Casamicciola al voto tra incapaci e traditori

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Editoriale di Gaetano Di Meglio | Chi è causa del suo male pianga se stesso. Sono queste le parole con cui Domenico De Siano ha commentato l’esclusione degli assessori Ignazio Barbieri e Loredana Cimmino dalla compagine elettorale di Giovan Battista Castagna. Una mossa, questa, che è l’unica novità nel panorama politico di queste, smorte, elezioni post terremoto a Casamicciola. Il paese termale, oggi, si trova a dover scegliere se farsi governare dalla coalizione degli “incapaci” o da quella dei “traditori”.

Gli “incapaci” sono quelli di Giovan Battista Castagna che, ad oggi, non hanno saputo affrontare il terremoto del 2017. Non hanno saputo difendere gli interessi dei cittadini di Casamicciola. Non hanno saputo “ricostruire” e medicare le ferite sociali e civili che hanno dilaniato, più delle macerie reali, il paese. Incapaci di rappresentare un governo che avrebbe meritato di essere rivotato. Una classe dirigente che ha dimostrato la sua “incapacità” di governare in tutti questi lunghi cinque anni.

Dall’altro lato, ci sono i “traditori”. E i traditori non sono solo Loredana Cimmino e Ignazio Barbieri, ma lo sono soprattutto quelli di Arnaldo. Una parte politica che ha tradito il mandato elettorale per seguire beceri interessi personali. Che ha lucrato con i vari comitati, che continua a nascondere l’utilizzo di cifre e fondi raccolti in maniera alquanto discutibile. Traditori perché, oggi, sono in campo solo grazie al “senso di colpa” di Giosi Ferrandino. Traditori in consiglio comunale e nel paese. Un manipolo di persone che hanno penalizzato il paese con le loro scelte assurde. Il blocco delle schede del fabbisogno e il disegno delle zone rosse affinché loro potessero continuare ad incassare con le aziende, sono solo la punta di un iceberg che meriterebbe di andare alla deriva nel mare dell’oblio.

Meritoria, coriacea e credibile la posizione di Luigi Mennella. Candidato sindaco dalla personalità forte, poco docile e dall’appeal molto selezionato. Di bandiera e impalpabile, la sfida cinquestelle. Dal candidato sindaco fino all’ultimo del candito alla carica di consigliere avrebbero potuto evitare anche lo sforzo. Ma ci sono.

E allora Casamicciola cosa deve fare? Deve iniziare a pensare a quale sia il suo male minore. La società civile di Casamicciola, dopo aver compreso che è complice di questo stato con la sua assenza, deve scegliere quale sia il male minore, turarsi il naso e votare cosa le potrà fare male di meno. Perché è questa l’amara considerazione. In queste occasioni si dice “buon voto”. Per Casamicciola, questa volta, è difficile dire anche questo. Ma ogni popolo si merita il governa che esprime. Con la speranza che ci sarà di lezione, buon voto Casamicciola.

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