Casamicciola e prove di sfiducia. Ignazio Barbieri prova a fare fronte comune con Luigi Mennella e…

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Ida Trofa | Chiamatelo pure “Pizza connection“ in salsa casamicciolese. Una salsa rigorosamente politica ovviamente. A quanto pare gli appetiti lacchesi hanno smosso le voglie culinarie della vicina Casamicciola dove la minoranza, divisa, scomposta e poco opposizione, prova a tessere le prime manovre per abbattere lo strapotere di Giovan Battista Castagna e Peppe Silvitelli. Primi rigurgiti di malessere.

E’ pur sempre un inizio. Ignazio prova a rompere, cerando accordi di minoranza, cosi propone la firma e la sfiducia a GiBI&Co. Luigi Mennella prova a sedere al tavolo per capire di quanta sostanza siano fatti i sogni di Ignazio Barbieri. Un tentativo, discusso davanti ad una buona pizza dal Zelluso (sempre più universo politico locale) di fare fronte comune tra i banchi del consiglio comunale per scalfire una maggioranza a consolidata dai numeri di un plebiscito elettorale e apparentemente stabile o meglio stabilmente immobile nella sua impalpabile azione amministrativa.

Crepe prenatalizie dalle quali filtra una luce fioca, pur sempre una luce, per pensare almeno di rompere l’accordo Castagna-Silvitelli. All’incontro politico culinario al centro del paese hanno preso parte Ignazio Barbieri, Pino Barbieri, Luigi Mennella e Peppe Zabatta. Tutto davanti ad una folta platea politica di stampo PD. La stesa che sempre alberga nelle sale del ristorante del rione. Le disgrazie, lasciate evidentemente da sole, non bastano e così meglio aggiungere macerie alle macerie. Non capita spesso che tutte le forze politiche siano d’accordo su un punto: la decisione di commissariare un paese è sempre una disgrazia. I distinguo arrivano sulle colpe, ma nonostante la propaganda, anche in questo caso è difficile trovare qualcuno che possa chiamarsi fuori, perché l’epilogo nefasto è frutto delle scelte di uomini prima che di politici. Agli occhi dell’opinione pubblica la politica locale ormai non ha più nessuna credibilità.

E’ disintegrata da tempo come il territorio e la comunità. Dovrebbe toccare agli uomini trovare una soluzione, mettendo da parte i bisticci,cercando di capire quali siano i margini di intervento. Altrimenti saremmo, davvero, difronte all’ennesimo tentavo di alzare la posta ed il prezzo per essere assorbiti da una squallida maggioranza (allargata). Siamo certi, dunque, che senza sostanza e senza proposte, progetti seri ed alternativi all’attuale brodo primordiale che ci governa, gli uomini al tavolo del Zelluso non avrebbero fatto la prima mossa. Almeno la speranza è sempre l’ultima a morire.

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