Casamicciola: A.A.A. araldo cercasi. L’araldica “boccia” l’amministrazione Castagna

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Ida Trofa | Il comune di Casamicciola Terme prova a rifare lo stemma, il gonfalone e i sigilli del comune. Quelli attualmente utilizzati sono sprovvisti di autorizzazione di legge. E quel che accade a Casamicciola, davvero non si crede! Abusivi anche con gli “araldi“ comunali, sic! I primi schizzi passeranno al vaglio del consiglio comunale. La proposta su determinazione del responsabile Area IV Demografica, dottoressa Imma Iacono già sul finire dello scorso luglio che ha instaurato il procedimento per l’ottenimento del decreto di concessione dello stemma, del gonfalone, della bandiera e del sigillo comunale. Tutto con Affidamento diretto ed un contratto sotto soglia per la realizzazione/definizione grafica di n° 3 “sommari schizzi” di stemma, gonfalone e sigillo da sottoporre all’approvazione del Consiglio Comunale. Vista la particolarità del caso è stato addirittura necessario scomodare il Regio Decreto n° 652/1943 che detta disposizioni in materia di emblemi araldici (stemmi, gonfaloni, e bandiere) attribuendo la competenza relativa, in termini di istruttoria del procedimento di concessione, all’Ufficio Onorificenze e Araldica, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Un regio decreti a cui, a ben vedere, Casamicciola non ha mai ottemperato.

Questo stemma non s’ha da usare: l’Ufficio Onorificenza e Araldica della Presidenza del Consiglio dei Ministri conferma
“Visto l’art. 2 del vigente Statuto Comunale che recita: ”Esso ha un proprio stemma ed un proprio gonfalone”. La dottoressa Iacono ha evidenziato che il Comune, giusto quanto premesso, utilizza storicamente uno stemma, riprodotto nel gonfalone e nel sigillo, rispetto ai quali è stato accertato che ad oggi non è stata rilasciata la concessione ai sensi del R.D. n° 652/1943”. Insomma i politici casamicciolesi sono capaci, da decenni, a ben vedere di combinarne una più di Bertoldo, persino con i simboli e gli araldi comunali. L’Ente, inoltre, non ha in uso la bandiera quale simbolo di unità della Comunità locale. L’Ufficio Onorificenza e Araldica della Presidenza del Consiglio dei Ministri, all’uopo interessato, ha confermato l’esistenza di un fascicolo relativo alla richiesta di concessione di che si tratta, formatosi nel 2001 e riproposto nel 2006 chiarendo che la pratica non risulta mai conclusa e nel contempo, con nota acquisita al protocollo generale di questo Ente al n° 5629 del 04/06/2020, disponibile agli atti, ha trasmesso l’intera documentazione, altresì disponibile agli atti, esistente presso lo stesso Ufficio, specificando l’iter procedurale per ottenere la concessione, in primis la scelta da parte del Consiglio Comunale di uno tra i 3 “sommari schizzi” ritenuto più idoneo. L’iter procedurale per la concessione del Decreto per l’ottenimento dello stemma, gonfalone e bandiera, comporta l’adozione di apposita delibera di Consiglio Comunale con la quale viene manifestata la volontà di ottenere il decreto di concessione dei predetti emblemi araldici con la descrizione dell’assetto araldico dell’emblema stesso, sulla base delle proposte, debitamente documentate, che poi saranno presentate al predetto Organo. Insomma una procedura lunga e tormentosa.

Infatti, i tre “sommari schizzi” trasmessi dall’Ufficio Onorificenza e Araldica, prima di essere sottoposti alla “scelta” del Consiglio Comunale vanno definiti graficamente con i colori suggeriti dall’Ufficio citato, per cui per la loro realizzazione è necessario affidarsi a professionisti del settore. Proviamo ad indovinare chi saranno i professionisti? La domanda, come la risposta, appaiono alquanto pleonastica, i soliti amici degli amici. Intelligenti pauca.

Offerta più onerosa, ma va scelta
La Giunta Castagna ha già dato mandato all’area demografica di predisporre tutti gli adempimenti propedeutici alla presentazione al Consiglio Comunale dell’Ente della richiesta di concessione dello stemma, del Gonfalone e della Bandiera comunale da inoltrare all’Ufficio Onorificenza e Araldica della Presidenza del Consiglio dei Ministri. “Prima dell’avvio delle procedure di affidamento dei contratti pubblici, le stazioni appaltanti, in conformità ai propri ordinamenti decretano o determinano di contrarre, individuando gli elementi essenziali del contratto e i criteri di selezione degli operatori economici e delle offerte. Nella procedura di cui all’art. 36, comma 2, lettere a) e b), la stazione appaltante può procedere ad affidamento diretto tramite determina a contrarre, o atto equivalente, che contenga, in modo semplificato, l’oggetto dell’affidamento, l’importo, il fornitore, le ragioni della scelta del fornitore, il possesso da parte sua dei requisiti di carattere generale, nonché il possesso dei requisiti tecnico/professionali, ove richiesti” sottolinea il capo dell’area demografica Imma Iacono che snocciola le cifre dei preventivi.

Ovvero le due proposte giunte al protocollo generale dalla Associazione Araldica Genealogica Italiana Srl e Marco Foppoli – Illustrazione & araldica. Per gli inquilini del Capricho, in virtù di quanto richiesto, non c’è una valutazione dal punto di vista economico, lo scrivono loro stessi nell’atto di affidamento, quanto ovviamente, di natura politica. La scelta cade, infatti, sul preventivo offerto dalla Ditta “Marco Foppoli – Illustrazione & araldica. Un proposta che, spiegano i manovrino di Palazzo, appare più conveniente, pur se l’offerta di ulteriori realizzazioni grafiche utili e oggettivamente necessarie alle esigenze della consueta comunicazione istituzionale, rendono lo stesso preventivo più dettagliatamente esaustivo anche se più oneroso. In ogni caso una spesa prevista di importo inferiore a € 5.000,00 per cui non si va attraverso il mercato delle pubbliche amministrazioni con il ricorso al MEPA, previsto altrimenti. L’importo del contratto è pari ad € 2.750,00 ed il pagamento della prestazione verrà effettuato previa verifica dell’esatto adempimento.

AAA. Decreto di assegnazione del Titolo di Stazione di Cura, Soggiorno e Turismo
A questo punto, restando in tema di simboli e storia patria corre l’obbligo sottolineare attraverso le pagine del nostro quotidiano che Casamicciola Terme non ha, o l’ameno non si trova, negli archivi di Stato, il decreto di assegnazione del Comune di Casamicciola Terme quale stazione di cura e soggiorno e turismo. Vicende e circostanze a cui nessuno, purtroppo a mai prestato attenzione pur avendo quel economia di traino proprio il turismo. Un fatto gravissimo, a giudizio di chi scrive, soprattutto fondamentale per le velleità di sviluppo del paese che è stato faro e precursore del turismo sull’isola d’Ischia ed in Europa tanto da vantare, come cittadina, il titolo di Piccola Europa all’inizio del secolo scorso. Bei tempi e bella politica andata, altro che Tripadvisor!

3 Commenti

  1. Peccato che pochi sanno che quello stemma è farlocco e il vero quello storico di Casamicciola lo si può tranquillamente trovare sull’altare della chiesa di Santa Maria Maddalena!

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