sabato, Marzo 6, 2021

Casamicciola, fogne in mare dal 31 luglio

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Mentre l’Italia guardava al giallo di Forio, con la condotta fognaria sottomarina riparata con colpevole ritardo e dopo la continua fuoriuscita di materiale fecale a cinquecento metri dalla costa, un altro guasto, assai più silenzioso, ammorbava – in contemporanea – il mare di Casamicciola. All’insaputa dei più.
E se sui tempi lunghi della burocrazia di casa nostra in molti hanno storto il naso (l’11 agosto l’Evi chiede alla Capitaneria di Porto di Napoli il nulla osta per intervenire, solo il 24 agosto arriva il semaforo verde), la storia che vi raccontiamo ha contorni ancor più sconvolgenti. E non è ancora terminata.
Perché dallo scorso 31 luglio vi è contezza di una falla nella condotta fognaria sottomarina di Casamicciola, non distante dal porto di Casamicciola, a 600 metri dalla costa e 8 metri di profondità. E per costa si intende anche il mare balneabile delle cosiddette pedane, le strutture autorizzate e affollatissime per tutto il mese d’agosto. Dal 31 luglio al 27 agosto, il giorno in cui il Circomare di Ischia ha ufficialmente autorizzato, con l’ordinanza n. 78/2015 i «lavori di riparazione della condotta fognaria sottomarina», è passato quasi un mese. Troppo.
Un mese durante il quale dalla falla è fuoriuscito, con modalità e quantità ancora da appurare, il materiale fecale destinato a sfociare ben oltre, a circa un chilometro dalla costa. E ora, in attesa che l’Evi provveda finalmente alla riparazione del guasto (auspicabilmente entro il week end, più probabilmente lunedì), affidando l’incarico alla ditta Nettuno di Vittorio Guarracino, gli interrogativi sono molteplici. E fotografano l’intollerabile inadeguatezza del sistema-Ischia, che consente ignobilmente che nel cuore dell’estate un guasto alla condotta fognaria sottomarina resista per un mese intero, senza che nessuno – dal Comune di Casamicciola, evidentemente in altre faccende affaccendato, tra Expò ed eventi mondani, alla stessi Evi, passando per la Guardia Costiera – acceleri un iter intollerabilmente lento.
Perché questa è una storia agghiacciante di burocrazia e di ritardi, che potrebbe essersi tradotta in danni all’ambiente e all’incolumità fisica dei bagnanti, concorrendo persino al picco di ricoveri per gastroenterite al “Rizzoli”, registratisi proprio nel periodo in questione. Un periodo, come detto, che ha abbracciato per intero il mese d’agosto, quasi non sia un imperativo categorico per l’isola tutelare la balneabilità e la salubrità delle acque nel cuore della stagione estiva.
E nella divisione delle responsabilità, nessuno sembra peraltro immune: l’Evi avrebbe appreso del guasto già il 31 luglio, provvedendo – secondo la prassi – a segnalarlo alla Guardia Costiera di Ischia. Ma quando? Gli uffici del Circomare parlano di un’acquisizione al protocollo soltanto il 10 agosto. Ma nel caso di Forio, certo, l’Evi era stata più solerte: possibile che siano dunque trascorsi dieci giorni prima che dall’Ente di valorizzazione idrica segnalassero il guasto, avviando la lunga procedura per il nulla osta alla riparazione?
Ad ogni modo, passeranno altri sedici giorni perché dalla Capitaneria di porto di Napoli, che è anche ente gestore dell’Area Marina Protetta “Regno di Nettuno” (ancora commissariata) arrivi il primo ok, legato anche al parere favorevole della stazione zoologica “Anton Dohrn” (ci sono praterie di posidonia, nell’area interessata dalla fuoriuscita di liquami): in tutto fanno ventisei giorni. Da Ischia a Napoli, la segnalazione di un guasto a una condotta sottomarina impiega tempi biblici (almeno sedici giorni). Quasi non fosse una priorità.
Alla Guardia Costiera di Ischia e all’Evi, il disco verde degli uffici napoletani arriva soltanto mercoledì 26, l’ordinanza del Circomare – al comando del tenente di vascello Alessio De Angelis – è pronta nelle ventiquattro ore successive.
Soltanto ieri, in soldoni, l’Evi ha avuto il nulla osta per provvedere a riparare una condotta che già il 31 luglio, secondo i report tecnici, perdeva materiale fecale. Per un mese, nel mare di Casamicciola le tubazioni hanno restituito liquami a 600 metri dalla costa, a fronte del chilometro previsto.
E se nessuno ha, come nel caso di Forio la cui eco è giunta ovunque, documentato il “geyser” di merda – ci si perdoni il francesismo – è solo per un caso, o probabilmente per il flusso meno evidente dei liquami.
Così, in attesa che dagli uffici competenti rendano conto alla comunità dei ritardi intollerabili per un’operazione che sarà effettuata a breve (impiegando le solite quattro ore!) e auspicando che l’estate degli scandali insegni qualcosa agli attori in gioco, “Il Dispari” chiede con estrema urgenza che i prelievi alle acque in un’area interessata da un notevole flusso di bagnanti fotografino, al più presto, la situazione.
E’ ancora balneabile quel tratto di mare tra la curva di Perrone e il porto di Casamicciola? E ancora: il Comune di Casamicciola, e il sindaco Giovan Battista Castagna, erano a conoscenza della falla? Si sono prodotti affinché le operazioni si velocizzassero o hanno passivamente atteso che le carte rimbalzassero dall’Evi alla Guardia Costiera di Ischia e da qui alla Capitaneria di Porto di Napoli, impiegando un intero mese?
E’ tollerabile che le Capitanerie di Porto, tradizionalmente a corto di uomini, impieghino così tanto tempo per evadere passaggi formali e burocratici come la semplice autorizzazione alla riparazione di una condotta fognaria che restituisce liquami in mare, in piena estate?
Interrogativi fondamentali e inderogabili che devono necessariamente condurre alla lettura di un altro piccolo grande scandalo di quest’estate dalla coda velenosissima: anche Casamicciola e Lacco Ameno, del resto, sono in attesa della costruzione dell’impianto di depurazione, finanziato dal Cipe per un cifra assai prossima ai 43 milioni di euro. Intanto, però, c’è qualcosa che non funziona nell’isola dei paradossi e delle contraddizioni. Che tollera un mese di ritardo in un intervento di riparazione di una condotta fognaria a poche centinaia di metri dalle acque in cui nuotano, ignari, bagnanti d’ogni età.

LA CRONISTORIA
31 LUGLIO
Viene scoperta una falla alla condotta fognaria sottomarina di Casamicciola
10 AGOSTO
La Guardia Costiera di Ischia acquisisce a protocollo la richiesta dell’Evi
26 AGOSTO
La Capitaneria di Napoli, in qualità di responsabile dell’AMP, invia a Ischia il nulla osta
27 AGOSTO
La Guardia Costiera di Ischia emana l’ordinanza che dà il via libera all’intervento

 


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2 Commenti

  1. casamicciola forio maronti x non parlare della condotta di Sant’Angelo il mare di Ischia è una fogna andremo a mare a Posillipo x fare un bagno decente che vergogna politici contadini tornate ad allevare conigli

  2. è vergognoso e da criminale seguire la lungaggine burocratica quando è in pericolo la salute pubblica: se il Sindaco non si dà da fare neanche per la chiusura alla balneazione, si diano poteri speciali d’intervento al Prefetto!

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