Conte, a carico delle casse pubbliche, quale direttore tecnico del’AMCa silurato e poi si spinge oltre invitando ad un “controllo analogo” sulla partecipata (parliamo di un ordine di precetto per una sentenza paccotto a favore dell’ex direttore che si aggira sotto i 100mila euro). Poi la solita speculazione sul terremoto.

Lo squallido tentativo di usare il sisma per “fare ammuina” mentre sotto banco si chiede come ricostruire la casa dell’ex sindaco e consigliere di minoranza al Paradisiello e poi tutto il resto (queste le richieste di Rispetto per Casamicicola a Carlo Schilardi nell’ultimo incontro al Palazzo realtà è di Ischia). Insomma un quadro chiaro della deriva senza freni ormai intrapresa.

Un pollaio troppo stretto
Così, tra un detto e non detto, una lunga nenia sui ritardi nella insegna degli atti e l’ostracismo verso i consiglieri affinché non possano svolgere il proprio ruolo è stato il light motive della seduta e, come dice Ignazio si stanno vendendo “lastre di ghiaccio al polo nord“.

Non solo sul bilancio consolidato illustrato in aula dal consulente esterno e redattore Paolo Tarantino, ma sull’intero complesso gestionale del paese. A tratti è apparso di essere dinanzi a persone che non sapevano di ciò che parlavano. Una gara a chi la sparava o l’aveva fatta più grossa, da politici e non. Spesso i consiglieri sono apparsi avvinti da una sorta di amnesia, privi di ogni idea di come dovrebbe essere affrontati gli argomenti in trattazione all’ODG. Persino sulle deficienze di bilanci come quelli della partecipata AMCa, il consulente Paolo Tarantino ha avuto strada agevole nel mettere in evidenza l’incapacità di taluni consiglieri che non erano neppure stati in grado di individuare le cifre pavoneggiandosi invece, al tavolo, di ben altro. Cosi alla fine la seduta si è ridotta ad un pollaio stucchevole, fatto esclusivamente di litigi, battibecchi e veleni incrociati fini a se stessi. Un pollaio a tratti persino apparso troppo stretto. Tempo di bilanci, dunque, non solo economici, ma anche politici e sismici.
Eppure la sessione ordinaria in seduta pubblica di prima convocazione, tenutasi ieri presso i locali del “Capricho di Calise” in piazza Marina non ha detto nulla di nuovo oltre i nomi della nuova commissione paesaggio che darà il via alla fabbrica edilizi e forse alla ricostruzione nella solita salsa al sugo di coniglio. I bucatini non mancano…

6 punti all’ODG, 2 al limite dello scontro cruento
Sei i punti all’ordine del giorno tra cui la scadenza prevista per l’approvazione del bilancio consolidato afferente l’esercizio 2018 e redatto dal consulente esterno Paolo Tarantino. Un bilancio che, stando al TUEL vigente, tiene in apprensione gli Enti locali italiani alle prese con numeri e termini perentori da rispettare pena lo scioglimento del Consiglio e la nomina del commissario Prefettizio.
Il 30 settembre 2018 scadeva, infatti, il termine per l’approvazione del bilancio consolidato. La data di scadenza per l’approvazione è tassativa per tutti gli enti con densità demografica superiore ai 5mila abitanti, già interessati lo scorso anno, oggi estesa anche ai comuni con densità demografica inferiore ai 5mila abitanti.

Questi ultimi, tuttavia, possono rinviare al 30 settembre 2019 la redazione del Bilancio Consolidato solo qualora si siano avvalsi nel 2018 del rinvio del Conto Economico e Stato Patrimoniale 2017. Il bilancio consolidato è quel documento consuntivo d’esercizio che descrive la situazione economica, finanziaria e patrimoniale di un ente e dunque fondamentale, specie per un ente alle prese con la fase di predissesto- non predissesto come Casamicciola, per stabilire l’effettivo stato di salute dei conti pubblici. Nel merito ha relazionato, non senza difficoltà Paolo Tarantino.

A seguire il primo punto in trattazione c’è la nomina della famigerata commissione paesaggio con la individuazione dei cinque membri esperti della “commissione locale per il paesaggio per il triennio 2019-2022”.
Una nomina che ha tenuto banco nella discussione per buona parte della seduta ed oltre con una pausa riservata di 20 minuti. Senza contare le liti ante e post seduta.

Alla fine passa la linea della maggioranza con Luigi Lombardi, Franco Arcamone, Federico Manzi, Davide Brescia, Giovanni Calise. A bocca asciutta le opposizioni di Luigi Mennella e Ignazio Barbieri che già minacciano ricorsi al TAR e denunce per impallinare la commissione che di fatto li ha estromessi da ogni indicazione politica.

Salta per mancanza di pareri l’altra nota dolente riguardante le demolizioni prevista al terzo punto. Si sarebbe dovuto dibattere sulla istituzione del fondo per le demolizioni delle opere abusive con la variazione di bilancio 2019. Via libera all’approvazione degli indirizzi per la predisposizione dell’eliminazione delle barriere architettoniche.

Infine spazio al terremoto con il quinto punto in trattazione e le comunicazioni del sindaco in merito alle attività amministrative post sisma. In ultimo ma non per ultimo il regolamento comunale per la disciplina del commercio al dettaglio su suolo pubblico di tipo B, esclusivamente in forma itinerante parziale rettifica e norma transitoria.

Si è trattato di dover risolvere il problema dell’assenza di spazi idonei con la consegna all’Ente Morale Pio Monte degli spazi fin’ora allo scopo impiegati.
Insomma mercati e bancarelle restano alcuni dei temi imprescindibili del dibattito politico casamicciolese, forse anche più del terremoto e dei conti pubblici. Tanto che la rappresentanza di mercatali era meno sparuta, anzi più incisiva, di quella di cittadini semplici ed addirittura terremotati.

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